Noti per caso che, stranamente, tra i tuoi denti sono comparsi dei ‘triangolini neri’ che prima non c’erano, e di cui non ti sai spiegare il motivo?
In realtà, questi triangolini non sono solo un problema estetico, ma sono il sintomo visibile di una condizione molto più seria, che può compromettere addirittura la permanenza dei denti naturali nella tua bocca.
Non è quindi un sintomo che ti conviene ignorare: ne va della tua salute e della salvaguardia delle tue gengive e dei tuoi denti naturali.
Leggi questa pagina per scoprire perché sono apparsi questi triangolini neri tra dente e dente, e quello che puoi fare per evitare una lenta ma costante retrazione delle gengive, che può portarti a perdere i tuoi denti.
Cosa sono le gengive, e perché sono così importanti per la salute dei denti?

La gengiva è un morbido tessuto dal colorito naturalmente roseo, presente nella nostra bocca e che ricopre le radici dei denti, lasciandone scoperta solo la parte visibile (la corona).
Il compito del tessuto gengivale è proteggere sia le radici dei denti che l’osso alveolare, cioè l’osso (mascellare e mandibolare) che contiene gli elementi dentali e che consente il loro saldo ancoraggio.
la struttura del dente
Per compiere questo suo scopo protettivo, la gengiva è un tessuto molto vascolarizzato, in cui confluisce la risposta immunitaria del corpo, principalmente sotto forma di leucociti (i globuli bianchi).
Proprio grazie a questa protezione continua, la gengiva fa da scudo ai tessuti profondi dei denti e dell’osso alveolare, garantendone la sterilità da batteri, virus, parassiti e qualsiasi altro microorganismo che può annidarsi nella nostra bocca.
Particolarmente importante è la buona aderenza della gengiva alle radici dei denti che, non protette dallo smalto come invece è la corona, potrebbero essere facilmente attaccate dai batteri cariogeni, dando dunque origine a pericolose carie radicolari.
La gengiva è dunque lo scudo indispensabile alla salute generale della bocca, e qualsiasi suo problema può tramutarsi, di riflesso, in un problema anche dei denti e dell’osso alveolare.
Assieme all’osso alveolare e al legamento parodontale, la gengiva è parte del tessuto di supporto dei denti chiamato parodonto.
Cos’è il microbiota orale?
il microbiota orale
Il microbiota orale è quel complesso di microrganismi che popola costantemente la nostra bocca, formato principalmente da batteri ma composto anche da virus e parassiti (ad esempio, lieviti e funghi).
Esattamente come il microbiota intestinale, che si forma invece nel tratto intestinale, il microbiota orale deve essere visto non come un pericolo per il nostro corpo, ma piuttosto come una necessaria struttura di supporto che ci permette di godere di buona salute, e dunque indispensabile per il nostro benessere.
i batteri parodontopatogeni
Difatti, in condizioni di normalità, il microbiota orale è composto da varie famiglie di microbi che, sostanzialmente, vivono in equilibrio tra di loro e con il nostro corpo, in una pacifica convivenza chiamata eubiosi.
Il buon bilanciamento dei microbi presenti nella bocca è mediato dal sistema immunitario stesso che, proprio grazie all’azione delle gengive, impedisce che alcuni batteri prendano il sopravvento su altri.
L’eubiosi permette alla nostra bocca di essere a contatto con l’esterno, quindi con altre minacce batteriche e virali, senza però ammalarsi: la presenza del microbiota orale in salute tiene difatti lontani gli altri microbi, a tutto vantaggio non solo dei denti, ma anche, ad esempio, delle alte vie respiratorie.
Il microbiota orale non è un complesso microbico uguale per ogni persona: proprio come il microbiota intestinale, la sua composizione cambia da individuo ad individuo, e si può affermare dunque che ogni essere umano abbia un suo, specifico, microbiota orale.
Cosa sono i batteri parodontopatogeni?
I batteri parodontopatogeni sono una vasta tipologia di microbi che, in condizioni di normalità, popolano il nostro cavo orale, condividendone gli spazi con altre famiglie batteriche.
Questi batteri sono composti da una grande quantità di famiglie e tipologie (se ne contano oltre 700), ma tutti hanno comunque caratteristiche similari:
- Sono batteri anaerobi, quindi capaci di vivere anche in assenza d’ossigeno;
- Sono batteri Gram-negativi, quindi con una membrana cellulare esterna aggiuntiva poco permeabile, molto resistente agli antibiotici;
- Sono batteri piogeni, capaci cioè di scatenare un’infezione dei tessuti organici che porta alla formazione di pus;
- Sono batteri pro-infiammatori per i tessuti molli del parodonto, che possono scatenare una risposta immunitaria particolarmente violenta, sia per l’osso alveolare che per la gengiva, che portano rispettivamente ai processi di riassorbimento e retrazione che sono alla base di parodontite e gengivite
Il numero dei batteri parodontopatogeni presenti nel microbiota orale è, solitamente, tenuto sotto controllo dalla risposta immunitaria, quindi dall’azione dei leucociti presenti in grandi quantità nella gengiva e, non secondariamente, dalla presenza delle altre famiglie di batteri, meno dannose per la nostra salute, come ad esempio gli innocui batteri saprofiti.
In assenza di condizioni di anormalità dunque, i batteri parodontopatogeni sono ‘tenuti a bada’ dalle naturali difese del corpo e dalla restante parte microbica del microbiota orale stesso, e dunque non rappresentano un grosso pericolo per la nostra salute.
I problemi invece iniziano quando, per una lunga serie di fattori predisponenti e scatenanti, questi batteri iper-proliferano, dando origine a pericolose infiammazioni dei tessuti parodontali, che prendono il nome di parodontite.
Che cos’è la parodontite?
La parodontite (cioè ‘infiammazione attorno al dente’) è un’infiammazione cronica dei tessuti profondi parodontali, cioè l’osso alveolare e la gengiva.
La causa eziologica della parodontite sono i batteri parodontopatogeni, capaci di scatenare l’infiammazione dei tessuti del parodonto, ma la Medicina moderna ha da tempo stabilito che l’insorgenza della patologia è data principalmente da una predisposizione genetica.
Non si eredita la patologia in sé, bensì la sensibilità personale all’azione dei batteri parodontopatogeni: soggetti predisposti sperimentano l’inizio dell’infiammazione anche con relativamente poca carica batterica mentre soggetti non predisposti non sviluppano alcuna sintomatologia, anche con cariche batteriche patogene più elevate.
La parodontite è conosciuta sin dall’antichità: i Medici dell’antica Grecia già ne erano al corrente, e persino Ippocrate di Coo, il padre della moderna Medicina, ne descriveva perfettamente i tipici sintomi, ipotizzando, con mirabile anticipo sui tempi, che la natura delle gengive rosse e sanguinanti fosse un problema di igiene orale.
La correlazione tra placca batterica e parodontite è invece ormai assodata dalla Medicina sin da fine ‘800, mentre le prime tecniche di pulizia profonda dei tessuti parodontali infettati dai batteri parodontopatogeni risalgono agli anni ’50 del ‘900.
La conferma della parodontite come malattia principalmente a predisposizione batterica si ha invece negli anni ’90, e ad inizio anni 2000 si sono cominciati a sviluppare i primi test genetici e microbiologici che attualmente sono usati sia per la diagnosi che per il controllo del microbiota orale.
La parodontite è una patologia cronica e peggiorativa, se non trattata per tempo: l’infiammazione dei tessuti parodontali, che in realtà è una risposta all’attacco batterico patogeno fuori controllo, non recede spontaneamente, ed aumenta sempre di più, causando una grande serie di gravi problemi dapprima alla gengiva, e poi ai denti stessi.
La parodontite è la causa della formazione dei ‘triangolini neri’ tra dente e dente, che in realtà sono solo la sintomatologia evidente di un problema che invece parte dal profondo dei tessuti parodontali.
Cosa sono le tasche gengivali?
La tasca gengivale è una lesione verticale della gengiva, essenzialmente uno scollamento della stessa dalla radice del dente, dovuto all’infiammazione dell’osso alveolare a sua volta dipesa dall’azione dei batteri parodontopatogeni.
L’osso alveolare, per complessi meccanismi metabolici conseguenti all'infiammazione, inizia una lenta retrazione verso l’apice radicolare dei denti, che in sostanza è un riassorbimento stesso dei suoi tessuti.
Questo riassorbimento, come detto lento ma costante, giocoforza comporta un ritiro della gengiva, che all’osso è adesa, con una sua retrazione che genera per l’appunto la formazione delle tasche parodontali.
In realtà, i ‘triangolini neri’ che compaiono tra dente e dente altro non sono che il rialzo della papilla interdentale, causato proprio dal riassorbimento dell’osso alveolare.
Nelle tasche parodontali si annidano presto altri batteri parodontopatogeni, formando delle colonie che possono penetrare anche in grande profondità, poiché tali batteri, essendo anaerobi, non hanno necessariamente bisogno di ossigeno per sopravvivere.
Più la tasca si riempie di batteri, più l’osso s’infiamma, e dunque più si riassorbe.
E più l’osso si riassorbe, più la tasca aumenta di profondità, e con essa aumenta anche il numero di batteri patogeni, generando un circolo vizioso dal quale il corpo non riesce a guarire, e che rende la patologia cronica e peggiorativa nel tempo.
L’avanzamento delle tasche parodontali comporta una perdita irreversibile di tessuto gengivale, che il corpo non rigenera, che scava lentamente in profondità fino all’osso alveolare, arrivando a distruggere quindi l’ancoraggio della radice del dente.
Lo stato ultimo della parodontite è dunque quello che, in gergo popolare, è conosciuto come piorrea: i denti, senza più il loro ancoraggio all’osso, distrutto dalla parodontite, dapprima cominciano a muoversi e a ‘dondolare’, per poi venire espulsi spontaneamente dal corpo.
La perdita degli elementi dentali naturali è dunque lo stato ultimo della parodontite che, assieme alla carie dentale, è la prima causa dell’edentulia, cioè una situazione di mancanza di uno o più denti.
Quali sono i primi sintomi della parodontite?
il rialzo della gengiva, frutto del riassorbimento osseo
Il primo stadio della parodontite è chiamato gengivite, ed è l’unico stadio della parodontite completamente reversibile, cioè che può essere totalmente curato se preso per tempo.
Si manifesta come un arrossamento e rigonfiamento gengivale, sovente accompagnato da dolore al tatto e sanguinamento, spontaneo oppure durante la normale igiene orale domiciliare oppure durante le sedute di igiene orale del dentista.
Durante questa fase la gengiva, dal naturale colorito roseo, con la superficie opaca e a buccia d’arancia, diventa invece rossa, lucida e rigonfia.
Quest’infiammazione è comunque ancora superficiale, quindi può regredire senza lasciare conseguenze se presa per tempo, e curata con le giuste terapie mediche professionali.
Se però la gengivite non è curata per tempo, l’infiammazione da superficiale diviene profonda, passando quindi nell’osso alveolare che, per difendersi, inizia la sua lenta azione di riassorbimento.
Il riassorbimento dell’osso causa la retrazione gengivale e la formazione delle tasche parodontali, che vengono presto colonizzate dai batteri patogeni.
Più la tasca diviene profonda, più l’osso si riassorbe, e con esso la gengiva: i denti quindi sembrano visivamente ‘più lunghi’, ma in realtà è solo apparenza, poiché viene esposta parte della radice dentale che, invece, prima era coperta e protetta dalla gengiva.
L’avanzamento della parodontite è generalmente lento, ma inesorabile: più l’osso si riassorbe, più le tasche diventano profonde, e più radice dentale viene esposta.
L’esposizione della radice dentale è un problema non di poco conto poiché essa, non essendo protetta dallo smalto, può cariarsi molto più facilmente della corona, dando quindi origine a pericolose e solitamente difficili da curare carie radicolari.
Inoltre, un altro sintomo che è percepito dai pazienti in condizioni di recessioni gengivali è l’ipersensibilità dentale che è molto fastidiosa soprattutto quando si mangiano cibi o bevande fredde.
I batteri sempre presenti in grandi quantità nelle tasche parodontali, per via del loro metabolismo, producono grandi quantità di gas solforati, e questa è generalmente la prima causa di un altro sintomo direttamente connesso alla parodontite, cioè l’alitosi cronica.
I sintomi finali della parodontite sono gravi, e convergono sempre verso un unico traguardo finale: la mobilità dentale.
La tasca parodontale ormai arrivata fino all’osso destabilizza la struttura portante del dente, che dunque comincia a ‘dondolare’ anche al minimo contatto.
Questo sintomo è anticamera dell’atto finale della piorrea, cioè della perdita dell’elemento dentale, che deve essere estratto o viene espulso spontaneamente.
L’edentulia è dunque il risultato di un lungo processo distruttivo di gengiva ed osso alveolare che, solitamente, non comincia in età avanzata, come si credeva sino a pochi decenni fa, ma inizia solitamente già da giovani, anche molto prima dei 40 anni.
Come può essere diagnosticata la parodontite?
Recarsi dal Dentista quando ormai si vedono già i ‘triangolini neri’ tra i denti è sempre una scelta sconsigliabile: quando infatti appare tale sintomo, la parodontite è già molto avanzata, ed il parodonto ha già perso molto tessuto sano, irrecuperabile.
D’altro canto, i sintomi iniziali della parodontite sono davvero subdoli, poiché spesso ignorati o confusi con altre condizioni giudicate passeggere.
Ecco perché la prevenzione odontoiatrica è davvero l’unica arma capace di intercettare sul nascere l’inizio della parodontite, ed agire quindi per tempo, prima che essa cominci a distruggere in maniera irreversibile i tessuti.
E la prevenzione è possibile solo se si eseguono i regolari controlli dal Medico Odontoiatra durante tutto l’anno, secondo lo schema di mantenimento che, in realtà, tutti noi dovremmo rispettare (anche pazienti non parodontali).
Premesso ciò, la diagnosi della parodontite è sia clinica che strumentale, ed è eseguita da un Medico Odontoiatra perfezionato in Parodontologia, cioè quella branca specialistica dell’Odontostomatologia che studia e cura proprio la malattia parodontale.
L’esame clinico si compone dell’ispezione visiva del cavo orale, dove il professionista sanitario controlla lo stato effettivo di salute delle gengive, testandone l’eventuale infiammazione e sanguinamento al sondaggio (un parametro diagnostico importante).
Successivamente, vengono valutate e misurate le tasche parodontali, accertandone la profondità con una particolare sonda millimetrata: profondità di sondaggio superiori ai 3-3,5mm, considerati il limite fisiologico, sono indice certo di malattia parodontale.
L’esame clinico è poi completato da un esame radiografico dell’arcata dentale, chiamato ortopantomografia, eventualmente associato ad altre radiografie endorali più piccole ma più specifiche.
Questo esame è di fondamentale importanza, in quanto permette al Clinico di valutare lo stato effettivo di riassorbimento dell’osso alveolare, nonché scongiurare o confermare altre affezioni connesse, come ad esempio eventuali carie radicolari, oppure la formazione di granulomi apicali.
Finita la fase clinica e radiologica, la visita è perfezionata con due esami di laboratorio: il test genetico e il test microbiologico.
Il test genetico, effettuato con un veloce ed indolore prelievo di materiale orale, permette di stabilire se il paziente ha una predisposizione genetica per la parodontite e permette di valutare la risposta immunitaria del paziente all’attacco dei batteri parodontopatogeni.
Il test microbiologico invece, eseguito sempre con un piccolo prelievo di materiale biologico orale, consente di sapere con precisione la composizione del microbiota orale, evidenziando la percentuale dei batteri parodontopatogeni.
La raccolta razionale di tutti questi dati, clinici e di laboratorio, permette al Medico Odontoiatra di formulale non solo una diagnosi precisa, ma anche di stimare un piano di cura personalizzato, con una prognosi attendibile.
Come si può curare la retrazione gengivale?
Curare la retrazione gengivale significa fermare il riassorbimento dell’osso alveolare, ovverosia abbassare il più possibile la carica batterica parodontopatogena che è l’agente scatenante dell’infiammazione.
Datosi che la parodontite è una patologia a predisposizione genetica e che, al momento, non è possibile sterilizzare completamente il cavo orale dal suo microbiota, l’obiettivo principale delle terapie è quello di ripristinare l’equilibrio batterico della bocca, aiutando i batteri ‘buoni’ (i batteri saprofiti) a contrastare la presenza dei batteri parodontopatogeni.
Abbassando il numero delle colonie patogene e favorendo la ripresa del sistema immunitario, l’osso alveolare si sfiamma e cessa di riassorbirsi, e così anche la gengiva cessa di ritirarsi.
Per ottenere tali risultati, è necessario intervenire con una serie di trattamenti medici-odontoiatrici professionali, eseguiti in poltrona odontoiatrica, ed effettuati da un Dentista Parodontologo oppure in Igienista Dentale anch’esso perfezionato nella parodontologia.
La Medicina Odontoiatrica moderna ci permette di utilizzare una grande quantità di tecniche e trattamenti specifici, che il professionista sanitario può scegliere e anche combinare a seconda del caso clinico del paziente.
Tali trattamenti sono:
- La levigatura radicolare o curettage gengivale, cioè la pulizia profonda delle tasche parodontali effettuata con specifici strumenti mini-invasivi, come ad esempio la curette (uno speciale strumento sottogengivale mininvasivo) o un ablatore ultrasonico con punte molto sottili, progettate proprio per la pulizia delle tasche parodontali;
- L’uso del microscopio operatorio, che migliora drasticamente la precisione durante la pulizia radicolare e la fa essere ancora pia confortevole per il paziente;
- L’uso del laser odontoiatrico, capace di distruggere in profondità le colonie batteriche e di stimolare, al contempo, la ricrescita di tessuto gengivale sano;
- L’uso delle micro-polveri ablative (come ad esempio l’eritritolo), spruzzate con un delicato getto di aria ed acqua tiepida, in grado di penetrare nelle tasche parodontali e pulirle meccanicamente, senza danneggiare i tessuti sani e neppure le eventuali protesi odontoiatriche;
- L’iniezione sotto-gengivale di disinfettanti ed antibiotici specifici;
- Una specifica prescrizione di collutori da usare al domicilio, specifici per i batteri patogeni che il paziente ha in bocca.
Questi trattamenti, uniti allo scrupoloso piano di mantenimento di igiene domiciliare, sono in genere necessari e sufficienti a ripulire in profondità le tasche parodontali, permettendo all’osso alveolare di sfiammarsi e al sistema immunitario di riprendere il controllo sul microbiota orale.
Quando la profondità delle tasche parodontali supera però la capacità penetrativa degli strumenti (anche del laser), e i batteri hanno già raggiunto l’apice delle radici del dente, per bonificare la zona e salvare il dente c’è bisogno di un trattamento più radicale, che implica il ricorso alla Chirurgia Orale.
In questo caso, la pulizia della tasca viene eseguita con la tecnica cosiddetta ‘a cielo aperto’: con un piccolo accesso chirurgico, eseguito in anestesia locale, il Medico Odontoiatra incide la gengiva e scolla delicatamente i lembi, esponendo dunque tutta la radice del dente.
Dopo aver pulito e bonificato tutta la radice, sia meccanicamente sia con disinfettanti ed antibiotici locali, la gengive viene suturata e lasciata guarire spontaneamente.
In alcuni tipi di difetti ossei dove l’osso alveolare si è riassorbito, è possibile procedere ad una sua ricostruzione e stabilizzazione della radice dentale, mediante l’impianto dei moderni materiali biocompatibili, in grado di osteointegrarsi perfettamente con il tessuto osseo e fornire dunque un eccellente supporto alla radice del dente, di fatto salvandolo dalla caduta.
Tutti questi trattamenti permettono, se eseguiti per tempo, di salvare i denti naturali dall’altrimenti inevitabile espulsione spontanea, atto ultimo della piorrea che si presenta immancabilmente se essa non è fermata nella sua azione distruttiva.
A chi mi devo rivolgere per curare le gengive ritirate?
La Parodontologia è competenza dell’Odontoiatria, ma richiede specifica preparazione e, soprattutto, molta esperienza e pratica clinica.
Il Medico a cui bisogna rivolgersi per intercettare subito i primi sintomi della parodontite e provvedere alle cure immediate è il Medico Odontoiatra, dunque il Dentista, perfezionato però come Parodontologo.
Generalmente, il Dentista Parodontologo agisce in sinergia con gli Igienisti Dentali, anch’essi formati e perfezionati in parodontologia e con grande esperienza nei trattamenti conservativi dei denti, e questi professionisti, negli studi d’eccellenza, operano in ambienti appositamente predisposti, dotati non solo di adeguata strumentazione diagnostica, ma anche di strumenti operatori specifici, come il microscopio operatorio, il laser odontoiatrico, l’air-flow per la terapia con le micro-polveri e, ovviamente, i test genetici e microbiologici.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Il ritiro delle gengive verso l'apice radicolare è sempre un segno di un problema a monte, che spesso è dipeso dal riassorbimento dell'osso alveolare, e che dunque merita attenzione odontoiatrica.
Questo è un problema, poiché l'assenza di sintomatologia evidente non consente al paziente di allarmarsi e cercare aiuto odontoiatrico, a tutto vantaggio della piorrea, che così può agire indisturbata nel suo incessante lavoro di distruzione dei tessuti del parodonto.
Quando il paziente arriva alla diagnosi di parodontite è spesso già una situazione avanzata della stessa, tale da aver compromesso gravemente la struttura di supporto dei denti.
Questo è possibile solo abbassando la carica batterica parodontopatogena che l'ha generata, riportando dunque equilibrio nel microbiota orale.
Prima di ciò, però, è imperativo bonificare i tessuti dalla parodontite, nonché spesso ricostruire l'osso alveolare eventualmente distrutto dalla stessa: le ricostruzioni gengivali che non sono state precedute da un rinforzo dell'osso alveolare (con tessuto autologo o di sintesi) statisticamente danno sempre risultati scarsi e aleatori.
Sono però disponibili efficaci trattamenti pensati per fermarla, e salvare dunque i denti naturali dalla caduta.
In questo tempo, in cui la parodontite avanza sì ma lentamente, è sempre possibile intervenire con gli opportuni trattamenti d'igiene orale, che possono sfiammare l'osso alveolare e farlo smettere di riassorbirsi, di fatto cristallizzando la parodontite.
Si tratta di uno dei tipici sintomi della parodontite che è entrata già nel suo stadio avanzato, e che richiede dunque immediati trattamenti specialistici in poltrona odontoiatrica.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
- MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
- MM4 (Linea Blu) Fermata San Babila
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).
se devi parcheggiare la tua auto, davanti allo studio è a disposizione un autosilo, con parcheggi orari.
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.
se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.
Tutti gli articoli sanitari presenti in questo sito sono stati scritti da Medici o informatori sanitari.
Le informazioni sanitarie sono date
secondo i principi di scienza e coscienza, senza ausilio di algoritmi generativi.
Tutti gli articoli sanitari sono materiale originale, attendibile, verificato e inviato all'Ordine provinciale di appartenenza.
Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.
Tutti i disegni anatomici e le tavole mediche presenti nel sito sono stati realizzati da artisti scientifici, in possesso di Diploma Accademico rilasciato da un istituto AFAM e che hanno regolarmente superato gli esami accademici dei corsi obbligatori di Anatomia Artistica.
Nessuna tavola anatomica o disegno illustrativo presente nel sito è stato realizzato da un software di intelligenza artificiale generativa.
Le tavole anatomiche di questo sito sono quindi materiale artistico-scientifico verificato e attendibile, sempre approvato da un Medico Odontoiatra, un Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia o Chirurgia Orale o un Igienista Dentale, tutti regolarmente abilitati alla professione.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni sanitarie che stai cercando, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare una visita con lo studio.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere la tua vita e la tua salute.
Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
Quindi ricorda che...
- La gengiva è il tessuto roseo e morbido, naturalmente opaco e con superficie ‘a buccia d’arancia’, che protegge le radici dentali e l’osso alveolare dall’attacco di qualsiasi minaccia esterna;
- La gengiva lascia scoperta solo la corona dei denti, proteggendo invece completamente le radici con il loro aggancio osseo, cioè l’alveolo;
- Nelle dentizioni normali e non patologiche, non ci sono spazi tra dente e dente, e la gengiva ricopre bene ed omogeneamente tutta la radice fino al colletto dentale;
- Il margine libero della gengiva sotto il colletto dentale è di circa 3mm, un limite considerato fisiologico;
- I batteri parodontopatogeni sono particolari batteri anaerobi che popolano la nostra bocca e che fanno parte del microbiota orale;
- In condizioni di normalità i batteri parodontopatogeni rimangono sotto il controllo del sistema immunitario, e non causano particolari problemi alla gengiva;
- In alcuni soggetti geneticamente predisposti e in alcune condizioni scatenanti i batteri parodontopatogeni possono iper-proliferare, provocando una violenta infiammazione dell’osso alveolare che prende il nome di parodontite;
- La parodontite, chiamata anche piorrea nel linguaggio popolare, è una patologia multifattoriale, ad eziologia batterica ma che presenta forti caratteristiche di ereditarietà;
- Non si eredita la malattia parodontale in sé, ma l’accentuata sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni;
- Infiammando l’osso, i batteri parodontopatogeni ne provocano un riassorbimento difensivo, che fa perdere tessuto e causa una retrazione della gengiva;
- La retrazione gengivale fa ritirare verso l’apice radicolare il tessuto di protezione dei denti, di fatto creando delle vere e proprie lesioni verticali chiamate tasche parodontali;
- Il rialzo della papilla interdentale è uno dei sintomi tipici del riassorbimento osseo e della retrazione gengivale;
- Quando la papilla interdentale si rialza, crea degli spazi vuoti tra dente e dente, che assomigliano a ‘triangolini neri’;
- La comparsa dei triangolini neri è uno dei classici sintomi della parodontite avanzata, immediatamente visibile anche ad occhio non esperto;
- Non esiste ancora un modo per curare la parodontite, poiché a predisposizione genetica, ma esistono efficaci terapie atte a sfiammare l’osso alveolare e a fermare la distruzione dei suoi tessuti;
- Agire per tempo per fermare la parodontite vuol dire risparmiare tessuto gengivale e osseo, e dunque salvare la permanenza dei denti naturali nella bocca;
- Se la parodontite non viene fermata per tempo, l’osso si riassorbe sempre di più e con esso la gengiva si perde, scoprendo le radici dei denti e destabilizzando, nelle fasi finali, il loro ancoraggio con l’alveolo;
- La perdita dei denti naturali è l’ultima fase della parodontite non trattata, da cui non si può tornare indietro

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*
Grato e soddisfatto del Dott. Bittante e del suo staff!"
Mi ha curata, e non ho perso mai più un dente! Grazie Dottore!"
Ringrazio la cura e la dedizione che tutto lo staff mi ha dedicato!"









