Soffri di parodontite, e le tue gengive ormai si sono ritirate, con denti che ti sembrano stranamente ‘più lunghi’ del normale?
Oppure, perdi sempre sangue dalle gengive quando ti pulisci i denti?
O magari qualche dente già si muove in modo sospetto quando lo tocchi, e hai paura che possa cadere in qualsiasi momento?
La piorrea è il nemico numero uno delle nostre gengive ma non solo, anche del nostro osso alveolare, cioè la parte di mascella e mandibola che incastona le radici dei denti e gli permette dunque di essere tenacemente ancorati e di non cadere.
È purtroppo una patologia cronica, a carattere evolutivo, che affligge la maggior parte della popolazione umana, e che al momento è difficile da curare, per via della sua origine multifattoriale e della sua predisposizione genetica.
Ciò non di meno, la moderna Medicina Odontoiatrica ha comunque messo a punto degli specifici protocolli d’igiene dentale pensati proprio per salvare i denti naturali dalla caduta, e fermare così l’avanzata della parodontite.
Questi protocolli comprendono l’uso del laser odontoiatrico ad alta potenza: uno strumento d’avanguardia, una terapia complementare dall’efficacia ormai documentata ed assodata, che può aiutare il Medico Odontoiatra o l’Igienista Dentale a bonificare con molta più efficacia le tasche parodontali, massimizzando i risultati per i pazienti.
Scopri che cos’è il laser odontoiatrico, e quello che può fare per trattare le tue gengive affette da parodontite.
La parodontite e l’infiammazione di gengive ed osso alveolare: da cosa è dipesa?

La parodontite, chiamata nel linguaggio comune piorrea o, più propriamente in ambito medico, malattia parodontale, è una patologia cronica e peggiorativa a carico del parodonto, cioè il tessuto di supporto dei denti.
Patologia nota fin dall’antichità (il suo nome comune, piorrea, deriva infatti dal greco ‘pyórrhoia’, cioè ‘flusso di pus’), per secoli considerata evento fisiologico della vecchiaia, la Medicina moderna ha definitivamente scoperto, nel secolo scorso, che la causa della parodontite è invece infettiva, con forti componenti predisponenti genetiche.

L’agente eziologico della piorrea è infatti di origine batterica, e nello specifico sono alcune famiglie di microbi del cavo orale conosciuti come batteri parodontopatogeni.
Questi batteri, che nella normalità popolano la nostra bocca e compongono il biofilm microbico che fa parte del più complesso microbiota orale, in determinati soggetti e sotto determinati stimoli fattoriali possono iper-proliferare, prendendo il sopravvento sulle difese immunitarie delle gengive e dando origine ad una decisa infiammazione dei tessuti parodontali, compreso l’osso che ancora le radici dei nostri denti, nonché dei tessuti molli (gengive incluse)
Per via di un complesso meccanismo metabolico, l’osso alveolare inizia un’azione di vero e proprio riassorbimento, ritirandosi verso l’apice radicolare dei denti, causata dalla risposta infiammatoria dell’organismo e dalla mediazione di proteine pro-infiammatorie.
Questa risposta infiammatoria è personale, e cambia da soggetto a soggetto in base all’ereditarietà genetica: alcuni soggetti, maggiormente sensibili all’azione dei batteri parodontopatogeni, possono vedere iniziare l’azione infiammatoria dei tessuti parodontali anche con piccole cariche batteriche patogene, che solitamente sono innocue, invece, per i soggetti non predisposti.
A loro volta, i soggetti non predisposti rimangono sostanzialmente asintomatici anche in presenza di cariche parodontopatogeni elevate, non manifestando dunque alcun problema ai tessuti parodontali.
La correlazione tra predisposizione genetica e reattività all’azione dei batteri parodontopatogeni è stata definitivamente accertata dalla Medicina sul finire del 1900, e quest’osservazione scientifica certa ha portato non solo ad un miglioramento nella comprensione dei meccanismi d’azione della parodontite, ma anche allo sviluppo di precisi test diagnostici, microbici e genetici, nonché alla realizzazione di protocolli d’igiene dentale specifici per i pazienti parodontali.
Cosa sono i batteri parodontopatogeni, e perché sono la causa della piorrea?
i batteri parodontopatogeni, la causa infettiva della piorrea
I batteri parodontopatogeni sono dei batteri normalmente presenti nel nostro cavo orale e che compongono, assieme ad altri batteri di tipologia differente, ai virus, ai funghi e ai parassiti quello che viene chiamato microbiota orale.
Questi batteri, di cui esistono circa 700 tipologie, hanno però delle caratteristiche peculiari, che li contraddistinguono da tutti gli altri microbi presenti nel microbiota:

- Sono batteri negativi alla colorazione di Gram, quindi con una membrana cellulare esterna aggiuntiva difficile da penetrare per le molecole antibiotiche;
- Sono batteri anaerobi, alcuni facoltativi altri invece obbligati, e dunque in grado di sopravvivere senza ossigeno;
- Sono batteri piogeni, cioè in grado di scatenare infezioni purulente;
- Sono batteri pro-infiammatori, quindi capaci di iniziare flogosi dei tessuti;
- Sono batteri metaforicamente versatili, cioè ad ampio spettro nutrizionale, in grado cioè di cibarsi di molte sostanze organiche, anche quelle di scarto del nostro epitelio gengivale (ad esempio i peptidi)
Queste caratteristiche rendono i batteri parodontopatogeni un pericolo per i nostri tessuti gengivali poiché, in pazienti predisposti geneticamente, anche piccole iper-proliferazioni possono portare una risposta infiammatoria particolarmente violenta, che è alla base dapprima della gengivite, cioè l’infiammazione superficiale delle gengive, per poi sconfinare nella parodontite vera e propria.
In condizioni di normalità, la presenza delle colonie batteriche parodontopatogena è tenuta sotto controllo dal sistema immunitario del nostro corpo, nonché dalla presenza delle altre colonie batteriche invece non patogene, come ad esempio i batteri saprofiti, che possono occupare la stessa nicchia biologica dei batteri parodontopatogeni e, dunque, tenerli fisicamente confinati e impossibilitati ad iper-proliferare.
Il meccanismo che regola il bilanciamento delle colonie microbiche della bocca, quindi anche dei batteri parodontopatogeni, compresa la risposta immunitaria delle gengive che fa ‘da controllo’ a tutto il microbiota è chiamato eubiosi.
La piorrea è proprio un disequilibrio di questa eubiosi (chiamato disbiosi), ed accade quando, per una lunga serie di fattori scatenanti nonché della predisposizione genetica, i batteri parodontopatogeni soverchiano sia le difese immunitarie gengivali e sia gli altri ceppi batterici saprofiti, aumentando oltre certi limiti le loro colonie e dando dunque origine all’inizio della reazione difensiva del corpo.
Ma quindi la piorrea è una patologia genetica?
Non si eredita l’infezione batterica che porta ai processi distruttivi della parodontite, ma si eredita la reattività del sistema immunitario all’azione dei batteri parodontopatogeni, che sono la causa eziologica della piorrea.
Questa predisposizione è trasmessa per via parentale, ed è sicuramente il fattore predisponente più importante per l’inizio della malattia parodontale, anche se essa è comunque una patologia multifattoriale, che necessita di un ambiente idoneo per svilupparsi.

Un paziente predisposto alla parodontite potrà ammalarsi della stessa anche con proliferazioni di batteri parodontopatogeni relativamente basse, mentre un paziente non predisposto non svilupperà sintomatologia anche con colonie patogene potenzialmente pericolose.
Va ricordato che, comunque, la predisposizione genetica alla parodontite non significa sviluppo certo della malattia che, è bene ripeterlo, ha comunque bisogno di una disbiosi del microbiota orale per iniziare a far reagire in maniera violenta il sistema immunitario dell’ospite.
Quali sono i fattori scatenanti la piorrea?
le pacche di tartato, ovvero batteri calcificati
Essendo una patologia ormai appurata come una disbiosi multifattoriale, la parodontite ha una lunga serie di fattori cosiddetti scatenanti, necessari per far iniziare il processo difensivo organico che, in sostanza, è alla base del riassorbimento dell’osso alveolare e dell’infiammazione delle gengive.
Tali fattori scatenanti possono essere:
il fumo è una delle cause scatenanti la piorrea
- Una scarsa cura dell’igiene dentale;
⁃ Scarsi o assenti controlli odontoiatrici, con relative scarse o assenti sedute d’igiene dentale professionale;
- Alcune patologie endocrine, come il diabete mellito;
- Stati d’immunodepressione, sia temporanei che cronici, come ad esempio l’infezione da HIV non adeguatamente trattata;
- Cure antibiotiche o convalescenze lunghe, magari esito di interventi chirurgici o patologie di una certa rilevanza;
- Chemioterapia o radioterapia per la cura di una neoplasia;
- Cure ortodontiche effettuate in età giovanile;
- Protesi dentali, fisse o mobili, mal eseguite, o con problemi meccanici;
- Malocclusioni mai curate, che causano affollamento dentale e conseguente difficoltà di igiene corretta;
- La gravidanza e la menopausa, nelle donne
Va ricordato che tutti questi fattori scatenanti, di cui è stata fornita solo una generica lista, possono coesistere o meno, e che la valutazione clinica sulla causa esatta d’insorgenza della parodontite è un atto medico tanto importante quanto delicato, poiché necessario per indicare il corretto trattamento da eseguire.
Quali sono i sintomi della piorrea?
La parodontite è una patologia molto subdola, poiché inizia in maniera quasi sempre silente, o con sintomi spesso abbastanza blandi, che tendono ad essere sottostimati od ignorati dal paziente, specie quello non avvezzo alle regolari visite di controllo odontoiatrico.
Proprio questa sua asintomaticità è un fattore di grande pericoloso, poiché l’assenza di sintomi apprezzabili può far ritardare la diagnosi e dunque i trattamenti adeguati, di fatto lasciando ‘scavare’ la piorrea sempre più in profondità nei tessuti gengivali ed ossei, consumando sempre più tessuto parodontale sano e, dunque, rendendo poi il trattamento più complicato.

Tra i sintomi iniziali della parodontite, sicuramente quello più importante e che dovrebbe essere sempre attenzionato è l’emorragia gengivale, che di solito accompagna la prima infiammazione, superficiale, dei tessuti parodontali chiamata gengivite.
La fuoriuscita di sangue dalle gengive, alla pressione ma anche spontaneamente, è un campanello d’allarme chiaro, che indica flogosi e lesione dei tessuti e, di conseguenza, un elemento anomalo che dovrebbe sempre essere valutato dal Medico Odontoiatra.
Le gengive infiammate appaiono poi gonfie, edematose, particolarmente arrossate (a volte, tumefatte), dolenti al tatto, con la loro classica superficie liscia e lucida, quando invece dovrebbe essere, in condizioni di normalità e salute, opaca, rosea e con superficie rugosa, ‘a buccia d’arancia’.
Se la gengivite non è curata per tempo, l’infiammazione passa dai tessuti superficiali a quelli profondi, divenendo vera e propria parodontite e portando con se l’inizio del riassorbimento dell’osso alveolare, e di conseguenza la perdita irreversibile dei tessuti parodontali.
Nel tempo, seguendo il riassorbimento dell’osso, le gengive si ritirano sempre più verso l’apice radicolare, scoprendo le radici dei denti (che sembrano quindi visivamente ‘più lunghi’ del normale), con la comparsa di strani triangolini neri tra gli elementi dentali (segno del rialzo della papilla) e, non di rado, l’inizio di una strana e persistente alitosi, che non passa neppure dopo un’accurata igiene domiciliare.
In questa fase è possibile anche assistere alla formazione di ascessi gengivali e fuoriuscita di materiale purulento, che spesso avviene alla pressione della gengiva.
La fase finale della piorrea vede invece i tipici sintomi conosciuti da secoli, classici della malattia parodontale, come la mobilità dentale e, come stato davvero ultimo, l’espulsione del dente, che avviene spontaneamente.
Perché il corpo non riesce a guarire dalla parodontite?
tasca parodontale
Il riassorbimento dell’osso, frutto della cronica infezione batterica che il sistema immunitario non riesce a contenere con efficacia, causa un consequenziale ritiro della gengiva, che all’osso è adesa, e dunque un suo rialzo che crea delle vere e proprie lesioni verticali chiamate tasche parodontali.
Queste tasche, che di fatto sono uno scollamento della gengiva dalla radice del dente, vengono in breve tempo colonizzate da altri batteri parodontopatogeni, che peggiorano l’infezione e irritano sempre di più l’osso alveolare, che di conseguenza si riassorbe progressivamente.

Di pari passo con il riassorbimento dell’osso, la tasca parodontale diviene dunque sempre più profonda, distruggendo sempre più tessuto parodontale e riempiendosi sempre più di batteri e tartaro (placca calcificata), in un processo che somiglia ad un circolo vizioso, dal quale il corpo non riesce a riprendersi spontaneamente.
La tasca parodontale prosegue il suo approfondimento sempre più, fino ad arrivare all’osso alveolare stesso, distruggendolo e dunque destabilizzando la struttura d’aggancio della radice del dente, che dunque comincia dapprima a dondolare, per poi cadere spontaneamente.
Ecco perché la parodontite non solo è considerata patologia cronica, ma anche evolutiva, se non trattata professionalmente per tempo.
Come diagnosticare per tempo la parodontite?
sondaggio parodontale
La parodontite richiede una diagnosi specialistica, effettuata da un Medico Odontoiatra oppure un Igienista Dentale, entrambi però perfezionati in Parodontologia.
Nello Studio Dentistico Bittante diamo estrema importanza alla diagnosi precisa e corretta della parodontite, che mira ad accertare non solo la sua effettiva presenza sintomatica, ma anche il suo grado e, cosa molto importante, l’eventuale predisposizione genetica del paziente, con annesso lo stato reale del suo microbiota orale.

Accertare la predisposizione genetica alla parodontite è importante, poiché proprio l’ereditarietà familiare è il fattore predisponente più significativo della piorrea (una patologia multifattoriale, va ricordato), e dunque elemento di valutazione clinica primario.
Datosi che la parodontite è poi, a tutti gli effetti, una disbiosi del microbiota orale, quindi uno sbilanciamento delle famiglie microbiche che lo compongono, accertare lo stato preciso delle colonie dei microbi della bocca è elemento di valutazione fondamentale, in sede clinica.
Difatti, anche se con caratteristiche comuni, vi sono differenti tipologie di batteri parodontopatogeni, appartenenti fondamentalmente a tre complessi (in ordine di pericolosità): verde, arancione e giallo.
Stabilire la percentuale di questi complessi, anche in relazione alla popolazione saprofita della bocca, è dunque importante per indirizzare la giusta terapia, anche farmacologica, poiché differenti ceppi batterici rispondono in maniera differente alla somministrazione di principi attivi farmacologici.
Questi test, sia genetico che microbiologico, sono effettuati comodamente in poltrona odontoiatrica, in maniera veloce e senza alcun tipo di dolore.
Dopo il primo colloquio col paziente, in cui il professionista valuta lo stato di salute generale della bocca e vengono anche sondate, con apposito strumento millimetrato, le tasche parodontali, è obbligatorio provvedere anche ad un’indagine radiografica del cavo orale, mediante esame di ortopantomografia (l’ortopanoramica).
Questo esame è importante, poiché permette al professionista sanitario di stabilire il grado di consunzione dell’osso alveolare, nonché il tessuto parodontale residuo e anche, non per ultimo, la presenza eventuale di complicanze tipiche della parodontite, come ascessi, granulomi gengivali o carie radicolari.
L’analisi razionale di tutti questi dati indirizzerà poi il Clinico verso una diagnosi precisa, con un piano terapeutico personalizzato e la relativa prognosi.
La cura della parodontite con la fototerapia al laser
Il laser odontoiatrico ad alta potenza è uno strumento molto duttile, utilizzato ormai da anni in Medicina Odontoiatrica, per una lunga serie di funzionalità.
Essenzialmente, il laser odontoiatrico ha tre caratteristiche principali, che lo rendono uno utile strumento complementare la normale attrezzatura odontoiatrica:

- La luce laser focalizzata ad alta frequenza può tagliare i tessuti riducendo al contempo il sanguinamento;
- La luce laser, come tutte le fonti di calore, cauterizza i vasi recisi, quindi ha un effetto coagulante pressoché istantaneo;
- L’energia laser rilascia parte della sua carica iniziale nelle cellule gengivali, stimolandone la rigenerazione
Anche se il laser odontoiatrico non è uno strumento che può sostituire, in Odontoiatria, i normali arnesi chirurgici (come bisturi, ablatore ultrasonico, scaler e curette), nella Parodontologia trova ampio utilizzo come complemento ideale dei protocolli d’igiene dentale, proprio per i pazienti parodontali, specie in quelli con tasche parodontali particolarmente profonde.
Difatti, utilizzato dopo la normale levigatura radicolare meccanica, il laser odontoiatrico, grazie alla sua fibra sottilissima, riesce a penetrare in grande profondità nella tasca, anche fino a 10mm, laddove i normali strumenti d’igiene dentale non possono arrivare.
Questo vuol dire che il laser può effettivamente bruciare le colonie batteriche e disinfettare le tasche come complemento adeguato dell’igiene dentale, al contempo stimolando la crescita di nuovo tessuto gengivale sano.
I benefici dell’uso del laser odontoiatrico come complemento dell’igiene dentale professionale sono noti ormai da decenni, e nello Studio Dentistico Bittante l’uso dello strumento è parte integrante del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata.
Un protocollo d’eccellenza, per salvare i tuoi denti
Il laser odontoiatrico ad alta potenza fa parte del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un protocollo d’igiene dentale sviluppato e sperimentato dal dott. Gianluigi Bittante e dalla dott.ssa Ilaria Bittante che mira a salvare i denti naturali dalla caduta per colpa della piorrea, dando enfasi ed importanza non solo alla giusta diagnosi clinica, ma anche e soprattutto al riequilibrio del microbiota orale del paziente.
Il protocollo, che fa uso intensivo dei test microbiologici per stabilire l’esatta composizione del microbiota orale, prevede la guida microbiologica passo-passo, con l’obiettivo di abbassare la carica batterica parodontopatogena e alzare invece quella saprofita, per riportare l’eubiosi necessaria, specie al sistema immunitario, per riprendere il controllo della bocca e fermare così l’avanzata della parodontite.

Un protocollo moderno, non invasivo, assolutamente ben tollerabile dal paziente, che mira non solo a fermare l’avanzata della piorrea, ma a ricreare nella bocca un ambiente adatto per evitare episodi di recrudescenza.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Tale predisposizione è tramandata per via familiare, cioè da padre in figlio, e può ripresentarsi nella linea genetica, anche tenendo conto dell'origine comunque multifattoriale della malattia parodontale.
L'insorgenza della piorrea e l'inizio dell'infiammazione cronica dei tessuti parodontali necessita di una condizione di disbiosi del microbiota orale che, a sua volta, è subalterna alla concretizzazione di diversi fattori scatenanti, alcuni di essi prevedibili con i giusti protocolli di profilassi.
L'edentulia con perdita spontanea del dente è l'ultimissimo stadio della malattia parodontale, che si presenta solitamente dopo molti anni dalla sua insorgenza, quando ormai il tessuto di supporto osseo del dente è gravemente compromesso dalle colonie batteriche patogene.
Ciò vuol dire che, prima che questo stadio si manifesti, si può intervenire con le opportune terapie d'igiene dentale (e anche chirurgiche), in grado di fermare l'avanzata della piorrea e impedire così la consunzione del tessuto parodontale, salvando quindi il dente dalla caduta.
Il laser odontoiatrico non è uno strumento che fa miracoli, né capace di 'curare' in senso medico una patologia che, al momento, non è pienamente curabile, ma complementa in maniera ottima i protocolli d'igiene dentale parodontali, bonificando in profondità le tasche infettate dai batteri parodontopatogeni e, al contempo, stimolando la ricrescita di tessuto gengivale sano.
Si è da tempo appurato che non è possibile bonificare completamente e per lunghi periodi di tempo il cavo orale dai batteri parodontopatogeni, che sono l'agente eziologico della piorrea.
Le moderne cure, dunque, mirano piuttosto al riequilibrio della flora orale, spronando l'organismo a riprendere il controllo del microbiota e a ripristinare quindi l'eubiosi della bocca.
Tale risultato deve però sempre essere mantenuto e controllato periodicamente: il rischio di un improvviso innalzamento della carica batterica patogena, specie se il paziente non segue la giusta compliance di controlli odontoiatrici e sedute d'igiene professionale, rende obbigatoria l'attenzione medica, che deve essere costante per tutta la vita del soggetto.
L'uso degli antibiotici specifici per i batteri parodontopatogeni è riservato dunque alla somministrazione locale, direttamente sotto-gengivale, come adiuvante il trattamento meccanico di ablazione del tartaro e della placca patogena, che è comunque sempre obbligatorio.
Si tratta di una condizione che, spesso, è associata alla flogosi gengivale causata dalla gengivite che, in buona sostanza, è il primo stadio della parodontite, l'unico pienamente reversibile se curato per tempo.
Salvare i denti già mobili in molti casi è ancora possibile, sempre che vi sia un adeguato supporto tissutale rimanente, ma spesso questo obiettivo richiede non solo sedute di bonifica delle tasche parodontali, ma anche l'accesso chirurgico, con tecniche ricostruttive ossee.
È comunque una condizione grave che deve sempre essere valutata clinicamente caso per caso.
I moderni protocolli di trattamento possono fermare l'avanzata della piorrea, salvando i denti naturali del paziente e permettendogli in sostanza di vivere una vita assolutamente normale.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
- MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
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se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.
se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.
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Quindi ricorda che...
- La parodontite è un'infiammazione cronica dei tessuti parodontali (gengive, legamento parodontale, osso alveolare) la cui eziologia è batterica ma l'origine è multi-fattoriale;
- l'agente infettivo della parodontite, chiamata anche piorrea, è di origine batterica, e sono alcune famiglie di batteri anaerobi che vivono nel nostro cavo orale, chiamati batteri parodontopatogeni;
- in condizioni di normalità, i batteri parodontopatogeni condividono lo spazio della bocca con altri microbi che compongono il microbiota orale, in un equilibrio chiamato eubiosi;
- l'eubiosi dei microrganismi del microbiota orale è mantenuta anche dal controllo del sistema immunitario, che impedisce l'iper-proliferazione delle colonie patogene;
- il microbiota orale sano e ben equilibrato è importante per il nostro benessere, non solo della nostra bocca ma di tutto il nostro corpo;
- alcuni soggetti ereditano, per via familiare diretta, una certa predisposizione all'azione dei batteri parodontopatogeni, cioè un sistema immunitario maggiormente reattivo alla proliferazione delle loro colonie;
- in alcuni casi e condizioni, i batteri parodontopatogeni possono soverchiare le difese immunitarie, iper-proliferando e dando origine quindi ad un'infiammazione dei tessuti parodontali, dapprima superficiale e poi profonda;
- le condizioni in cui i batteri parodontopatogeni possono proliferare fuori del controllo dell'organismo sono molteplici, ad esempio nel caso di cattiva od insufficiente igiene orale, il consumo di tabacco, alcune patologie endocrine come il diabete mellito, delle cure chemioterapiche, degli episodi di immunodepressione, la gravidanza, la menopausa ecc.;
- soggetti geneticamente predisposti alla parodontite possono subire l'inizio dell'infiammazione parodontale anche con modeste proliferazioni batteriche patogene;
- il primo stadio della parodontite è chiamato gengivite, ed è un'infiammazione superficiale delle gengive, che è possibile curare completamente con i giusti trattamenti professionali;
- se la gengivite non è prontamente curata, l'infiammazione passa ai tessuti profondi, coinvolgendo l'osso alveolare e prendendo il nome di parodontite;
- con la continua produzione di citochine (interleuchine), materiale di scarto della lotta dei leucociti contro i batteri parodontopatogeni, l'osso alveolare innesca un complesso meccanismo difensivo che lo porta a riassorbirsi verso l'apice radicolare dei denti;
- il riassorbimento dell'osso causa, a sua volta, un ritiro della linea gengivale, che scopre parzialmente le radici dei denti e forma delle vere e proprie lesioni verticali, chiamate tasche parodontali;
- nelle tasche parodontali si annidano presto altre colonie batteriche patogene, che infiammano sempre di più l'osso e, conseguentemente, lo spingono a riassorbirsi sempre di più, aumentando in tal modo la profondità della tasca parodontale stessa;
- il circolo vizioso che alimenta la parodontite e peggiora la profondità delle tasche fa sì che il corpo non riesca a rigenerare i tessuti parodontali perduti, rendendo dunque la patologia cronica e ad evoluzione progressiva;
- se non s'interviene per tempo, la parodontite distrugge sempre più i tessuti parodontali sani, scavando sempre più la gengiva fino a raggiungere l'osso alveolare, consumandolo e rendendo dunque labile l'ancoraggio delle radici dentali;
- senza più il loro saldo ancoraggio con l'osso, i denti dapprima cominciano a dondolare, per poi cadere, venendo espulsi dal corpo spontaneamente;
- la parodontite è, assieme alla carie dentale, la prima causa dell'edentulia, cioè la perdita, totale o parziale, dei denti;
- la parodontite è una patologia ampiamente diffusa in tutto il mondo, e nella sola italia il ministero della salute stima che oltre il 60% della popolazione adulta ne sia affetta;
- i costi che il sistema sanitario nazionale deve affrontare per contrastare la parodontite sono ingenti ogni anno, e spesso le risorse sono insufficienti a garantire a tutti i cittadini eguale possibilità di cura;
- essendo una patologia ad eziologia batterica e a forte predisposizione genetica, la parodontite non è al momento pienamente curabile dalla medicina, ma può comunque essere trattata con specifici protocolli d'igiene dentale;
- le terapie moderne per la parodontite mirano a risolvere la disbiosi del cavo orale e a ripristinare un corretto equilibrio batterico, abbassando la carica batterica patogena e favorendo la ripresa del sistema immunitario;
- anche se non è possibile debellare completamente la parodontite, è comunque sempre possibile fermarne l'avanzata, bonificando le tasche parodontali ed aiutando i tessuti a sfiammarsi;
- il laser odontoiatrico è uno strumento duttile e versatile, che è utilizzato in parodontologia per completare e concludere i protocolli d'igiene dentale professionale, bonificando in profondità le tasche parodontali;
- l'energia del laser uccide i batteri, pulisce le tasche dalle loro colonie e, al contempo, stimola i tessuti gengivali a rigenerarsi;
- il laser odontoiatrico con tecnologia Nd:YAG può essere utilizzato anche in casi particolari, ad esempio in pazienti portatori di impianti dentali in titanio;
- il laser odontoiatrico complementa l'igiene dentale ed è un valido aiuto e supporto, ma non risolve, da solo, la parodontite: deve sempre essere incluso in un protocollo più ampio, che spesso richiede un approccio multidisciplinare

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
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Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Sempre con loro!"









