Il dente umano è una struttura complessa, sviluppatasi e miglioratasi nel corso di milioni di anni d’evoluzione, e arrivata ad essere uno strumento dalle caratteristiche formidabili, per certi aspetti davvero uniche.
Oltre alla grande resistenza alle pressioni della masticazione, la struttura del dente è pensata per ancorarsi tenacemente all’osso pur rimanendo comunque in grado di disperdere ed ammortizzare la grande energia rilasciata dai muscoli.
Una struttura solida, resistente ma anche elastica quel tanto che basta per non rompersi, in grado di durare tantissimi anni (tanto quanto la nostra vita), e resistere perciò a tante condizioni di stress.
Però, vi sono alcune condizioni patologiche che possono mettere a rischio questa eccezionale struttura, e che possono addirittura portare ad un suo danneggiamento permanente.
Tra di esse, la parodontite è sicuramente uno dei pericoli maggiori per i nostri denti, in grado di farli cadere spontaneamente, anche in assenza di carie o altre lesioni strutturali.
Leggi questa pagina per sapere come mai, in determinate condizioni, i denti possono essere perduti spontaneamente, e quello che si può fare per evitare che ciò accada.
Come fa il dente ad essere ancorato all’osso e non cadere?

Il dente umano, non dissimilmente da quello degli altri mammiferi, è una struttura molto complessa, frutto di milioni di anni di continua evoluzione.
Quello che vediamo in superficie, cioè la corona dentale, non è che una piccola parte della struttura complessiva (circa 1/3), che invece si sviluppa sotto la gengiva.
la dentarura umana completa
La corona dentale, unica parte visibile del dente, è ricoperta da un durissimo strato minerale trasparente, chiamato smalto dentale, che rende il dente eccezionalmente resistente alla masticazione, e impedisce ai microorganismi potenzialmente patogeni di penetrare nella struttura interna del dente, composta da un tessuto abbastanza morbido chiamato dentina, che protegge la camera pulpare, dove risiedono i piccolissimi vasi ematici e la struttura nervosa del dente stesso.
Sotto la gengiva, cioè il tessuto di protezione superficiale del dente, si sviluppa la radice dentale (ce ne possono essere anche due o tre, nei molari): una struttura grossomodo conica, che si va ad innestare nello spazio alveolare dell’osso mandibolare o mascellare.
In questo alveolo la radice è tenacemente adesa all’osso tramite il legamento parodontale: un tessuto estremamente adesivo che, per l’appunto, ancora saldamente la radice all’osso stesso, impedendone il movimento.
Questa struttura, in condizioni di normalità, è salda ed in grado di resistere alla masticazione e alle grandi energie pressorie che essa comporta, riuscendo ad assorbire e disperdere l’energia in eccesso, senza danneggiare i denti.
Tuttavia, alcune condizioni patologiche possono comportare problemi a questo meccanismo così ben strutturato, arrivando a minare la struttura stessa d’ancoraggio dei denti.
Cos’è la parodontite?
In Medicina s’intende parodontite un’infiammazione cronica dei tessuti parodontali, causata dall’azione di alcune famiglie di batteri orali, chiamati batteri parodontopatogeni.
Il nome con cui è conosciuta la parodontite fuori dal mondo clinico è piorrea, ed è una patologia nota all’uomo da millenni: già nell’antica Grecia, Ippocrate di Kos, il padre della Medicina occidentale, ne aveva dettagliatamente descritto i sintomi, e aveva già intuito, con mirabile anticipo sui tempi, che la condizione che causava la perdita dei denti anche in persone ancora giovani era probabilmente dipesa da una cattiva igiene orale.
L’origine batterica di questa infiammazione non deve comunque far sottovalutare la lunga serie di fattori predisponenti e scatenanti la parodontite, che difatti è una patologia a predisposizione genetica.
In alcuni soggetti, per eredità familiare, la sensibilità dei tessuti di osso e gengiva all’azione dei batteri parodontopatogeni è molto elevata, e l’infiammazione inizia anche con percentuali di carica batterica molto basse.
L’infiammazione cronica dell’osso alveolare, dovuta all’attacco batterico che il sistema immunitario delle gengive non riesce a contrastare, porta ad una difesa estrema dei tessuti dell’osso stesso, che nel tentativo di ‘chiudere la strada’ ai germi patogeni si riassorbe sempre di più, ritirandosi verso l’apice radicolare dei denti (la punta della radice).
Questo riassorbimento lento ma costante comporta anche una retrazione della gengiva, adesa all’osso, con la formazione di lesioni verticali che prendono il nome di tasche parodontali.
In queste tasche, di fatto uno scollamento della gengiva che, invece, dovrebbe essere ben adesa alla radice dei denti, si possono annidare in breve tempo altri batteri, che la colonizzano ed infiammano ulteriormente l’osso alveolare, che dunque si riassorbe sempre di più.
Più l’osso si riassorbe, più la tasca diventa profonda, e di conseguenza la colonia batterica che la popola diviene sempre più numerosa, infiammando ancora di più l’osso che, nel suo riassorbimento, fa allungare sempre più la tasca stessa.
Un circolo vizioso, che rende la lesione cronica ed incurabile, a carattere peggiorativo.
Più la tasca avanza nella gengiva, più tessuto sano si perde, e più la gengiva viene distrutta.
Quando la tasca raggiunge addirittura l’osso, si ha una destabilizzazione della struttura d’ancoraggio del dente, che dunque dapprima comincia a divenire mobile (a ‘dondolare’ anche al minimo contatto), per poi venire espulso dal corpo, e dunque perduto.
La parodontite è, assieme alla carie dentale, la prima causa di edentulia, cioè della perdita dei denti naturali, e questa è una condizione diffusa in ogni Paese del mondo.
Da cosa è dipesa la parodontite?
i batteri piogeni
L’agente eziologico della parodontite è di origine batterica, e sono una vasta serie di famiglie definite parodontopatogene.
Vi sono oltre 700 tipi di batteri parodontopatogeni, alcuni più pericolosi di altri poiché in grado portare a maggior infiammazione osso alveolare e gengive, ma tutti egualmente pericolosi.
il microbiota orale
Per catalogazione scientifica, tutto il gruppo dei batteri parodontopatogeni è stato classificato dunque in tre complessi, a cui sono stati dati tre colori di riferimento:
- Il complesso verde, composto da batteri sempre patogeni, ma meno pericolosi;
- Il complesso arancione, composto da batteri più pericolosi di quelli verdi;
- Il complesso rosso, composto dai batteri più pericolosi in assoluto, capaci di infiammare l’osso alveolare anche in minime quantità nei soggetti predisposti.
Questi batteri vivono naturalmente nella nostra bocca, condividendo il loro spazio vitale con altri batteri, virus e parassiti, e tutti insieme formano quello che viene definito microbiota orale.
In condizioni di normalità, i diversi ceppi batterici si bilanciano, con il nostro sistema immunitario che controlla la loro proliferazione e tiene costantemente a bada i microbi che tentano invece di aumentare troppo di numero.
Tuttavia, nei soggetti geneticamente predisposti e in seguito allo sviluppo di fattori scatenanti, può capitare che i batteri patogeni iper-proliferino, dando origine dapprima ad un’infiammazione gengivale superficiale che poi si approfondisce sempre di più fino all’osso alveolare, che prende per l’appunto il nome di parodontite.
La parodontite è dunque una disbiosi del microbiota orale, in cui i batteri parodontopatogeni soverchiano le difese immunitarie delle gengive e prendono il sopravvento anche sulle altre famiglie batteriche orali innocue, dando origine ai processi infiammatori che costringono l’osso alveolare a riassorbirsi sempre di più, con la formazione delle tasche parodontali.
Quali sono i fattori scatenanti della parodontite?
i batteri parodontopatogeni del cavo orale sono l'agente eziologico della parodontite
Oltre al fattore predisponente, che è genetico e dunque ereditato per via familiare, lo sviluppo della parodontite richiede anche un ambiente idoneo, in cui i batteri parodontopatogeni possano proliferare in grande quantità.
Questo ambiente può versi a creare in determinate condizioni, a volte temporanee e a volte invece croniche, come:
la predisposizione genetica gioca un ruolo di primo piano nello sviluppo della piorrea
- Una scarsa cura dell’igiene orale quotidiana domiciliare;
- Scarsi o del tutto assenti controlli odontoiatrici regolari, con altrettanto scarse o assenti sedute di igiene orale professionale;
- Alcune malattie endocrine, come il diabete mellito;
- Il fumo e il consumo quotidiano di alcolici;
- Nella donna, la gravidanza, la menopausa e l’allattamento;
- Alcune situazioni dentali come malocclusioni o restauri incongrui come corone o otturazioni non precise;
- Un calo delle difese immunitarie dovuto a forti periodi di stress prolungato, oppure periodi di convalescenza post-chirurgici;
- Alcune malattie infettive croniche, come ad esempio l’infezione da HIV non trattata con terapia anti-virale;
- Radioterapia o chemioterapia
Tutte queste condizioni possono abbassare le difese immunitarie del soggetto, e permettere dunque ai batteri parodontopatogeni di iper-proliferare, scatenando l’infiammazione dapprima delle gengive, e poi dell’osso alveolare.
Perché la parodontite porta alla perdita dei denti naturali?
Il riassorbimento dell’osso alveolare e la formazione delle tasche parodontali è un processo cronico ed irreversibile, da cui il corpo non riesce a guarire, anzi: più la parodontite avanza, e più tessuto sano si perde, poiché la profondità delle tasche parodontali aumenta sempre di più, così come la consunzione dell’osso.
Le radici dei denti dunque si scoprono sempre di più, e le colonie batteriche ‘scavano’ sempre più in profondità i tessuti gengivali, sino ad arrivare addirittura all’osso alveolare stesso, dove provocano la sua distruzione.
il rialzo della papilla dentale dovuto al riassorbimento osseo
Il dente, perduto l’ancoraggio con l’osso, si destabilizza, e questo porta all’inizio della mobilità dentale.
Quando non vi è più superficie d’ancoraggio minima, la radice si stacca completamente dall’osso, e il dente dunque viene espulso spontaneamente.
L’espulsione, ovviamente, è una strada a senso unico: una volta che è avvenuta, è impossibile riposizionare l’elemento dentale, che viene quindi perduto per sempre.
Come si può curare la parodontite?
La parodontite, una volta iniziata, è una patologia cronica ed irreversibile: il corpo non riesce a guarire dalle tasche parodontali e l’osso non si rigenera dopo il suo riassorbimento.
Allo stato attuale della Medicina, essendo una patologia a predisposizione genetica, la parodontite non è completamente curabile: la sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni è personale, non può essere modificata da alcuna terapia e, d’altra parte, non è possibile sterilizzare il cavo orale.
Difatti, anche con la più accurata delle pulizie, la flora batterica si riforma dopo brevi periodi, rendendo dunque vano ogni tentativo di bonificare per lungo tempo la bocca dai batteri parodontopatogeni.
Il trattamento per la parodontite deve dunque agire su altri presupposti, che devono mirare all’arresto duraturo della distruzione dei tessuti.
Fermando l’avanzata della parodontite, e dunque del riassorbimento dell’osso, è possibile preservare i denti naturali dalla caduta, in quanto essa è proprio il frutto ultimo della consunzione dei tessuti parodontali.
La preservazione dei denti naturali è dunque l’obiettivo primario del trattamento della parodontite, e questo viene raggiunto tramite un preciso protocollo di sedute d’igiene orale specifiche e di laserterapia, che hanno il compito di abbassare il più possibile la carica batterica patogena, responsabile dell’infiammazione dell’osso.
Abbassando la carica parodontopatogena si aiuta il sistema immunitario a riprendere il controllo del microbiota, a tutto vantaggio dell’infiammazione dell’osso alveolare, che dunque cessa.
Quali sono i trattamenti per impedire la perdita dei denti?
La carica batterica patogena, che è la responsabile dell’infiammazione dei tessuti parodontali, può essere abbassata con svariati trattamenti avanzati, ideati nel tempo dalla Parodontologia, cioè la branca specialistica dell’Odontostomatologia che si occupa proprio dello studio e della cura della malattia parodontale.
Questi trattamenti mirano non solo ad abbassare le colonie batteriche parodontopatogene, ma a stimolare la ripresa della risposta immunitaria, nonché favorire l’aumento delle colonie batteriche amiche, cioè quelle formate dai batteri saprofiti (antagonisti dei batteri patogeni).
Abbassando difatti il numero dei batteri patogeni ed aumentando il numero dei batteri saprofiti, il sistema immunitario può riprendere il controllo del microbiota orale, portando quindi all’arresto dell’infiammazione dell’osso alveolare, e di conseguenza ad correlato arresto dell’avanzamento della parodontite.
Per ottenere questo scopo, la Medicina Odontoiatrica ha da tempo sviluppato diverse tecniche specifiche, spesso usate in combinazione dal professionista sanitario, tutte atte a diminuire il numero dei batteri patogeni senza però danneggiare i tessuti parodontali sani.
Queste tecniche sono:
- L’uso dell’ablatore ad ultrasuoni con punte molto sottili, specifiche per pulire in profondità le tasche parodontali;
- La levigatura radicolare eseguita col microscopio operatorio, in grado di agire con estrema precisione nella pulizia delle tasche parodontali col minimo disagio per il paziente;
- L’uso delle micro-polveri spruzzate con acqua tiepida ed aria compressa, capaci di penetrare in profondità nelle tasche e rimuovere i batteri senza però danneggiare i tessuti sani o anche gli eventuali impianti protesici;
- La fototerapia laser ad alta potenza con il laser odontoiatrico Nd:YAG, capace di distruggere i batteri in grande profondità e, al contempo, stimolare la rigenerazione di nuovo tessuto parodontale;
- L’inoculazione sottogengivale di disinfettanti e antibiotici specifici per i batteri presenti nel cavo orale del paziente
Questi trattamenti, nella maggior parte dei casi, consentono di pulire con efficacia le tasche parodontali e fermarne l’avanzata, ‘cristallizzando’ dunque la parodontite ed impedendo che essa consumi ancor più tessuto parodontale sano.
Solo in casi gravi, in cui le tasche parodontali sono ormai così profonde da non poter essere raggiunte neppure col laser odontoiatrico, è necessario provvedere alla loro bonifica mediante un accesso chirurgico, per mezzo della pulizia cosiddetta ‘a cielo aperto’.
Con tale tecnica il Medico Odontoiatra Parodontologo, incidendo e scollando delicatamente la gengiva, può pulire completamente la tasca dai batteri e dalle placche di tartaro (la flora batterica calcificata), disinfettando la zona e poi procedendo alla normale sutura.
Nel caso di grave danneggiamento dell’osso alveolare già avvenuto, il Medico Parodontologo potrebbe anche proporre la ricostruzione dello stesso, mediante l’impianto dei nuovi tessuti di sintesi che, una volta posizionati e guariti, consentono di ottenere eccezionali risultati di stabilizzazione delle radici dei denti, preservandoli dunque dalla caduta.
Le cure per la parodontite possono impedire la caduta dei denti?
Lo scopo di tutti i trattamenti per la parodontite non è curare la patologia in sé (cosa al momento non possibile, per via della sua natura genetica), ma arrestarne l’avanzamento, salvaguardando i tessuti sani parodontali rimanenti e consolidando la stabilità dentale.
Questo può essere ottenuto con i trattamenti odontoiatrici specialistici e professionali, eseguiti regolarmente in poltrona e con tempistiche precise (con piani di mantenimento altrettanto precisi) e, soprattutto, con la collaborazione del paziente e la sua perfetta cura dell’igiene orale domiciliare.
Ovviamente, considerando che la parodontite è una patologia cronica a carattere però degenerativo, il tempo d’intercettazione e d’intervento con i trattamenti per la piorrea è assolutamente critico: più anni si perdono senza intervenire e più tessuto parodontale si perde, complicando dunque le cure e, di conseguenza, aumentando il rischio della perdita dei denti.
Ecco perché è di assoluta importanza non trascurare mai non solo i primi sintomi della parodontite (che potrebbero essere anche blandi), ma soprattutto i controlli periodici odontoiatrici.
Da quale Medico devo andare per curare la parodontite e salvare i denti dalla caduta?
Il Medico a cui rivolgersi specialista per la parodontite è il Dentista Parodontologo, cioè un Medico Odontoiatra perfezionato nella Parodontologia, la branca dell’Odontostomatologia che studia e cura proprio la malattia parodontale.
Negli studi odontoiatrici specializzati nella Parodontologia, i Medici collaborano a stretto contatto con team professionisti di Igienisti Dentali, anch’essi formati da esperti Parodontologi, che possono erogare le terapie mediche in sinergia, integrandole in un team appositamente formato.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
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L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Tutti i denti cercano sempre, seppur sul lungo periodo, di riposizionarsi per colmare il vuoto lasciato dalla perdita di uno o più elementi dentali naturali, e questo può provocare un disallineamento dei palati, cioè una malocclusione, che a sua volta può portare a problemi masticatori, di deglutizione, di fonazione e persino di postura.
Se presa per tempo, la piorrea può essere cristallizzata, e dunque fermata, salvaguardando la permanenza dei denti naturali nella bocca.
Si tratta di una condizione avanzata di piorrea che deve essere attentamente valutata: i trattamenti moderni possono bonificare tasche parodontali anche molto profonde, e anche ricostruire intere parti di osso alveolare distrutto, ma la tempestività nell'intervento è un fattore discriminante, che può portare al successo o al fallimento di una terapia.
Ecco perché il paziente parodontale non deve mai rimandare i regolari controlli odontoiatrici, gli unici che possono intervenire prontamente in caso di bisogno, e salvare i denti compromessi dalla piorrea.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
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se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
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Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.
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Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
Quindi ricorda che...
- Per edentulia s’intende, in Medicina Odontoiatrica, la condizione di mancanza di uno o più elementi dentali;
- I denti umani definitivi si possono perdere per molte cause, ma quelle statisticamente più preponderanti sono la carie dentale e la parodontite;
- La parodontite, chiamata anche piorrea, è una patologia cronica a carattere peggiorativo del parodonto, cioè la struttura di supporto dei denti;
- La parodontite è causata da una vasta famiglia di batteri orali chiamati batteri parodontopatogeni che, in particolari condizioni e in determinati soggetti, soverchiano le difese immunologiche naturali, causando l’infiammazione dell’osso alveolare;
- Sotto l’attacco batterico incontrollato, l’osso alveolare si difende riassorbendosi verso l’apice radicolare dei denti, e questo causa a sua volta una retrazione della gengiva che protegge le radici dentali;
- Il ritiro della gengiva comporta la formazione di lesioni verticali chiamate tasche parodontali, nelle quali si annidano presto altri batteri, peggiorando l’infiammazione dell’osso ed iniziando un lento ma costante processo di distruzione delle gengive;
- Quando la tasca parodontale arriva all’osso alveolare e lo distrugge, si ha la mobilità dentale, che è preludio della perdita del dente per mezzo dell’espulsione spontanea;
- La parodontite non è un processo reversibile, e una volta iniziata prosegue la sua azione distruttrice in maniera lenta ma progressiva;
- Per fermare la parodontite è necessario intervenire sulla flora batterica orale, bonificando le tasche parodontali dai batteri patogeni ed aiutando il corpo a riprendere il controllo del microbiota orale;
- La terapia della parodontite si basa su una serie di sedute d’igiene orale professionale, che hanno lo scopo di ridurre la carica batterica parodontopatogena e fermare quindi l’infiammazione dell’osso alveolare;
- Più tempo si perde non intervenendo con le giuste terapie, più la parodontite fa danni irrecuperabili a gengive ed osso;
- Non è ancora possibile guarire completamente dalla parodontite, poiché è una patologia essenzialmente a predisposizione genetica, ma è possibile però salvare i denti naturali dalla caduta

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*









