Sanguini dalle gengive quando ti lavi i denti?
Hai perenne alito cattivo, che non passa neppure dopo aver scrupolosamente pulito la bocca?
Le tue gengive sembrano rosse, gonfie, dolenti al tatto, e in alcune parti sembrano quasi tumefatte?
Noti che alcuni denti si muovono anche al minimo tocco, oppure hai già sperimentato la perdita spontanea di un dente che è caduto così, da solo e senza sforzo?
Tutti questi sintomi sono un chiaro indizio diagnostico, che porta ad una malattia ben conosciuta alla Medicina e nota come parodontite.
In tutto il mondo, la parodontite è, assieme alla carie dentale, la prima causa della perdita dei denti naturali, e causa ogni anno enormi costi, sia economici che umani, anche nei Paesi più avanzati, come l’Italia.
Se sei un paziente che ha superato i 50 anni e sperimenta uno o più dei sintomi poco sopra riportati, leggi questa pagina informativa medica: contiene importanti argomenti che possono aiutarti a capire la tua condizione e a recarti d’urgenza dal Medico Odontoiatra, per la necessaria valutazione clinica.
La parodontite: una malattia antica, che affligge l’uomo da millenni

La parodontite, chiamata anche malattia parodontale o piorrea, è una patologia cronica e a carattere degenerativo del parodonto, cioè il tessuto di supporto e protezione dei denti.
Il parodonto è formato dalla gengiva, dal cemento radicolare, dal legamento parodontale e dall’osso alveolare, a cui il dente è saldamente ancorato per mezzo delle radici.
La parodontite è un’infiammazione cronica dei tessuti parodontali che, per determinate cause sia genetiche che microbiche, iniziano una lenta ma costante modifica e riassorbimento, riducendosi dunque di spessore.
Il riassorbimento dell'osso alveolare, frutto di complessi meccanismi metabolici, porta ad un ritiro contestuale delle gengive, sul morbido tessuto di protezione dell’osso stesso, che ad esso è ben adeso.
La retrazione di osso e gengive causa la formazione di vere e proprie ‘tasche’ nelle gengive, chiamate tasche parodontali che, se non debitamente trattate, divengono sempre più profonde, arrivando nei casi gravi fino all’apice della radice del dente.
Quando il dente perde dunque il suo necessario supporto che lo ancora all’osso, dapprima inizia a muoversi e dondolare, per poi inesorabilmente a cadere, per mezzo di un’espulsione spontanea.
La parodontite è una patologia nota all’essere umano da millenni: se ne hanno notizie già in epoca sumera e dell’antico Egitto, mentre Ippocrate di Coo, il primo Medico propriamente detto della storia occidentale, già aveva intuito che le gengive rosse ed infiammate - un tipico sintomo della parodontite - erano dipese da una scarsa igiene orale.
Prima dell’inizio della moderna Medicina scientifica e della microbiologia, la parodontite è stata per secoli considerata un’inevitabile ‘malattia della vecchiaia’, ma ora sappiamo che così proprio non è, e la causa reale della piorrea è di natura sia genetica che microbiologica.
Da cosa è dipesa la parodontite?
i batteri parodontopatogeni
La parodontite è una patologia infettiva causata da una vasta famiglia di batteri che vivono comunemente nel nostro cavo orale, chiamati batteri parodontopatogeni.
Esistono oltre 700 ceppi di tali batteri, ma i più comuni e ormai clinicamente noti agenti eziologici della parodontite sono il Porphyromonas gingivalis, il Prevotella intermedia Fusobacterium nucleatum, l’Actinobacillus, l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Neisseria e il Veillonella.
Questi batteri, che in condizioni di normalità popolano il nostro cavo orale assieme a tanti altri batteri, in determinati soggetti e specifiche condizioni causano una lenta ma progressiva infiammazione delle gengive e dell’osso alveolare che, per proteggersi dall’attacco batterico, si ritrae sempre di più verso l’apice radicolare dei denti, tentando in questo modo di ‘chiudere la strada’ ai microbi.
Questa retrazione, lenta ma peggiorativa, scopre parte della radice dei denti, che di norma è protetta dalle gengive, causando la formazione delle tasche parodontali: delle insenature dove possono annidarsi altri batteri parodontopatogeni, e che possono dunque protrarre l’infiammazione e anzi peggiorarla, facendo sempre di più divenire la tasca profonda e piena di germi, che a volte possono anche portare a dolorosi ascessi gengivali.
La moderna Medicina ha stabilito che l’inizio della parodontite è dipeso non solo dalla carica batterica dei batteri parodontopatogeni, ma soprattutto dalla sensibilità dei singoli soggetti, che a sua volta è dipesa da un’ereditarietà genetica.
Dunque, la parodontite è sia una patologia causata da una scarsa igiene orale e sia da una familiarità decisa già alla nascita e scritta nel DNA di ognuno di noi.
A che età si manifesta la parodontite?
la parodontite inizia solitamente in età ancora giovane
La parodontite è una patologia a predisposizione genetica, quindi vuol dire che il paziente portatore nasce già con un’elevata sensibilità ai batteri parodontopatogeni.
Tuttavia, nella prima e nella seconda decade della vita, questa sensibilità è spesso mitigata dall’elevato metabolismo del corpo e dalla rapida e pronta risposta immunitaria che, se supportata da una corretta igiene orale quotidiana, spesso ritarda l’inizio vero e proprio dell’infiammazione gengivale.
Il Ministero della Salute stima che, solo nel nostro Paese, circa il 60% della popolazione adulta è affetto dalla parodontite, con un’età media dell’inizio della sintomatologia nella fascia 35-44 e una stabilizzazione dell’avanzamento della retrazione ossea tra i 34 ed i 38 anni.*
Tuttavia, la maggior parte delle diagnosi di parodontite è effettuata nei pazienti over 50, e questo per un motivo specifico: l’avanzata della piorrea è inesorabile ma lenta, spesso non percettibile al soggetto che ne è affetto su base quotidiana.
L’inizio subdolo della parodontite, che può anche essere totalmente asintomatico, nonché della sua progressione estremamente lenta, sono i più grandi pericoli della malattia parodontale, poiché impediscono al paziente di iniziare prontamente i trattamenti curativi necessari a salvaguardare i tessuti ancora sani di osso e gengive.
Proprio per questo, spesso quando un paziente ricorre all’aiuto del Dentista è ormai dopo anni ed anni di lassismo, di mancati controlli odontoiatrici e, in sostanza, di assenza totale di terapie specifiche, che portano a situazioni di gravità, come ad esempio la mobilità dentale o addirittura la perdita spontanea dei denti.
Quando ciò accade, il paziente ha spesso superato i 50 anni, ma la piorrea è dunque iniziata molti, molti anni prima, quasi sempre ben prima dei 40 anni di vita.
L’età media di diagnosi della parodontite, più frequente tra i 50 ed i 60 anni, non deve dunque trarre in inganno a livello statistico: spesso essa è solo la punta di un iceberg che si è creato molti, molti anni prima.
Può essere stabilita la predisposizione genetica alla parodontite?
La Medicina Odontoiatrica ha messo a punto da svariati anni un affidabile test per stabilire la predisposizione genetica alla parodontite, eseguibile senza dolore in poltrona odontoiatrica.
Questo test, eseguito prelevando alcuni frammenti epiteliali dalla mucosa orale del paziente, analizza la quantità di determinate proteine chiamate interleuchine.
Queste molecole sono prodotte naturalmente dai leucociti (i globuli bianchi) in determinate situazioni, come ad esempio nella risposta contro i batteri parodontopatogeni.
L’analisi in laboratorio della reattività delle interleuchine prodotte dal paziente stabilisce la sua predisposizione genetica alla parodontite.
Datosi che il DNA non cambia per tutta la durata della vita, è necessario eseguire l’esame genetico per la parodontite solo una volta: in caso di scarsa reattività o numero di interleuchine dovranno essere assunti degli specifici integratori su indicazione medica.
Quali sono i sintomi della parodontite?
gengive in salute, rosee
La parodontite è una patologia pericolosa poiché, specie nelle fasi iniziali, i suoi sintomi possono essere modesti, non percepiti dal paziente oppure quasi totalmente assenti.
Questa sua silenziosità è un problema, poiché il paziente, specie quello non abituato ad eseguire periodici controlli odontoiatrici, non si accorge dell’inizio della retrazione ossea, che dunque può continuare indisturbata, arrivando, dopo anni, a situazioni di alta gravità.
gengivite
Premesso ciò, i sintomi tipici della parodontite possono essere:
- Un cambio sospetto della colorazione delle gengive, che da rosee ed opache divengono rosse, gonfie, lucide, spesso con alcune parti che sembrano quasi tumefatte;
- Dolore e sanguinamento gengivale, sia spontaneo che alla pressione, ad esempio durante la normale igiene domiciliare;
- La forma visiva dei denti che cambia, con radici che sembrano più lunghe di come lo erano in passato, segno dell’inizio delle recessioni gengivali;
- La linea della papilla dentale che si alza sempre di più, formano dei ‘triangolini’ scuri tra dente e dente (sempre un sintomo della retroazione gengivale);
- Dolorosi ascessi gengivali, dati dall’infezione delle tasche parodontali;
- Perdita di pus e altro materiale di granulazione dai bordi gengivali;
- Mobilità dentale, con denti che ‘dondolano’ o ‘ballano’ anche se solo sfiorati;
- La perdita spontanea dei denti, cioè l’ultimo stadio della piorrea.
Va fatto notare che, dall’inizio della patologia parodontale alla perdita finale dei denti passano solitamente molti, molti anni.
La parodontite è difatti una patologia cronica a lento sviluppo: gli effetti nefasti della retrazione di osso e gengive non si vedono subito, e proprio questo è un elemento di estremo pericolo, che impedisce al paziente di ricorrere alle necessarie cure specifiche.
Come può essere diagnosticata la parodontite?
parodontite
La diagnosi della parodontite richiede una visita specialistica parodontale, eseguita dal Medico Odontoiatra oppure dall’Igienista Dentale, entrambi perfezionati in Parodontologia, cioè il ramo dell’Odontoiatria che studia e cura proprio la malattia parodontale.
La visita richiede l’esame clinico, in cui il professionista ispeziona attentamente la bocca del paziente, in particolar modo rendendosi conto dell’eventuale dismorfismo delle gengive, del loro stato di sanguinamento al sondaggio parodontale e della presenza delle eventuali tasche parodontali.
retrazione della gengiva e rialzo della papilla
La profondità di queste tasche, importante elemento valutativo per stabilire poi un’adeguata terapia, è misurata con una particolare sonda millimetrata: profondità superiori a 3-3,5mm, considerati il massimo fisiologico, sono considerate patologiche, e segno clinico evidente della parodontite.
La visita clinica è poi completata da una serie di esami per immagini, come ad esempio un rilievo tramite ortopantomografia OPT o mediante una 3D Cone-Beam a fascio conico.
Questi esami sono indispensabili all’Odontoiatra per stabilire la condizione dell’osso sotto-gengivale, ed accertare o meno il danneggiamento dei tessuti di ancoraggio del dente allo stesso.
Il test genetico, in grado di stabilire con certezza la predisposizione alla piorrea, è necessario per stabilire se il paziente è in effetti un soggetto particolarmente sensibile ai batteri parodontopatogeni: anche questo è un’importante conferma diagnostica, che ha ripercussioni permanenti sia sul piano di cura che di mantenimento del paziente.
La diagnosi parodontale è poi completata e conclusa con un altro test di laboratorio, anch’esso indolore, effettuato non dissimilmente da quello genetico.
In questo test, chiamato esame microbiologico, il laboratorio specializzato esamina la carica batterica totale del cavo orale, suddividendola in percentuali, a seconda della famiglia microbica.
Datosi che la parodontite è, a tutti gli effetti, una disbiosi, cioè un dannoso sbilanciamento della flora batterica orale, nei soggetti predisposti che non hanno mai effettuato terapie specifiche, solitamente, la percentuale di carica dei batteri parodontopatogeni è molto elevata, tale da soverchiare non solo il sistema immunitario dell’ospite, ma anche la carica dei batteri invece ‘buoni’, cioè quelli saprofiti.
Questo dato microbiologico, nelle terapie moderne per la piorrea, è di estrema importanza per il professionista sanitario: non solo gli consente di capire esattamente la situazione infiammatoria del paziente, ma anche di controllare, nel corso della terapia, i risultati ottenuti.
Difatti, l’obiettivo principale della terapia per la malattia parodontale è proprio quello di abbassare la carica dei batteri parodontopatogeni, favorendo al contempo l’aumento della carica dei batteri saprofiti, cioè quelli ‘buoni’, non pericolosi per i nostri tessuti parodontali.
Cosa accade se non si interviene per tempo col trattamento per la parodontite?
la levigatura radicolare
La parodontite è un’infiammazione cronica dell’osso alveolare e delle gengive, che il corpo non riesce a guarire autonomamente.
La distruzione dei tessuti parodontali che, sotto la minaccia batterica, si ritirano sempre di più, è irreversibile.
Le tasche parodontali divengono dunque sempre più profonde, e le colonie di batteri al loro interno sempre più numerose, formando delle spesse placche calcificate di tartaro.
Essendo anaerobi, i batteri parodontopatogeni possono sopravvivere sotto le placche di tartaro, moltiplicandosi e, a volte, scatenando una reazione infettiva violenta, che da origine a dolori ascessi gengivali, ripieni di pus e tessuti infetti.
Anche in assenza di ascessi, il ritiro dell’osso e delle gengive porta, negli anni, a una destabilizzazione delle radici dei denti che, una volta perduto il loro ancoraggio garantito dal legamento parodontale, dapprima dondolano, per poi cadere.
Il risultato ultimo della parodontite non curata è dunque la piorrea di grado grave, con la perdita di alcuni o tutti gli elementi dentali (chiamata edentulia, in gergo medico).
I denti perduti per colpa della parodontite possono essere sostituiti dagli impianti dentali?
parodontite avanzata
Sì, a patto che vi sia ancora osso residuo sufficiente per il posizionamento delle viti endossee e che, soprattutto, la parodontite sia prima curata.
Non è difatti possibile procedere in sicurezza all’inserimento della vite endossea che sorregge l’impianto dentale se l’infiammazione gengivale causata dalla parodontite non è stata prima risolta.
Il rischio di contaminazione dell’osso alveolare (che, in situazioni di normalità, è sterile) con i batteri parodontopatogeni metterebbe in serio pericolo l’impianto, con l’ipotesi non solo di mancata osteointegrazione, ma anche di possibili rigetti dopo poco tempo.
Oltre a ciò, anche la consistenza e lo spessore residuo dell’osso alveolare deve essere valutato prima di procedere all’impianto: la parodontite fa regredire l’osso che, se perso molto del suo spessore, non può più sorreggere il carico di un impianto.
In quel caso, prima di procedere al posizionamento della vite endossea, è necessario ricostruire l’osso alveolare mediante i trattamenti rigenerativi del tessuto osseo.
Ovviamente questi trattamenti, va da sé ripeterlo, sono possibili esclusivamente una volta stabilizzata la situazione infiammatoria della parodontite e dopo che il paziente è stato correttamente istruito ad un ottimo mantenimento a casa della propria igiene orale.
Quali sono i trattamenti di cura per la parodontite?
Attualmente, la parodontite è una patologia che, come tutte le affezioni a predisposizione genetica, non può essere totalmente eradicata.
La sensibilità del soggetto all’azione dei batteri parodontopatogeni non può al momento essere modificata, ma sono comunque disponibili moderni ed efficaci trattamenti in grado di arrestare il ritiro dell’osso e delle gengive, sanificando la cavità orale e permettendo un drastico abbassamento della flora batterica nociva.
Questi trattamenti, se ben eseguiti e, soprattutto, se mantenuti nel tempo con un piano di controlli e sedute regolari, sono in grado di arrestare l’avanzamento della piorrea, salvando quindi i denti dalla caduta.
L’obiettivo della preservazione degli elementi dentali naturali è difatti lo scopo principale dei trattamenti attualmente disponibili per la piorrea.
Datosi che la parodontite è a tutti gli effetti una disbiosi, cioè un disequilibrio della flora batterica orale, e che l’infiammazione cronica dell’osso e delle gengive è dipesa non da tutti i batteri, ma solo da una parte di essi, il trattamento è conseguente, e si basa sull’abbassamento del numero delle colonie batteriche nocive, a vantaggio invece di quelle amiche (i batteri saprofiti).
Questo concetto di cura è incluso nel protocollo chiamato Parodontologia Biologicamente Guidata che, come il nome lascia intuire, mira a riequilibrare la disbiosi orale favorendo l’aumento delle colonie batteriche ‘buone’ e un contestuale abbassamento invece di quelle ‘cattive’.
Se ben eseguito, questo protocollo consente di ottenere decisivi vantaggi, tra i quali:
- Sospensione dell’avanzamento della parodontite, con conseguente beneficio per i tessuti sani rimanenti;
- Sgonfiore e ritorno alla normalità del tessuto gengivale che quindi smetterà di sanguinare;
- Riequilibrio ed aumento della risposta immunitaria del soggetto, necessaria a tenere sotto controllo i batteri parodontopatogeni;
- Aumento della flora batterica saprofita, che prende il posto di quella invece parodontopatogena;
- Entro certi limiti, rigenerazione parziale dei tessuti gengivali danneggiati e stabilizzazione degli elementi dentari che iniziano ad aver mobilità;
- Impedimento della recrudescenza della patologia, e salvaguardia ultima dei denti naturali
Tutti questi obiettivi sono raggiungibili sia con trattamenti intensivi sia con le manutenzioni costanti nel tempo, decise con un piano preciso e variabile da paziente a paziente, che deve essere rispettato nel tempo.
Come si può abbassare la carica dei batteri parodontopatogeni?
Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata prevede differenti tecniche ablative per la riduzione della placca batterica nociva, eseguite dall’Odontoiatra oppure dall’Igienista Dentale.
Il trattamento di riferimento è conservativo, e si ricorre alla Chirurgia Orale sono in casi selezionati, che numericamente sono la netta minoranza.
Per ridurre la carica batterica parodontopatogena, il professionista sanitario ha a disposizione differenti strumenti, tra i quali:
- L’ablazione ultrasonica eseguita con l’ausilio del microscopio operatorio, che consente di eliminare i depositi di tartaro e pulire con efficacia tutta la zona sotto-gengivale;
- L’uso della curette, un particolare strumento manuale che riesce ad andare in profondità, utile per pulire tasche particolarmente profonde rispettando il tessuto gengivale e le radici;
- Il laser odontoiatrico, strumento avanzato in grado di raggiungere elevate profondità d’azione, abbassando la carica batterica nociva e, contestualmente, provvedendo ad una biostimolazione tissutale aumentando la velocità della rigenerazione dei tessuti;
- La pulizia mini-invasiva con micro-polveri come l’eritritolo che, spruzzate con aria compressa ed acqua tiepida, riescono ad arrivare in grande profondità nei tessuti, rimuovendo i batteri e non danneggiando eventuali impianti protesici o corone artificiali;
- L’inoculazione sottogengivale di antibiotici e disinfettanti specifici per i batteri presenti nella bocca
Solo nei casi gravi, in cui la tasca parodontale è arrivata quasi all’apice radicolare, si ricorre alla soluzione chirurgica, mediante un intervento definito comunemente ‘a cielo aperto’.
In tale intervento, l’odontoiatra incide e allontana delicatamente un lembo gengivale dall’osso, ripulendo la tasca dalla placca batterica per poi suturarla.
L’efficacia di questi trattamenti viene costantemente monitorata grazie alla ripetizione programmata, durante il protocollo, dei test microbiologici: l’abbassamento percentuale della carica dei batteri parodontopatogeni e l’aumento invece della percentuale dei batteri saprofiti è indice del successo della terapia.
Qual è il Medico a cui mi devo rivolgere per diagnosticare e curare la parodontite?
Lo specialista sanitario con le migliori competenze per la diagnosi e la cura della parodontite è il Medico Odontoiatra Parodontologo, cioè un Dentista che si è iper-perfezionato proprio nello studio e nella cura della malattia parodontale.
Anche l’Igienista Dentale, anch’esso perfezionato in Parodontologia, è il professionista con grande esperienza nella diagnosi e nella cura della piorrea, e solitamente collabora a stretto contatto con il Medico Odontoiatra nella presa in carico del paziente e nell’erogazione delle terapie.
Mi hanno già diagnosticato una parodontite in stato avanzato: perderò tutti i denti?
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisci elit
Non necessariamente.
La parodontite, a differenza di altre patologie o condizioni patologiche che possono colpire i tessuti dentali, è un problema dei tessuti del parodonto, che hanno una loro naturale rigenerazione (seppur spesso contenuta).
La malattia parodontale è causata da una disbiosi, e come tale può e deve essere trattata.
Ovviamente, prima s’interviene per tempo con il protocollo di trattamento, meno tessuti sani saranno intaccati dalla piorrea, e di conseguenza più osso e gengiva si possono conservare.
Spesso il paziente che riceve una diagnosi nefasta da studi odontoiatrici non specializzati nella Parodontologia, ad esempio di estrazione totale di tutti i denti, giustamente si spaventa e si agita.
A volte però, con l’opportuno trattamento conservativo è possibile salvare i denti naturali, se non per sempre, almeno per molti, molti anni.
Non è dunque detto che stadi avanzati di parodontite, sebbene ostici da trattare, comportino una perdita inevitabile degli elementi dentali, se il paziente interviene affidandosi ad uno studio odontoiatrico esperto proprio nella piorrea.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Il bias che la parodontite affligga solo le 'persone anziane' è frutto dell'estremo ritardo medio della diagnosi della piorrea, che indicativamente si presenta dopo i 50 anni (con un picco deciso verso i 60).
Questo perché le prime fasi della parodontite sono in genere asintomatiche e, in assenza di regolari controlli odontoiatrici, spesso il paziente è del tutto all'oscuro dell'inizio e dello sviluppo della patologia, che rimane anzi silente per molti anni, prima di dare sintomi evidenti.
Non sono poi rari i casi di parodontite precoce, che affliggono pazienti estremamente giovani, under 30.
I batteri parodontopatogeni, invece, possono sopravvivere anche senza zuccheri, poiché si nutrono principalmente di scarti epiteliali e proteine, che trovano con ampia disponibilità nel tessuto gengivale stesso.
Ciò vuol dire che il fumo peggiora, e di molto, la vascolarizzazione e l'ossigenazione delle gengive, e con essa dunque la risposta immunitaria ai batteri parodontopatogeni.
Non per nulla, il fumo è considerato uno dei fattori di rischio della parodontite più pericolosi.
Va da sé che la predisposizione trasmessa per via parentale può ovviamente aumentare il rischio di sviluppo della parodontite, che comunque necessita di peculiari fattori scatenanti per iniziare.
La parodontite ha forti compenenti di predisposizione genetica, e non è ancora possibile eliminare del tutto la presenza dei batteri parodontopatogeni dal microbiota della bocca.
Ecco perché i trattamenti della parodontite non mirano alla cura in senso medico della patologia, ma mirano invece alla salvaguardia dei denti naturali e dei tessuti parodontali ancora sani.
Questa iper-produzione di ormoni rende le gengive molto più sensibili e permeabili, e di conseguenza molto più delicate all'azione dei batteri parodontopatogeni.
L'espulsione spontanea degli elementi dentali è solo la parte finale di un processo distruttivo cronico e degenerativo, molto lungo nel tempo, che solitamente impiega anni a completarsi.
In questo frangente di tempo, come detto molto ampio, è sempre possibile intervenire con le terapie mediche di bonifica dei tessuti e delle tasche parodontali, che possono sfiammare l'osso alveolare e fermare l'avanzata della parodontite.
Fino a pochi anni fa, questo era un percorso a senso unico, che portava all'inevitabile perdita del dente, anche se sano, ma i moderni trattamenti conservativi parodontali possono, seppur con certi limiti, evitare questa infausta ultima strada.
Difatti, è solitamente possibile, in una buona percentuale dei casi, bonificare le tasche parodontali, preservando i tessuti ancora sani rimasti, nonché procedere con la ricostruzione ossea e la stabilizzazione della struttura dentale, eseguita con impianti di tessuto autologo oppure grazie ai nuovi materiali di sintesi.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
- MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
- MM4 (Linea Blu) Fermata San Babila
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).
se devi parcheggiare la tua auto, davanti allo studio è a disposizione un autosilo, con parcheggi orari.
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.
se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.
Tutti gli articoli sanitari presenti in questo sito sono stati scritti da Medici o informatori sanitari.
Le informazioni sanitarie sono date
secondo i principi di scienza e coscienza, senza ausilio di algoritmi generativi.
Tutti gli articoli sanitari sono materiale originale, attendibile, verificato e inviato all'Ordine provinciale di appartenenza.
Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.
Tutti i disegni anatomici e le tavole mediche presenti nel sito sono stati realizzati da artisti scientifici, in possesso di Diploma Accademico rilasciato da un istituto AFAM e che hanno regolarmente superato gli esami accademici dei corsi obbligatori di Anatomia Artistica.
Nessuna tavola anatomica o disegno illustrativo presente nel sito è stato realizzato da un software di intelligenza artificiale generativa.
Le tavole anatomiche di questo sito sono quindi materiale artistico-scientifico verificato e attendibile, sempre approvato da un Medico Odontoiatra, un Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia o Chirurgia Orale o un Igienista Dentale, tutti regolarmente abilitati alla professione.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni sanitarie che stai cercando, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare una visita con lo studio.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere la tua vita e la tua salute.
Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
Quindi ricorda che...
- La parodontite è un’infiammazione cronica dell’osso alveolare, causata dall’azione di alcune famiglie di batteri definiti parodontopatogeni;
- La parodontite, spesso chiamata anche piorrea, è una patologia molto diffusa in ogni parte del mondo, ed è una condizione multifattoriale a forte componente ereditaria;
- La predisposizione genetica alla parodontite è il motivo per cui la stessa è così diffusa in tutti i continenti, ed affligge l’essere umano da millenni;
- Non si eredita la parodontite in sé, ma la sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni;
- Soggetti predisposti, in determinate condizioni, vedono le colonie dei batteri parodontopatogeni alzarsi e soverchiare le naturali difese naturali delle gengive, scatenando dunque una violenta risposta dell’osso alveolare;
- Sotto la minaccia batterica, l’osso alveolare comincia a riassorbirsi, e questo causa una retrazione della gengiva che su di esso è adesa;
- Il rialzo della gengiva comporta la formazione di lesioni verticali nella stessa, degli scollamenti dalle radici dentali chiamate tasche parodontali;
- Nella tasche parodontali si annidano presto altri batteri patogeni, che colonizzano le lesioni ed infiammano sempre di più l’osso, in un circolo vizioso che rende la tasca sempre più profonda nel tempo;
- Quando la tasca parodontale arriva all’osso alveolare vi è la destabilizzazione delle radici dei denti, con l’inizio della mobilità dentale;
- Se non trattata per tempo, la parodontite consuma tutto il tessuto sano del parodonto, portando alla perdita dei denti naturali (edentulia);
- La parodontite è una condizione cronica, a sviluppo molto lento: i suoi sintomi iniziali sono spesso assenti, e dunque il paziente non si accorge di essere ammalato;
- Ci vogliono anni, solitamente, affinché la parodontite causi sintomi visibili, e questo è un problema per l’accesso tempestivo alle cure;
- Al contrario di quello che si pensa, la parodontite non è una patologia degli anziani, ma inizia invece nell’età ancora giovane della vita, prima dei 40 anni;
- La piorrea viene diagnosticata prevalentemente dopo i 50 anni di vita poiché è proprio in quella fascia d’età che cominciano a manifestarsi, solitamente, i sintomi visibili della mobilità dentale;
- Il ricorso immediato alle terapie curative della piorrea è inversamente proporzionale al tasso di successo delle stesse: meno tempo passa prima dell’inizio dei trattamenti, più aumentano le probabilità di salvataggio dei denti naturali;
- Le terapie moderne di trattamento della parodontite si basano su specifici protocolli di igiene orale professionale, completati dal mantenimento domiciliare;
- In casi gravi, è possibile ancora salvare i denti ricorrendo alla ricostruzione ossea

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*









