Sei affetto dalla parodontite, chiamata comunemente piorrea?
La parodontite è una patologia cronica e degenerativa, che la Medicina moderna ha chiaramente collegato, senza più alcun dubbio a riguardo, ad una predisposizione genetica, e non solamente ad una scarsa cura dell’igiene orale.
La malattia parodontale è estremamente pericolosa per la struttura stessa dei denti, poiché ne mette in pericolo la stabilità e il loro ancoraggio all’osso alveolare.
Non a caso, la parodontite è, assieme alla carie dentale, la prima causa di perdita degli elementi dentali naturali.
Rispetto al passato, in cui la tanto temuta ‘piorrea’ era considerata spesso un’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento, la Medicina Odontoiatrica attuale può fare molto per impedire la perdita dei denti, con protocolli d’eccellenza pensati per trattare alla radice del problema, cioè quei batteri che, nei soggetti predisposti, sono responsabili della parodontite.
Leggi questa pagina per scoprire quali sono le cure mediche moderne per la piorrea, e cosa possono fare per salvare i tuoi denti dalla caduta!
Che cos’è la parodontite?

La parodontite (dal greco pará che significa “presso, accanto” e odóntos “dente”, seguiti dal suffisso -ite, cioè infiammazione) è una patologia cronica e degenerativa a carico dei tessuti di supporto del dente.
Tali tessuti sono la gengiva, il cemento radicolare, il legamento parodontale e l’osso alveolare, dove le radici dentali si ancorano e rendono saldo il posizionamento e la tenuta dei denti.
La parodontite è una patologia estremamente diffusa nell’Homo Sapiens, cioè l’uomo moderno, e abbiamo dei precisi accenni storici della sua esistenza anche migliaia di anni fa.
Ippocrate di Coo, il primo Medico propriamente detto della storia, ne descriveva già chiaramente i sintomi, eguali a quelli noti alla Medicina moderna e, sebbene ovviamente a corto di nozioni sulla genetica e sulla microbiologia, il clinico greco aveva già intuito che la patologia era sicuramente legata ad una scorretta igiene orale dopo i pasti.
La parodontite, spesso definita ‘piorrea’ nel linguaggio comune, è una delle epidemie croniche che affliggono ogni Paese del mondo, e la statistica è spesso impietosa per numeri e virulenza.
Solo in Italia, il Ministero della Salute stima che almeno il 60% della popolazione sia affetto dalla parodontite, con una considerevole percentuale di essa (circa il 10%, forse più) che ne è portatrice in stadio avanzato e grave.*
La parodontite è frequentemente collegata anche a condizioni di diabete o pre-diabete, anche se i motivi di questa correlazione sono ancora oggetto di ricerca scientifica.
Qual è l’eziologia della parodontite?
i batteri parodontopatogeni, la causa eziologica della parodontite
L’eziologia della parodontite, cioè la sua causa scatenante, è di origine microbiologica, e nello specifico è da imputarsi a delle particolari famiglie di batteri che normalmente popolano il nostro cavo orale, chiamati batteri parodontopatogeni.
Questi batteri, che condividono l’ampio spazio della nostra bocca con altre famiglie, più o meno pericolose (i batteri cariogeni e i batteri saprofiti), sono capaci di scatenare, in determinati contesti e in determinati pazienti predisposti, un'importante reazione infiammatoria dei tessuti parodontali, che da inizio alla parodontite propriamente detta.
una tasca parodontale piena di tartaro
Esistono oltre 700 tipi di batteri parodontopatogeni, tra i quali possiamo citare: il Porphyromonas gingivalis, Il Prevotella intermedia Fusobacterium nucleatum, l’Actinobacillus, l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Neisseria e il Veillonella.
Questi batteri sono tutti Gram-negativi, e dunque particolarmente resistenti agli antibiotici e, cosa molto importante per la malattia parodontale, anaerobi.
Ciò vuol dire che possono vivere senza il supporto dell’ossigeno, e ciò è uno dei motivi della cronicità della parodontite, che rende impossibile al corpo, una volta iniziata la patologia, auto-guarire i tessuti infiammati.
La bocca umana comunemente ospita svariate colonie di questi batteri che, entro certi limiti, vengono tenuti sotto controllo dalle nostre naturali difese immunitarie, e gli viene dunque impedita l’iper-proliferazione.
Tuttavia, in presenza di una maggiore sensibilità soggettiva e di un anomalo aumento delle colonie parodontopatogene, esse diventano un problema per la salute della nostra bocca, poiché possono iniziare una lenta ma cronica infiammazione dei tessuti di supporto dei denti che, per l’appunto, prende il nome di parodontite, o malattia parodontale che dir si voglia.
Esiste una motivazione genetica per la parodontite?
il microbiota orale
Sì, la Medicina ha stabilito ormai da molto tempo che la parodontite è, essenzialmente, una malattia a predisposizione genetica.
Non si eredita ovviamente la patologia in sé, che è comunque iniziata da un’iper-proliferazione batterica, ma la sensibilità ai batteri parodontopatogeni.
Nei soggetti predisposti infatti, tale sensibilità è molto alta, e spesso anche piccole cariche batteriche parodontopatogene, che in altri soggetti non predisposti si dimostrano innocue, possono dare inizio alla parodontite.
La Medicina ha da tempo sviluppato anche uno specifico test diagnostico che misura con precisione questa eventuale predisposizione, mediante un piccolo prelievo di un campione biologico orale.
Tale campione, prelevato in poltrona odontoiatrica in modalità totalmente indolore, è analizzato in laboratorio alla ricerca di particolari proteine chiamate interleuchine.
Queste proteine, naturalmente prodotte dai leucociti (i globuli bianchi) in caso di particolari situazioni infiammatorie, come ad esempio l’attacco dei batteri parodontopatogeni, risultano con valori alterati nei pazienti geneticamente predisposti alla piorrea.
La positività al test genetico, comunque, non è garanzia d’insorgenza della parodontite: affinché essa si manifesti, è necessaria anche una iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni, che solitamente avviene nei pazienti con scarsa abitudine all’igiene orale domiciliare e, soprattutto, scarsa propensione ai regolari controlli di routine dal dentista.
Come si manifesta la parodontite?
la mobilità dentale, un tipico segno della parodontite avanzata
La parodontite si manifesta come una lenta ma costante retrazione dell’osso alveolare, che comporta al contempo un suo riassorbimento tessutale.
In altre parole, l’osso lentamente si ritira verso l’apice della radice dei denti, divenendo dunque meno spesso e portandosi appresso, giocoforza, le gengive che ad esso sono adese.
Questo riassorbimento osseo è in realtà una disperata difesa del tessuto osseo stesso che, nel tentativo di ‘chiudere la strada’ ai batteri nemici (che le difese immunitarie non riescono a contenere), si auto-distrugge, ritirandosi verso l’apice radicolare.
Le gengive quindi, seguendo l’osso che si retrae, scoprono lentamente la radice dei denti, non protetta dallo smalto come la corona, formando delle vere e proprie ‘tasche’ chiamate tasche parodontali.
In queste tasche si annidano spesso altri batteri e, spesso, si infilano residui di cibo, che alimentano la colonia batterica parodontopatogena e ne permettono l’ulteriore proliferazione.
Più i batteri proliferano, più l’osso s’infiamma e si ritira proteggendosi, e di conseguenza più la tasca diviene profonda.
Questo circolo vizioso alimenta la parodontite, che risulta pertanto una patologia cronica e progressiva.
Se non curata per tempo con la giusta diagnosi e la giusta terapia, le tasche parodontali divengono sempre più profonde, l’osso si ritira sempre di più e con esso anche la gengiva, che porta sempre più tessuto dentale radicolare ad rimanere scoperto.
I batteri parodontopatogeni, essendo batteri anaerobi, possono sopravvivere senza problemi nelle tasche profonde, quindi senza ossigeno, anche se esse risultano ‘tappate’ dalle placche di tartaro, cioè placca batterica calcificata.
Quando i batteri arrivano al cemento radicolare e al legamento parodontale, la situazione è già considerata grave, e il dente comincia a perdere la sua stabilità d’ancoraggio, iniziando una caratteristica mobilità (i denti ‘ballano’ e ‘dondolano’ anche se lievemente sfiorati o durante la normale masticazione).
Il risultato ultimo della parodontite mai (o mal) curata è quella che viene chiamata piorrea di grado avanzato o grave, cioè la perdita spontanea dell’elemento dentale che, ormai senza più tessuto d’ancoraggio, viene espulso dal corpo.
Quali sono i sintomi della parodontite?
La parodontite è una malattia che non solo ha una diretta correlazione col diabete mellito, ma ha ancora diverse affinità con esso.
Tra queste, il pericolo maggiore è dato dalla sua asintomaticità, almeno negli stadi iniziali della patologia.
Come infatti il diabete, che inizia in maniera silente e essenzialmente impercettibile al soggetto portatore, anche la parodontite comincia in maniera subdola, con una sintomatologia spesso blanda, molto frequentemente ignorata dal paziente.
Questa asintomaticità iniziale è uno dei pericoli più gravi della parodontite, poiché ne impedisce la diagnosi precoce e il relativo inizio dei trattamenti specifici.
Difatti, solo una percentuale minoritaria dei pazienti affetti dagli stadi iniziali della parodontite si accorge che ‘qualcosa non va’, e questo rende la diagnosi spesso molto ritardata nel tempo, quando ormai la situazione di osso e gengive è gravemente compromessa.
Premesso ciò, i sintomi iniziali della parodontite, quando presenti, non sono dissimili da quelli di una gengivite, che da molti è comunque considerata, a ragione, lo stadio pre-iniziale della parodontite.
Tali sintomi possono essere:
- Gonfiore gengivale;
- Cambio di colore delle gengive, che da rosate, opache e dalla caratteristica superficie ‘a bocca d’arancia’ divengono rosse, lucide e lisce;
- Sanguinamento gengivale, sia spontaneo che durante la normale igiene domiciliare;
- Recessioni gengivali
Questi sintomi dovrebbero portare subito il paziente dal Medico Odontoiatra o dall’Igienista Dentale per un controllo urgente, ma spesso, complice anche la sovente mancanza di educazione medica della popolazione, sono sistematicamente ignorati.
La parodontite avanzata invece, che solitamente si sviluppa dopo molti anni dall’inizio della retrazione ossea, ha altri sintomi specifici:
- Denti che sembrano sempre ‘più lunghi’ rispetto al passato, segno evidente della retrazione gengivale a sua volta dettata dal riassorbimento osseo;
- Presenza di ‘triangolini neri’ tra dente e dente, frutto del rialzo della papilla dentale;
- Alitosi cronica, che non diminuisce anche con l’uso di specifici collutori;
- Dolore alla pressione delle gengive, da cui a volte può uscire anche pus o tessuto semi-solido biancastro (da cui il termine popolare 'piorrea', dal greco 'pyórroia', cioè 'flusso di pus');
- Gengive che sembrano ‘scollarsi’ dai denti, segno della loro infiammazione cronica e della minore aderenza ai tessuti radicolari
Anche questi sintomi, seppur evidenti, sono spesso ignorati dai pazienti, e questo lassismo porta, dopo altro tempo, a quella che viene chiamata parodontite di grado avanzato o grave, cioè l’ultima fase della parodontite, sicuramente la più grave.
I sintomi della piorrea grave possono essere:
- Ascessi gengivali, molto dolorosi da cui spesso esce un gemizio purulento e maleodorante;
- Peggioramento dell’alitosi, che diviene spesso chiaramente percettibile anche al paziente;
- Mobilità dentale: i denti cominciano a ‘ballare’ e a ‘dondolare’ anche al semplice sfioramento;
- Carie radicolari, causate dall’esposizione del tessuto radicolare che, al contrario della corona, non è protetto dallo smalto;
- A volte, tumefazione gengivale;
- Perdita spontanea dei denti, che accade quando le tasche parodontontali hanno ormai raggiunto l’osso alveolare e hanno distrutto il legamento parodontale, minando la stabilità delle radici dentali
Solitamente, i sintomi della piorrea grave sono quelli che fanno allarmare (finalmente) il paziente, e lo spingono d’urgenza dal Medico Odontoiatra.
Quando avviene ciò, però, è molto probabile che il riassorbimento osseo sia ormai molto grave, e che la stessa permanenza dei denti sia in serio pericolo.
Quali sono le cure mediche per la parodontite?
la levigatura radicolare
Attualmente, come del resto molte altre patologie dipese da una predisposizione genetica, la parodontite non può essere completamente curata.
La sensibilità soggettiva del paziente all’azione dei batteri parodontopatogeni rimane inalterata per tutta la vita, poiché dipesa dal comando del DNA, e del resto è impossibile disinfettare la bocca per lunghi periodi di tempo: la flora batterica si riforma entro pochi minuti anche dopo la pulizia più profonda.
Tuttavia, essendo in sostanza una patologia dipesa da una disbiosi, cioè da un disequilibrio batterico, la parodontite può essere arrestata e ‘congelata’, fermando la retrazione dell’osso e salvaguardando dunque la struttura di ancoraggio e protezione dei denti.
La moderna Medicina Odontoiatrica ha sviluppato dei protocolli che si basano su un concetto molto semplice: se vi è una disbiosi batterica, e se i batteri parodontopatogeni sono la parte ‘cattiva’ che deve essere riequilibrata, il miglior modo per ottenere risultati certi e duraturi è quello di abbassare la loro presenza, permettendo al contempo ai batteri loro naturali antagonisti, cioè quelli saprofiti, di aumentare le loro colonie orali.
Difatti, anche se la bocca umana è un ambiente comodo e decisamente grande per i batteri, non è comunque uno spazio infinito: le percentuali di colonizzazione, giocoforza, cambiano a seconda delle famiglie che popolano il nostro cavo orale, e dove si annida un tipo di batterio non permette ad altri di occuparne il posto.
E se si riuscisse a ‘scalzare’ i batteri parodontopatogeni dai tessuti gengivali e dalle tasche parodontali, permettendo ai batteri innocui di prenderne il posto, anche l’osso smetterebbe di ritirarsi e riassorbirsi.
Questo è il concetto del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un protocollo d’avanguardia, che usa proprio la ‘guida microbiologica’ non solo per arrestare l’avanzata della parodontite, ma anche per modificare sul lungo periodo la flora batterica orale, o meglio la percentuale di batteri parodontopatogeni, a vantaggio di quelli invece ‘amici’.
Come si sviluppa il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata?
Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata si sviluppa in tre fasi, e prevede un piano d’azione intensivo e un piano invece di follow-up e mantenimento:
1a fase - Diagnosi
In questa fase il paziente viene preso in carico, e la parodontite viene diagnosticata per mezzo della visita clinica, delle immagini radiografiche con una ortopantomografia o/e una 3D a fascio conico, nonché del sondaggio delle tasche parodontali, effettuato mediante una specifica sonda millimetrata.
sondaggio parodontale
La fase diagnostica è completata con due test di laboratorio: il primo, cioè il test genetico, serve ad accertare la predisposizione o meno alla parodontite, e viene eseguito solo una volta nella vita (datosi che il DNA, com’è noto, non cambia), il secondo test è un test microbiologico, ed è effettuato per stabilire la percentuale, nel cavo orale, dei batteri che lo popolano.
L’obiettivo diagnostico è stabilire non tanto la presenza dei batteri parodontopatogeni (che è sempre certa), ma la loro percentuale rispetto agli altri batteri, in particolar modo quelli saprofiti.
L’obiettivo del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è difatti quello di abbassare tale carica nociva ed aumentare quella invece ‘amica’, e perciò la guida microbiologica è una parte importante della terapia.
2a fase - Terapeutica
In questa fase la carica batterica dei batteri parodontopatogeni viene fisicamente abbassata, mediante specifiche terapie di ablazione, sia meccanica che fotodinamica.
La terapia meccanica prevede l’asportazione fisica del maggior numero di batteri possibile, provvedendo alla detartrasi, cioè l’ablazione delle placche di tartaro (batteri calcificati ed inattivi, sotto cui però possono annidarsi i batteri vivi), nonché la pulizia delle tasche parodontali.
Questo è effettuato mediante vari strumenti: dall’ablatore ultrasonico alla curette, cioè un sottile strumento atraumatico, passando anche per l’uso delle nuove micro-polveri ablative, ad esempio l’eritritolo, spruzzate mediante acqua tiepida e aria pressurizzata.
La terapia ablativa meccanica è effettuata mediante l’uso del microscopio operatorio: uno strumento che aumenta di molto la precisione dell’operatore, e gli consente dunque di essere molto più efficace, specie durante la pulizia sotto-gengivale.
La terapia fotodinamica invece prevede l’uso di un particolare laser odontoiatrico ad alta potenza, che con la sua energia luminosa riesce ad arrivare in grande profondità nelle tasche parodontali, uccidendo i batteri e, al contempo, stimolando la vascolarizzazione e l’ossigenazione dei tessuti, che possono così rigenerarsi.
A discrezione dell’operatore, la fase terapeutica è completata con l’iniezione sotto-gengivale di antibiotici e disinfettanti locali, anche combinati, in grado di uccidere le restanti colonie batteriche ostili.
Tutta la seconda fase è erogata in diverse sedute, decise dall’operatore e in accordo con la gravità della parodontite del paziente, a sua volta evidenziata nella fase anamnesica e di diagnosi.
3a fase - Mantenimento
In questa fase, parte conclusiva della terapia, viene eseguito un nuovo test microbiologico conclusivo, in grado di stabilire la buona riuscita della terapia intensiva.
La riduzione della flora batterica parodontopatogena ed il contestuale aumento di quella invece ‘buona’ sono una prova evidente del beneficio della terapia, e della stabilizzazione della parodontite.
Viene infine prospettato un piano di follow-up del paziente abbastanza serrato nei primi 12 mesi, con controlli eseguiti a cadenza trimestrale.
Nei controlli, eventualmente, l’operatore ritoccherà parzialmente le tasche parodontali precedentemente trattate, accertandosi che si mantengano pulite e prive di placca batterica o tartaro.
Anche il comportamento domiciliare del paziente sul fronte dell’igiene orale viene analizzato ed, eventualmente, corretto.
Se la terapia di mantenimento da buoni risultati e il paziente si dimostra cooperativo, con una buona igiene orale, questa fase si conclude con un piano di follow-up più dilazionato nel tempo.
Le cure attuali permettono di guarire dalla parodontite?
La parodontite è una patologia cronica, dipesa essenzialmente da un’iper-sensibilità dei tessuti del parodonto all’azione dei batteri parodontopatogeni.
Anche se l’agente eziopatologico è certo, cioè alcuni batteri in grado d’infiammare l’osso alveolare e far iniziare dunque la sua lenta retrazione, la causa vera è l’iper-sensibilità del soggetto a tali batteri, che è ereditata geneticamente.
Questo rende la cura della parodontite, dove per ‘cura’ s’intende il suo senso medico, cioè la regressione totale di tutti i sintomi, al momento impossibile.
Il DNA non è al momento modificabile, e d’altronde non è possibile eliminare del tutto i batteri parodontopatogeni dal cavo orale.
Tuttavia, la parodontite può essere fermata nella sua avanzata, e le colonie parodontopatogene tenute sotto controllo, facendosi aiutare in tal senso dai batteri ‘buoni’, cioè quelli saprofiti.
È dunque proprio questo uno dei punti di forza dei trattamenti per la parodontite dei protocolli biologicamente guidati: riportare equilibrio in una disbiosi, permettendo ai tessuti gengivali ed ossei di smettere di proteggersi ritirandosi.
Fermare il ritiro dell’osso e garantire quindi che i denti naturali non vengano espulsi, e che rimangano nella bocca del legittimo proprietario per molti, molti anni è già un grande successo nel trattamento della parodontite.
Se la parodontite non viene curata può far cadere tutti i denti?
Sì, la piorrea di grado grave, cioè lo stato ultimo e più temibile della parodontite, comporta l’espulsione spontanea degli elementi dentali che, senza più il tessuto osseo sufficiente per il loro ancoraggio, vengono perduti.
Si tratta di una situazione che, oltre agli ovvi disagi funzionali, comporta anche un grande problema psicologico per i pazienti.
A volte, specie in studi odontoiatrici non preparati nell’affrontare la parodontite, a molti pazienti viene addirittura proposta l’estrazione dentale, con la sostituzione dei denti naturali per mezzo di impianti dentali.
Si tratta di una soluzione estrema, senza ritorno, peraltro abbastanza pericolosa se prima non si arresta la parodontite: inserire un impianto sterile in un osso che dovrebbe essere sterile ma che è ancora attaccato dai batteri è una pratica che, spesso, comporta grandi problemi alla tenuta dell’impianto e per la salute del paziente.
Ecco perché i denti naturali dovrebbero invece sempre essere preservati il più a lungo possibile, e la parodontite trattata adeguatamente, stabilizzando la disbiosi del microbiota orale.
Dove posso rivolgermi per diagnosticare e curare la parodontite?
Il Medico specialista della malattia parodontale è il Medico Odontoiatra perfezionato nella Parodontologia, cioè quel ramo iper-specialistico della Medicina Odontoiatrica che studia e cura proprio la malattia parodontale.
Anche gli Igienisti Dentali hanno grande competenza nella Parodontologia, e sono solitamente loro che erogano le terapie, sia ablative che termodinamiche, lavorando in combinazione con i Medici Odontoiatri.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Tale nome, come spesso accade in Medicina, è di origine greca e precisamente viene da "pyórroia", a sua volta composto da "pyon" (pus) e "rhoé" (flusso, scorrere), quindi letteralmente "flusso di pus".
Questo nome popolare è dovuto ad uno dei sintomi tipici della parodontite avanzata, cioè la fuoriuscita del pus dalle tasche gengivali ripiene di batteri, che sovente accade alla pressione gengivale.
Anzi, per via dell'altissimo numero di soggetti colpiti, in tutto il mondo, la parodontite è una delle più diffuse infezioni batteriche in assoluto.
La sensibilità all'azione dei batteri parodontopatogeni, decisa per via familiare, e l'impossibilità di bonificare completamente e per lunghi periodi la bocca dagli stessi, purtroppo, rendono non completamente curabile la piorrea.
Tuttavia, i trattamenti disponibili modernamente, molto avanzati, consentono comunque di fermare l'avanzata della parodontite, cristallizzandola e, di fatto, preservare la permanenza in bocca dei denti naturali.
Questo però non deve spaventare il paziente: solitamente, almeno dopo il primo trattamento intensivo, le sedute d'igiene dentale sono somministrate trimestralmente o anche con diluzione temporale più lunga, e sono dunque perfettamente sostenibili (anche a livello economico).
Difatti, dopo la rimozione meccanica della placca batterica, solitamente eseguita con l'ablatore ultrasonico o con strumenti manuali molto sottili, il professionista sanitario può utilizzare il laser odontoiatrico per distruggere ogni residuo batterico (anche minimo), al contempo provvedendo ad irradiare di energia le cellule gentivali sane, stimolandone la rigenerazione.
Questo sistema di inoculazione locale si rivela molto più efficace rispetto all'assunzione orale dell'antibiotico, che spesso ha dato risultati scarsi o insoddisfacenti.
Ovviamente non si eredita la piorrea in sé, ma la sensibilità dei tessuti parodontali all'azione dei batteri parodontopatogeni.
Se dunque tuo padre o tua madre hanno già condizioni di parodontite, è probabile che anche tu ne abbia ereditato la predisposizione.
Attenzione, però: la predisposizione non significa necessariamente sviluppo della patologia.
In sostanza, il piano di trattamento periodico deve essere obbligatoriamente deciso dal Medico Odontoiatra paziente per paziente, e valutato caso per caso.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
- MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
- MM4 (Linea Blu) Fermata San Babila
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).
se devi parcheggiare la tua auto, davanti allo studio è a disposizione un autosilo, con parcheggi orari.
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.
se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.
Tutti gli articoli sanitari presenti in questo sito sono stati scritti da Medici o informatori sanitari.
Le informazioni sanitarie sono date
secondo i principi di scienza e coscienza, senza ausilio di algoritmi generativi.
Tutti gli articoli sanitari sono materiale originale, attendibile, verificato e inviato all'Ordine provinciale di appartenenza.
Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.
Tutti i disegni anatomici e le tavole mediche presenti nel sito sono stati realizzati da artisti scientifici, in possesso di Diploma Accademico rilasciato da un istituto AFAM e che hanno regolarmente superato gli esami accademici dei corsi obbligatori di Anatomia Artistica.
Nessuna tavola anatomica o disegno illustrativo presente nel sito è stato realizzato da un software di intelligenza artificiale generativa.
Le tavole anatomiche di questo sito sono quindi materiale artistico-scientifico verificato e attendibile, sempre approvato da un Medico Odontoiatra, un Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia o Chirurgia Orale o un Igienista Dentale, tutti regolarmente abilitati alla professione.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni sanitarie che stai cercando, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare una visita con lo studio.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere la tua vita e la tua salute.
Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
Quindi ricorda che...
- La parodontite è un’infezione profonda dei tessuti del parodonto, quindi gengiva ed osso alveolare;
- La causa della parodontite è un’iper-proliferazione batterica di alcune famiglie di microbi orali, chiamati batteri parodontopatogeni;
- I batteri parodontopatogeni vivono solitamente in equilibrio nella nostra bocca, ma in determinati soggetti e in determinate situazioni possono iper-proliferare, infiammando gengive ed osso alveolare e conducendo all’inizio della parodontite;
- La sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni è genetica, ed è dunque acquisita per via familiare;
- È disponibile in commercio uno specifico test genetico per valutare con precisione la predisposizione alla parodontite;
- Se non trattata, la parodontite fa riassorbire l’osso alveolare, distruggendolo e portando alla perdita dei denti naturali;
- Quando l’osso si riassorbe si porta con sé anche la gengiva, e questo causa la formazione di specifiche lesioni verticali chiamate tasche parodontali;
- Le tasche parodontali sono dei ricettacoli di altri batteri patogeni, e sono la causa della cronicità della parodontite, poiché il corpo non riesce a guarire e rigenerare i tessuti ormai perduti della gengiva;
- La terapia per la parodontite è fortunatamente molto avanzata, ed ora è possibile arrestarne l’avanzata bonificando le tasche parodontali e aiutando il sistema immunitario a riprendere il controllo della condizione del microbiota orale;
- Non è possibile curare completamente la piorrea, poiché al momento non è possibile modificare la predisposizione genetica o bonificare totalmente la bocca dai batteri parodontopatogeni;
- Il mantenimento di una buona condizione del microbiota orale, effettuata con regolari sedute di igiene dentale professionale e con la scrupolosa igiene orale domiciliare permette di tenere sotto controllo la piorrea, impedendone le recidive

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*









