Sei ancora giovane, hai meno di 40 anni ma già noti che c’è qualcosa che non va nelle tue gengive?
Esse appaiono gonfie, rosse, sanguinanti?
Oppure ti sembra che i tuoi denti siano come ‘allungati’ rispetto a qualche anno fa, e sono comparsi dei triangolini neri tra dente e dente?
La parodontite, cioè il nome medico con la quale è conosciuta comunemente la piorrea, è una malattia subdola, che non è solo una prerogativa dei pazienti anziani, anzi: studi recenti hanno provato, senza più alcun dubbio, che l’inizio della malattia avviene proprio prima dei 40 anni d’età.
Ecco perché non dovresti mai sottovalutare le prime avvisaglie della piorrea, e dovresti anzi recarti con regolarità dal Dentista per gli obbligatori controlli periodici, che tutti noi peraltro dovremmo sempre fare.
Leggi questa pagina per scoprire come si diagnostica la parodontite nei pazienti under 40 anni e poi, senza esitare ulteriormente, prenota un consulto dal Dentista Parodontologo, per valutare lo stato generale delle tue gengive.
Che cos’è la parodontite?

La parodontite è un’infiammazione cronica e degenerativa dell’osso alveolare e dei tessuti parodontali, causata da un’iper-proliferazione di alcune famiglie di batteri orali, chiamati batteri parodontopatogeni.
Questi batteri irritano l’osso alveolare e tutti i tessuti del parodonto, scatenando una violenta reazione immunitaria che attiva gli osteoclasti (le cellule del tessuto osseo che possono 'modellarlo', distruggendo le parti invecchiate), a loro volta stimolati dalla massiccia produzione di interleuchine.
Gli osteoclasti rilasciano particolari enzimi che corrodono l'osso alveolare, che così tende a riassorbirsi sempre di più verso l’apice radicolare dei denti.
la parodontite è chiamata anche piorrea, nel linguaggio comune
Questo riassorbimento causa anche una retrazione della gengiva, che è adesa all’osso, con la formazione di lesioni verticali tra il tessuto gengivale e le radici dentali, chiamate tasche parodontali.
Queste tasche parodontali si riempiono presto di altri batteri patogeni, che infiammano sempre più l’osso alveolare e causano cronicità della parodontite, nonché degenerazione progressiva del riassorbimento dell’osso stesso.
Più l’osso si riassorbe, più le tasche parodontali diventano profonde, e di conseguenza più l’osso è portato a riassorbirsi: un circolo vizioso da cui il corpo non riesce ad uscire, né i tessuti parodontali possono guarire autonomamente.
La continua retrazione gengivale scopre, col tempo, le radici dentali, esponendole ai pericoli delle carie radicolari e destabilizzandone la struttura d’ancoraggio con l’osso, in una progressione cronica che, nella fase finale della malattia, porta alla mobilità dentale.
Senza più il supporto saldo delle radici con l’osso, i denti infatti cominciano dapprima a ‘dondolare’, per poi venire espulsi spontaneamente.
Quanto è comune la parodontite nella popolazione?
parodontite in stato avanzato
La parodontite è una patologia estremamente comune in tutto il mondo: nella sola Italia, il Ministero della Salute stima che almeno un 60% della popolazione adulta ne sia affetta*, con circa un 10% che manifesta sintomi gravi, che hanno spesso già portato alla perdita di uno o più elementi dentali.
Al contrario di quello che si credeva sino a non molti anni fa, in cui essenzialmente si relegava la parodontite ad un problema della senilità, in realtà i dati agglomerati indicano tutto l’opposto: la parodontite colpisce prevalentemente persone ancora giovani, indicativamente con età compresa tra i 35 ed i 44 anni ed, in alcune situazioni più rare ma più aggressive, pazienti anche prima dei 30 anni.
grave recessione gengivale dovuta alla parodontite
Questa difatti è la fascia più a rischio per ciò che concerne l’inizio della patologia, specie nei pazienti che non eseguono i regolari controlli dal Dentista Parodontologo, e che dunque, anche considerando l’inizio generalmente subdolo della piorrea, spesso non si accorgono di essere malati, né hanno conoscenza della patologia in sé.
Considerando questi dati, è dunque imperativo tentare di informare adeguatamente i pazienti ancora giovani, specie quelli under 40, poiché è proprio in quell’età che la parodontite generalmente inizia e comincia a far danni, che diventeranno poi cronici e sempre più gravi nel corso degli anni.
Da cosa è dipesa la parodontite?
i batteri parodontopatogeni sono l'agente eziologico della parodontite
La parodontite ha un’eziologia ormai certa alla Medicina, e non più motivo di discussione da molti anni: sono delle determinate famiglie di batteri orali, definiti parodontopatogeni, che normalmente popolano la nostra bocca.
Di questi batteri ce ne sono a centinaia, suddivisi in famiglie e tipologie, ma a titolo di cronaca possiamo citare l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Porphyromonas gingivalis, il Tannerella forsythensys, il Treponema denticola, il Peptostreptococcus micros, il Prevotella intermedia, il Fusobacterium nucleatum, il Fusobacterium nucleatum ssp, e l’Eikenella corrodens.
i batteri parodontopatogeni sono anaerobi, quindi sopravvivono senza ossigeno
Questi microbi hanno delle caratteristiche peculiari, che li fanno essere un pericolo per i tessuti del nostro parodonto (cioè gengive ed osso alveolare):
- Sono batteri molto resistenti, dotati di una membrana esterna di protezione aggiuntiva, che per vari meccanismi risulta difficile da penetrare per gli antibiotici;
- Sono batteri anaerobi, quindi capaci di sopravvivere senza ossigeno;
- Sono batteri pro-infiammatori, cioè la loro presenza, oltre certi livelli, causa un’irritazione dell’osso alveolare, delle gengive e dei tessuti molli;
- Sono batteri piogeni, quindi in grado di scatenare infezioni purulente
Normalmente, il numero di questi batteri è tenuto sotto controllo dal nostro sistema immunitario, nonché dalla presenza concomitante di altre famiglie batteriche non così pericolose per noi, come ad esempio i batteri saprofiti, che si nutrono (senza conseguenze per la nostra salute) degli scarti del nostro cibo.
I batteri parodontopatogeni diventano invece pericolosi quando, per una serie di fattori, il loro numero soverchia le naturali difese immunitarie del nostro corpo, dando origine dapprima ad un’infiammazione superficiale delle gengive (la gengivite) che poi, se non curata, diviene la vera e propria parodontite.
Va sottolineato che, comunque, anche se ben chiaro l’agente eziologico che la scatena, la parodontite è una patologia multifattoriale: difatti, i batteri parodontopatogeni devono trovare un ambiente ideale per la loro proliferazione incontrollata, e questo accade per una serie di motivazioni, ambientali, genetiche e comportamentali.
La parodontite è una patologia genetica?
la predisposizione genetica gioca un ruolo di primo piano nello sviluppo della parodontite
La moderna Medicina ha da tempo accertato, senza alcun dubbio, che l’origine della parodontite ha causa microbica, ma alla base vi è una predisposizione genetica dell’ospite.
Difatti, la sensibilità dell’osso alveolare e delle gengive all’azione dei batteri parodontopatogeni è personale, ed è ereditata geneticamente.
il rialzo della gengiva
Questo vuol dire che un paziente geneticamente predisposto potrà vedere l’insorgenza della malattia parodontale anche con cariche batteriche patogene relativamente basse, mentre un soggetto non predisposto può anche non manifestare sintomi apprezzabili con cariche parodontopatogene molto elevate.
Questa predisposizione genetica può essere anche misurata con precisione: è stato infatti messo a punto un test di laboratorio che, con un piccolo, veloce ed indolore prelievo di materiale biologico dal cavo orale, può stabilire se un soggetto è predisposto o meno alla parodontite.
Il test basa la sua efficacia sulla misurazione di determinate proteine di scarto dei leucociti (i globuli bianchi), conosciute come interleuchine, frutto del metabolismo delle cellule degli anticorpi proprio nella loro lotta contro i batteri patogeni del cavo orale.
Una misurazione alterata di queste interleuchine rispetto ai valori considerati nella norma è prova certa della predisposizione genetica alla parodontite.
Va sottolineato che, datosi che il DNA non cambia per tutta la vita, è necessario effettuare il test genetico per la parodontite solo una volta: il risultato sarà valido per sempre.
Ci sono delle cause scatenanti o dei fattori di rischio precisi per l’inizio della parodontite?
lo scollamento della gengiva con le placche di tartaro
Oltre al fattore di rischio principale, cioè la predisposizione genetica, va ricordato che la parodontite è comunque una patologia multifattoriale: la sola presenza dei batteri parodontopatogeni non è sufficiente a far iniziare la piorrea, occorre che vi sia comunque un ambiente favorevole all’iper-proliferazione batterica.
Vengono così alla luce i cosiddetti fattori ambientali e comportamentali, che assieme alla suscettibilità propria del paziente all’azione dei batteri patogeni, hanno un ruolo di primo piano nello sviluppo della piorrea.
recessione gengivale avanzata
Sono fattori ambientali:
- Il fumo;
- Periodi di forte stress che possono aver diminuito le difese immunitarie;
- Una gengivite non intercettata e non trattata;
- Le malocclusioni o presenza di frenuli labiali e linguali corti oppure, ancora, lavori odontoiatrici non precisi eseguiti in precedenza;
- Nelle donne, le situazioni di gravidanza e allattamento e menopausa, in quanto aumentano il rischio di insorgenza della patologia;
- La presenza di patologie endocrine, come il diabete mellito (malattia che è strettamente collegata alla parodontite, una patologia aumenta il rischio di avere l’altra);
- Un calo delle difese immunitarie dopo una cura antibiotica, oppure una chemioterapia, o anche una radioterapia;
- Condizioni più gravi come: un periodo di lunga convalescenza dopo un intervento chirurgico impattante; la presenza di un carcinoma vegetante, che sta indebolendo tutto l’organismo;
- Un’immunodeficienza cronica, ad esempio quella dovuta all’infezione da HIV non trattata.
Sono fattori comportamentali:
- Una condizione di scarsa igiene orale o tecniche errate di spazzolamento durante la pulizia quotidiana;
- Mancati controlli odontoiatrici e sedute di igiene orale professionale non frequenti.
Questi fattori scatenanti possono abbassare di molto le naturali difese del cavo orale e, di conseguenza, permettere un’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni, con l’inizio dell’infiammazione cronica di gengive ed osso alveolare.
Quali sono i sintomi iniziali della parodontite?
la radice scoperta di un dente, segno clinico della piorrea
La parodontite è una patologia subdola e pericolosa, poiché il suo inizio (come peraltro il diabete, malattia a lei spesso collegata) è spesso silente, o comunque trascurato dai pazienti.
Il primo stadio della parodontite, unico reversibile, è chiamato gengivite.
Si manifesta come un’infiammazione superficiale delle gengive, senza ancora l’interessamento dell’osso alveolare.
la comparsa dei triangolini neri tra dente e dente
In questa fase le gengive, da rosee, opache, con la classica superficie ‘a buccia d’arancia’ diventano rosse, gonfie, lucide, spesso sanguinanti spontaneamente oppure alla pressione.
Questa fase può essere completamente curata, se il paziente si reca per tempo dal Dentista Parodontologo: ciò vuol dire che, una volta sfiammate dall’azione dei batteri patogeni, le gengive possono ritornare ad una condizione di normalità, senza danneggiamenti o perdite di tessuto permanenti.
Se però la gengivite non è curata per tempo, l’infiammazione passa dai tessuti superficiali a quelli profondi, con l’inizio del riassorbimento dell’osso alveolare e dunque della parodontite propriamente detta.
Questa fase, che può durare molti anni, si manifesta con un lento riassorbimento dell’osso e un altrettanto lenta recessione gengivale, che forma delle lesioni verticali tra dente e gengiva chiamate tasche parodontali.
In queste tasche si annidano sempre più colonie batteriche patogene che, essendo formate da microbi anaerobi, possono sopravvivere anche in profondità nei tessuti, senza il bisogno di ossigeno.
Queste colonie scavano sempre di più la gengiva, sino ad arrivare all’osso alveolare, in un circolo vizioso che rende la parodontite cronica e degenerativa.
Quando la tasca arriva in profondità nel legamento parodontale e all’osso, vi è la distruzione dei suoi tessuti, e dunque una destabilizzazione della radice dei denti, che proprio all’osso è adesa per mezzo del legamento parodontale.
Senza più il tessuto di ancoraggio, il dente dunque comincia dapprima a ‘dondolare’, acquisendo dunque mobilità, per poi venire espulso spontaneamente dal corpo.
L’edentulia, cioè la perdita di uno o più elementi naturali dovuta alla parodontite, è dunque il sintomo finale di un processo lento e spesso silente, che comincia statisticamente proprio durante l’età giovane della vita.
Come viene diagnosticata la parodontite?
La parodontite richiede una visita specialistica odontoiatrica, eseguita da un Dentista Parodontologo affiancato da uno o più Igienisti Dentali, anch’essi perfezionati in cure e trattamenti parodontali.
Nell’esame clinico, lo specialista sanitario si accerta della condizione generale delle gengive, analizzandone l’eventuale gonfiore, sanguinamento e misurando le tasche parodontali con una speciale sonda millimetrata.
Profondità rilevate del colletto dentale superiori ai 3,5mm, limite considerato fisiologico, indicano per certo la presenza di tasche parodontali.
L’esame clinico è poi correlato da radiografie specifiche come una panoramica o delle radiografie endorali del cavo orale, necessarie per stabilire lo stato effettivo dell’osso alveolare, e valutarne il riassorbimento.
Dopo l’esame radiografico, al paziente vengono poi somministrati due test specifici, entrambi eseguiti con un piccolo prelievo biologico della cavo orale, eseguito direttamente in poltrona odontoiatrica.
Il primo test è quello genetico, e mira a stabilire se il paziente è predisposto o meno alla parodontite.
Il secondo test è invece quello microbiologico, e serve a stimare la percentuale dei batteri che compongono il microbiota orale del paziente.
Quest’ultimo test è particolarmente importante per indirizzare il protocollo di trattamento, giacché l’obiettivo delle cure per la parodontite è proprio quello di abbassare il più possibile la carica parodontopatogena, favorendo invece lo sviluppo di quella amica (cioè i batteri saprofiti).
L’analisi ragionata di tutti questi dati indica al professionista Parodontologo la diagnosi della parodontite, con una terapia specifica e la conseguente prognosi.
Come può essere curata la parodontite?
La parodontite, anche per la sua origine a forte predisposizione genetica, è una patologia al momento non pienamente curabile, almeno non nel senso medico del termine, dove per ‘cura’ s’intende la remissione completa dei danni causati dalla malatia.
Il tessuto parodontale perduto durante il riassorbimento dell’osso per via della parodontite è generalmente non recuperabile, ma ciò non vuol dire, comunque, che la piorrea non possa essere fermata e stabilizzata.
I moderni trattamenti per la parodontite, difatti, preso atto che la patologia ha fondamenti genetici e che sia, attualmente almeno, impossibile bonificare per lunghi periodi il cavo orale da tutti i batteri parodontopatogeni, mirano ad abbassarne la carica il più possibile, per permettere al sistema immunitario di riprendere il controllo del microbiota e, non di meno, facilitare la proliferazione dei batteri invece amici, cioè non pericolosi per la nostra salute.
In sostanza, lo scopo dei trattamenti moderni è riportare equilibrio nel microbiota orale, aiutando il sistema immunitario a ripristinare il suo naturale ruolo di controllore dei microorganismi orali, e dunque facendo arrestare l’infiammazione dell’osso alveolare.
Per ottenere questo scopo i trattamenti di prima linea si basano su protocolli specifici d’igiene orale, erogati mediante sedute in poltrona odontoiatrica, la cui quantità e dilazione nel tempo sono decise dal professionista Parodontologo, anche in relazione alla condizione del paziente.
Come si può abbassare la carica batterica parodontopatogena?
La placca batterica patogena che si è annidata in profondità nelle tasche parodontali non è eliminabile a casa, in autonomia, con la normale igiene domiciliare.
Questo perché gli strumenti comunemente disponibili, cioè lo spazzolino, il filo interdentale, gli scovolini, ecc. possono garantire solo una pulizia superficiale, ma non quella profonda.
Per pulire le tasche parodontali, dunque, è necessario provvedere con specifica strumentazione professionale un’accurata disinfezione delle gengive, eseguendo delle particolari sedute d’igiene dentale in poltrona odontoiatrica.
Per abbassare di molto la carica batterica parodontopatogena, il professionista Parodontologo può disporre di tanti strumenti e tecniche moderne, utili per coprire quasi tutte le situazioni cliniche.
Ad esempio, può essere utilizzato:
- L’ablatore ultrasonico specifico per la parodontite, con punte sottili e minivasive;
- L’utilizzo del microscopio operatorio, che aumenta di molto la precisione dell’operatore e aumenta anche il comfort per il paziente durante la seduta d’igiene dentale professionale;
- L’uso della curette, cioè un particolare strumento odontoiatrico molto utile per levigare in profondità le radici dentali;
- Le micro-polveri ablative, ad esempio l’eritritolo, spruzzate con un delicato flusso di aria ed acqua tiepida, perfette per pulire in profondità i tessuti e rispettare anche le protesi fisse;
- Il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, capace di bonificare in profondità le tasche parodontali e stimolare, al contempo, la ricrescita dei tessuti sani.
Queste tecniche, eseguite anche in più sedute e spesso in combinazione tra di loro, permettono di ridurre significativamente il numero dei batteri parodontopatogeni, portando l’osso alveolare a sfiammarsi e ad interrompere quindi il suo riassorbimento.
Il ricorso alla Chirurgia Orale è destinato solo ai casi gravi, in cui la profondità delle tasche parodontali non permette di agire con metodi non invasivi, ma richiede necessariamente un accesso chirurgico, ad esempio per mezzo della levigatura radicolare ‘a cielo aperto’.
Ma si può guarire definitivamente dalla parodontite?
La parodontite è una patologia che, in realtà, ha un preciso comando genetico già dentro il paziente predisposto, per cui agisce secondo gli schemi di qualsiasi altra condizione genetica.
Questo vuol dire che l’osso alveolare sarà sempre propenso ad infiammarsi e a cominciare (od iniziare di nuovo) il riassorbimento, quando il numero di batteri parodontopatogeni salirà oltre un certo grado di tolleranza, e che varia da paziente a paziente.
I trattamenti professionali moderni, uniti alla scrupolosa igiene domiciliare su base giornaliera, possono però impedire che tale grado di tolleranza venga superato, aiutando il sistema immunitario a non perdere il controllo del microbiota orale.
Ciò vuol dire che il paziente parodontale deve seguire strettamente non solo l’idonea igiene orale domiciliare quotidiana, ma seguire anche le indicazioni precise sui controlli e sulle sedute periodiche d’igiene orale professionale, necessarie per tenere sempre le tasche parodontali pulite ed impedire quindi le recidive.
Con schemi di controllo precisi e protocolli di mantenimento altrettanto precisi, il paziente affetto da parodontite può vivere una vita assolutamente normale, e tenersi i suoi denti naturali in bocca per molto, molto tempo.
Quindi è davvero importante la diagnosi precoce dalla parodontite, anche nei pazienti giovani?
Assolutamente sì: la diagnosi della parodontite è di fondamentale importanza, e più precoce è, meglio è.
Prima s’intercetta la patologia, prima si possono iniziare i trattamenti sfiammanti dell’osso alveolare, e dunque prima s’interrompe il suo riassorbimento.
Ciò significa che più tessuti sani vengono preservati, e dunque un minore danneggiamento alla struttura di support dei denti.
Molti casi di parodontite grave o gravissima, riscontrata nei pazienti over 50 o over 60, con situazioni ormai di elevata mobilità dentale o edentulia, in realtà sono iniziati molti anni prima, spesso in età antecedente i 40 anni.
Se tutti questi casi fossero stati intercettati per tempo, e prontamente trattati, sicuramente la parodontite sarebbe stata arrestata, a tutto vantaggio dei denti e della loro stabilità.
Una bocca periodicamente controllata, con un’impeccabile igiene orale domiciliare e sedute di igiene orale professionale diluite nel corso dell’anno solare permette di tenere sotto controllo perfettamente la parodontite, di fatto eliminandone il rischio, anche in caso di predisposizione genetica.
Ecco perché è importante intervenire quanto prima, per diagnosticare subito la piorrea anche in pazienti giovani, ed iniziare il necessario percorso di cura.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
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L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
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Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
In sostanza, un soggetto geneticamente predisposto alla parodontite è molto più sensibile alle cariche batteriche parodontopatogene (anche piccole) rispetto ad un soggetto non predisposto, e quindi ha più possibilità di contrarre l'inizio del riassorbimento osseo, tipico della piorrea.
La buona salute del cavo orale prevede la presenza del suo microbiota, comprese le colonie parodontopatogene (che vengono tenute sotto controllo dal sistema immunitario).
Tale sensibilità, che è un fattore predisponente la parodontite ma non scatenante, è ereditata per via familiare.
Quindi, puoi aver ereditato dai tuoi genitori la predisposizione alla parodontite, ma comunque per iniziare la malattia parodontale necessita di un ambiente orale idoneo, in cui le colonie batteriche parodontopatogene possano proliferare e soverchiare le difese immunitarie.
Oltre alla predisposizione genetica all'azione dei batteri parodontopatogeni, devono però essere presenti anche alcuni fattori scatenanti specifici, tra cui una scarsa igiene orale, l'assenza di controlli periodici dal dentista, il consumo di tabacco, l'uso smodato di alcool o stupefacenti, periodi di immunosoppressione, ecc.
Statisticamente, il picco massimo dell'inizio della parodontite si ha tra i 30 ed i 40 anni, con l'età media della diagnosi che supera i 50 anni.
La parodontite è in sostanza una disbiosi del microbiota orale, che genera un'infiammazione cronica dell'osso alveolare, molto sensibile all'azione dei batteri parodontopatogeni.
Abbassando la carica di questi ultimi, ed aiutando il sistema immunitario a riprendere il controllo del microbiota, anche l'osso alveolare si sfiamma, arrestando il suo riassorbimento.
Storicamente, assieme alla carie dentale, la parodontite è sempre stata la causa principale dell'edentulia, cioè della perdita dei denti nella popolazione di ogni paese del mondo.
È difatti possibile ricostruire parte dell'osso alveolare perduto a causa della parodontite, sia con tessuto autologo che con i nuovi tessuti di sintesi, che aiutano a consolidare la struttura d'ancoraggio del dente ormai compromessa, stabilizzandola ed impedendo al dente stesso di cadere.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
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Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
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Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
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lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
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Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
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- la parodontite è una patologia del cavo orale a predisposizione genetica, causata dall'iper-proliferazione di alcune famiglie di batteri noti come parodontopatogeni;
- i batteri parodontopatogeni condividono gli spazi della nostra bocca con altre famiglie e tipologie batteriche, nonché con virus e funghi, in un bilanciamento definito di eubiosi, in condizioni di normalità;
- in alcuni soggetti, predisposti geneticamente, anche piccole iper-proliferazioni dei batteri parodontopatogeni possono scatenare violente risposte infiammatorie da parte di gengiva ed osso alveolare, che iniziano quella condizione patologica chiamata parodontite (o piorrea);
- la predisposizione genetica non basta per far iniziare il processo infiammatorio a carico dei tessuti di osso alveolare e gengiva: occorre che vi siano anche delle condizioni scatenanti specifiche, che abbassano le difese del sistema immunitario e permettono ai batteri parodontopatogeni di iper-proliferare;
- la parodontite è una condizione molto diffusa in tutto il mondo, che ha statistiche da vera e propria epidemia;
- nella sola italia, il ministero della salute stima che almeno il 60% della popolazione adulta sia affetta dalla piorrea;
- la presenza incontrollata di colonie di batteri parodontopatogeni irrita prima la gengiva e poi l'osso alveolare, che per difendersi si ritrae verso l'apice radicolare dei denti, di fatto riassorbendosi;
- il riassorbimento dell'osso alveolare causa la retrazione della gengiva ad esso adesa, e la formazione di lesioni verticali chiamate tasche parodontali;
- le tasche parodontali scollano la gengiva dalla radice dei denti, e si riempiono presto di altri batteri patogeni, nonché di frammenti della masticazione;
- nelle tasche parodontali i batteri parodontopatogeni proliferano in maniera incontrollata, peggiorando l'infiammazione dell'osso e facendolo sempre più riassorbire, di fatto aumentando la profondità della tasca stessa;
- il corpo non riesce a guarire spontaneamente dalle tasche parodontali, e questo rende la parodontite cronica e a caRATTERE DEGENERATIVO;
- QUANDO LA TASCA PARODONTALE raggiunge l'osso alveolare la struttura del dente si destabilizza, e la radice perde l'attacco d'aggancio con il legamento parodontale, portando alla mobilità dell'elemento dentale;
- se non trattata per tempo, la piorrea porta dunque alla perdita spontanea dei denti naturali, anche se sani e non cariati;
- il processo di distruzione dei tessuti parodontali è lento ma costante, e spesso è ignorato dal paziente, specie quello che non si reca mai dal dentista per i controlli periodici;
- la statistica recente ci dice che il processo d'infiammazione parodontale comincia spesso in età ancora giovane, in pazienti con meno di 40 anni, per i quali non si fa mai troppa informativa e prevenzione;
- datosi che i sintomi evidenti della parodontite compaiono dopo molto tempo dall'inizio dell'infezione, spesso la piorrea è diagnosticata dopo i 50 anni, quando ormai i tessuti di osso e gengiva sono irrimediabilmente distrutti;
- la parodontite non è una malattia dell'età avanzata, ma una patologia a predisposizione genetica che inizia solitamente proprio durante la fase giovane della vita;
- curare totalmente la parodontite è al momento impossibile, in quanto di origine genetica, ma è possibile arrestarne l'avanzamento e salvare i denti naturali, mediante specifici protocolli d'igiene orale;
- la moderna chirurgia orale è molto avanzata, e può ricostruire parti mancanti dell'osso alveolare distrutte dalla piorrea, sempre che il paziente si decida a farsi visitare e curare;
- con gli specifici protocolli di trattamento per la piorrea, basati sul controllo microbiologico e il supporto dei batteri amici della nostra bocca, è possibile arrestare la distruzione della parodontite, permettendo al paziente di vivere una vita assolutamente normale
- la parodontite è spesso asintomatica nelle fasi inziali, e proprio per questo può essere diagnosticata solo in poltrona odontoiatrica, durante i regolari controlli periodici dal dentista

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*
Grato e soddisfatto del Dott. Bittante e del suo staff!"
Mi ha curata, e non ho perso mai più un dente! Grazie Dottore!"
Ringrazio la cura e la dedizione che tutto lo staff mi ha dedicato!"









