Ti sembra che, stranamente, i tuoi denti stiano apparendo come ‘più lunghi’ rispetto al passato?
Magari noti che tra dente e dente sono comparsi degli strani ‘triangolini neri’ che prima non c’erano?
La recessione gengivale, cioè il progressivo ritiro della gengiva, a sua volta scatenato da un problema più profondo dei tessuti ossei mascellari e mandibolari, è la causa di queste trasformazioni estetiche dei denti.
Questi sintomi non devono mai essere sottovalutati, poiché sono campanelli d’allarme di problemi ben più gravi e non solo estetici, che riguardano proprio la struttura fondamentale d’ancoraggio dei denti.
Leggi questa pagina per scoprire perché la gengiva recede, e quello che puoi fare per curarla e salvaguardare la salute dei tuoi denti.
Che cos’è la gengiva?

La gengiva è il morbido tessuto orale a protezione delle radici dei denti e dell’osso alveolare, cioè quella parte d’osso che ospita e contiene gli elementi dentali, a cui è unito per mezzo del legamento parodontale.
Il compito della gengiva, che avvolge le radici dei denti e ne lascia scoperta solo la corona, è dunque quello di difendere i tessuti profondi da qualsiasi minaccia esterna di natura microbica, come batteri, funghi e virus.
il colore delle gengive in salute è rosa
Per questo scopo, la gengiva è un tessuto riccamente vascolarizzato, in cui sono sempre presenti grandi quantità di leucociti, cioè gli anticorpi del nostro sistema immunitario.
Una gengiva in salute e sana appare della classica colorazione rosea, più chiara o più scura a seconda della persona, con una superficie ruvida (a ‘buccia d’arancia’), opaca, che ricopre perfettamente tutte le radici dei denti e non lascia ‘triangolini neri’ tra un dente e l’altro.
Ogni alterazione a questo normale aspetto gengivale deve sempre essere oggetto di attenzione ed indagine clinica.
Com’è strutturato il dente umano?
I denti umani, non dissimilmente da quelli degli altri mammiferi, sono strutture complesse, frutto di milioni di anni d’evoluzione.
Nella bocca dell’Homo Sapiens ve ne sono 32, suddivisi in due arcate, superiore ed inferiore, che si chiudono, in condizioni di normalità, con occlusioni precise.
arrossamenti gengivali devono sempre far sospettare un problema infettivo batterico
La parte visibile del dente è chiamata corona, ed è circa 1/3 di tutto il dente vero e proprio, che invece continua in profondità sotto la gengiva, con una struttura grossomodo conica chiamata radice dentale.
Alcuni denti, come incisivi e premolari, hanno una sola radice, mentre altri denti, come i molari, ne hanno fino a tre (in alcuni casi, anche quattro).
La corona è protetta da un durissimo strato minerario trasparente, chiamato smalto, che assicura al dente non solo difesa contro batteri e qualsiasi altro attacco esterno, ma rende la corona stessa capace di incidere, strappare e triturare il cibo senza danneggiarsi, e durando essenzialmente tutta la vita del soggetto.
L’interno del dente è composto dalla dentina, cioè un tessuto sempre duro ma più morbido dello smalto, che compone la struttura auto-portante del dente.
La dentina protegge la camera pulpare, cioè un’enclave del dente dove sono contenute le terminazioni nervose e i vasi che nutrono il dente stesso, e lo rendono sensibile al freddo e al caldo.
Nervi e vasi sono collegati al resto del corpo tramite il canale radicolare, cioè un vero e proprio tunnel che, passando dentro la radice, ricollega il dente al resto della terminazione nervosa e al torrente ematico del corpo.
La radice del dente è ospitata nell’alveolo osseo, cioè una cavità di mascella o mandibola dove il dente alloggia ed è saldamente ancorato per mezzo di un tessuto chiamato legamento parodontale.
Il legamento parodontale è un tessuto adesivo eccezionalmente resistente, dalle incredibili capacità non solo aderenti ma anche ammortizzanti, che consente ai denti di rimanere ben saldi ma, al contempo, di assorbire e, parzialmente, disperdere l’energia masticatoria dei muscoli.
Datosi che la radice dentale e l’osso alveolare non hanno lo smalto protettivo a loro difesa, alla gengiva è demandato dunque il compito di proteggere i tessuti profondi, garantendone la sterilità.
Cos’è il microbiota orale?
Il microbiota orale è tutto quel complesso di microorganismi, in misura maggiore batteri ma anche virus e parassiti, che popola in ogni momento la nostra bocca, e che vive con il nostro corpo, in condizioni di normalità, in un equilibrio sostanziale chiamato eubiosi.
Il microbiota orale è composto da un grande numero di famiglie batteriche (se ne contrano migliaia), alcune innocue per la nostra salute, altre invece più problematiche, altre ancora piuttosto pericolose.
Nella normalità, tutte queste famiglie batteriche trovano un bilanciamento tra di loro, anche grazie al continuo controllo e all’azione del sistema immunitario che, proprio grazie alle gengive, impedisce che un dato ceppo microbico prenda il sopravvento e iper-prolifichi, generando una condizione potenzialmente pericolosa.
Questo bilanciamento costante dei batteri e la risposta immediata del sistema immunitario consente al microbiota di essere ‘stabile’, e di comportarsi anzi in difesa della nostra salute generale.
Difatti, un microbiota ben bilanciato è un vero e proprio ‘scudo protettivo’ per il nostro corpo, poiché impedisce, con la sua presenza, l’invasione di altri microorganismi esterni che, invece, potrebbero essere patogeni e dunque pericolosi.
Quando il microbiota invece è sbilanciato nella sua composizione, con famiglie batteriche che prendono il sopravvento sulle altre e causano dunque iper-proliferazione, possono verificarsi problemi, a volte anche gravi, che possono portare a vere e proprie condizioni patologiche.
Tali condizioni non sono pericolose solo per la nostra salute orale, ma possono essere deleterie per tutto il nostro corpo, e dunque sarebbe meglio sempre evitarle.
La recessione gengivale è proprio una di queste condizioni, e la sua causa è abbastanza complessa, ma in sostanza è dipesa da un disequilibrio del microbiota orale, che in gergo medico è chiamato disbiosi.
I batteri parodontopatogeni: cosa sono, e perché sono così pericolosi?
I batteri parodontopatogeni sono una vasta famiglia di batteri orali (se ne contano oltre 700) che, in condizioni normali, popolano costantemente la nostra bocca e compongono una parte importante del microbiota orale.
Sebbene ne esistano tante famiglie e tipologie, questi batteri hanno alcune caratteristiche fondamentali in comune:
- Sono batteri molto resistenti agli antibiotici, poiché sono dotati di una membrana cellulare aggiuntiva poco permeabile alle molecole farmacologiche (sono GRAM-negativi);
- Sono batteri anaerobi, quindi capaci di vivere anche senza ossigeno (che spesso anzi, per alcuni di loro è un veleno);
- Si nutrono di scarti epiteliali delle gengive (sostanzialmente peptidi, cioè proteine), e quindi non necessitano obbligatoriamente di zuccheri per il loro metabolismo;
- Sono batteri piogeni, quindi capaci di provocare infezioni purulente (ascessi), anche in profondità nei tessuti;
- Sono batteri pro-infiammatori, capaci di scatenare una violenta reazione difensiva da parte del sistema immunitario che scatena complessi processi metabolici che portano l'osso alveolare a riassorbirsi
Queste caratteristiche rendono i batteri parodontopatogeni molto pericolosi per la nostra salute, se il loro numero eccede un certo limite.
Tale limite, che coincide con l’inizio della risposta infiammatoria dei tessuti parodontali, non è eguale e ben definito per tutti i soggetti, ma cambia a seconda di una lunga serie di fattori, sia predisponenti che scatenanti.
Che cos’è la parodontite?
La parodontite è un’infiammazione cronica e peggiorativa dei tessuti parodontali che, sotto azione dei batteri parodontopatogeni, vengono danneggiati permanentemente a seguito dei complessi meccanismi propri della risposta immunitaria del corpo.
Questo danneggiamento ha un meccanismo particolare, ormai ben noto alla Medicina da molti anni, che vede una risposta immunitaria atipica, con un'azione decisa dei linfociti (i globuli bianchi del corpo) che, a seguito della loro lotta contro i batteri parodontopatogeni, producono grandi quantità di proteine infiammatorie note come interleuchine.
Queste interleuchine, che sono delle citochine utilizzate dal corpo proprio per veicolare i processi infiammatori, a loro volta stimolano gli osteoclasti, cioè le cellule dedicate alla modellazione della matrice ossea, alla produzione di grandi quantità di enzimi specifici, dalla proprietà corrosiva per l'osso alveolare.
Ciò porta l'osso a riassorbirsi, perdendo spessore e ritirandosi verso l’apice radicolare dei denti, di fatto perdendo di sostanza tessutale e destabilizzando così il supporto dell’alveolo dove sono ancorate le radici dentali.
La parodontite è dunque un'infezione grave, la cui eziologia è sì batterica, ma che ha un preciso fattore predisponente genetico: difatti, la Medicina ha da tempo stabilito che la sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni è personale, ed è ereditata per via familiare.
Ciò vuol dire che in un paziente predisposto la parodontite può svilupparsi anche con una bassa carica batterica patogena originaria, mentre un soggetto non predisposto risulterà sostanzialmente insensibile all’insorgenza della patologia anche con cariche parodontopatogene molto più alte.
In ogni modo, la parodontite è una classica disbiosi del microbiota orale: anche per via di determinati fattori scatenanti, come ad esempio una cattiva igiene orale, quando i batteri parodontopatogeni superano di gran lunga le difese immunitarie dell’ospite, prima le gengive e poi l’osso alveolare possono infiammarsi, dando origine dunque alla patologia.
In sostanza, la parodontite è un’estrema difesa del corpo alla disbiosi batterica del cavo orale, che fa riassorbire l’osso alveolare e causa l’inizio della retrazione gengivale, che a sua volta genera tutta una serie di problemi, sia al parodonto stesso che ai denti, che portano ad un lento ma peggiorativo danneggiamento dei tessuti, il cui sintomo finale, grave, è la perdita degli elementi dentali naturali.
Cosa sono le tasche parodontali?
Una tasca parodontale è una lesione verticale della gengiva, che si scolla dall’attaccatura alla radice del dente e crea dunque una vera e propria concavità dove, in breve tempo, possono annidarsi una grande quantità di batteri patogeni.
Una tasca parodontale è una lesione verticale della gengiva, che si scolla dall’attaccatura alla radice del dente e crea dunque una vera e propria concavità dove, in breve tempo, possono annidarsi una grande quantità di batteri patogeni.
Si tratta di una conseguenza della retrazione gengivale, a sua volta causata dal riassorbimento dell’osso, la cui causa scatenante è un’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni non controllata adeguatamente dal sistema immunitario.
La tasca parodontale è un tipico sintomo della parodontite avanzata, ed è il motivo per cui la malattia risulta cronica e degenerativa: riempiendosi di batteri, la tasca infiamma sempre di più l’osso che, di conseguenza, si riassorbe sempre di più, con una retrazione sempre più estesa della gengiva, e che di rimando fa diventare la tasca parodontale sempre più profonda.
Un circolo vizioso dal quale il corpo non riesce ad uscire, e che rende la parodontite sempre più aggressiva nel tempo, con una perdita di tessuto parodontale sempre più consistente.
Quando una tasca parodontale diviene molto profonda tanto da arrivare vicino all’apice delle radici dentali, la distruzione dei tessuti destabilizza l’ancoraggio del dente, che dapprima dunque comincia am manifestare mobilità (cioè ‘dondola’, anche al minimo contatto) per poi cadere, auto-espulso dal corpo.
Perché i denti appaiono più lunghi di come erano originariamente?
L’infiammazione dell’osso alveolare, causata a sua volta dall’azione dei batteri parodontopatogeni che sono andati fuori dal controllo del sistema immunitario della bocca, causa un suo riassorbimento difensivo, con una sua lenta ma costante retrazione verso l’apice radicolare dei denti.
Datosi che la gengiva è, in condizioni di normalità, ben adesa all’osso alveolare stesso, questo riassorbimento causa una conseguente retrazione gengivale, con la formazione delle tasche parodontali.
il rialzo della linea dentale
La gengiva dunque si alza sempre di più verso l’apice radicolare dei denti, scoprendo le radici degli stessi e facendoli dunque apparire ‘più lunghi’ di quello che erano originariamente.
Questa retrazione, giocoforza, rialza la linea della papilla dentaria, cioè il margine libero della gengiva, causando la formazione di ‘triangolini neri’ tra dente e dente, segno evidente della perdita di tessuto della gengiva.
Datosi che la parodontite è una patologia cronica ma ad evoluzione molto lenta, queste modifiche estetiche spesso non sono immediatamente percettibili al paziente, che se ne accorge invece dopo molto tempo, quando ormai vi è stato una decisa perdita tessutale di osso e gengiva.
Proprio la lentezza della comparsa di questi sintomi rende la parodontite una patologia subdola ed insidiosa: la diagnosi è spesso tardiva, perché l’assenza iniziale di qualsiasi sintomatologia non mette in allarme il paziente, che spesso è, di per suo, poco attento ai regolari controlli periodici dal Dentista.
Cosa si può fare per curare la retrazione gengivale?
La parodontite non è al momento pienamente curabile: difatti, la sua predisposizione genetica e l’impossibilità di non poter sterilizzare il cavo orale non rendono praticabile la ‘cura’ intesa in senso medico (cioè la totale remissione di tutti i sintomi iniziali), né è peraltro possibile rigenerare il tessuto parodontale ormai perduto.
Ciò nonostante, le moderne terapie mediche, ormai molto avanzate, consentono di fermare l’evoluzione della parodontite e, per così dire, ‘cristallizzarla’, impedendo dunque ai tessuti sani rimasti di danneggiarsi ulteriormente e, in sostanza, di salvaguardare la tenuta dei denti naturali.
Il principio terapeutico per ottenere questo scopo, cioè la salvaguardia degli elementi dentali naturali dalla caduta, si basa su un concetto scientifico semplice da capire: se la causa dell’infiammazione dell’osso alveolare è una disbiosi batterica, cioè un’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni che il sistema immunitario non è riuscito a contenere, giocoforza abbassando tale carica batterica è possibile riportare l’osso a condizioni di normalità, fermandone il riassorbimento.
Per far ciò, sono disponibili una grande quantità di trattamenti medico-odontoiatrici avanzati, che si basano essenzialmente sulla somministrazione di una serie di sedute di igiene orale professionale, eseguita con strumentazione specifica, e l’applicazione sottogengivale di disinfettanti specifici che consentono di abbattere drasticamente la carica batterica nociva.
A queste sedute mediche, assolutamente non invasive e facilmente tollerabili per ogni paziente, possono eventualmente essere associate anche terapie chirurgiche, come ad esempio le pulizie radicolari molto profonde o la ricostruzione dell’osso gengivale, di solito necessarie per casi molto gravi di parodontite.
L’obiettivo principale di tutti questi trattamenti è però il medesimo: bonificare il più possibile i tessuti parodontali, pulire le tasche gengivali, fermare l’avanzata della parodontite e stabilizzare la struttura dentale compromessa, in modo tale da impedire la caduta dei denti.
A quale Medico debbo rivolgermi nel caso di evidente retrazione gengivale?
La parodontite è la patologia principale studiata e curata dalla Parodontologia, cioè quella branca iper-specialistica dell’Odontostomatologia che si occupa della risoluzione di tutti i problemi del parodonto, cioè la struttura di supporto dei denti.
Il Medico a cui rivolgersi è il Medico Odontoiatra, chiamato anche Dentista, specializzato però nella Parodontologia.
Negli studi di alto livello e con equipe dedicate proprio alla Parodontologia, i Medici Odontoiatri collaborano a stretto contatto gli Igienisti Dentali, anch’essi perfezionati in Parodontologia.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Quando i denti appaiono come 'più lunghi' di come erano in precedenza, è segno clinico evidente di un ritiro della gengiva, a sua volta causato da un riassorbimento dell'osso alveolare.
Tale riassorbimento è in genere frutto di un'infiammazione cronica dell'osso chiamata parodontite, che è scatenata da un'iper-proliferazione di particolari batteri del cavo orale, chiamati batteri parodontopatogeni.
Un soggetto predisposto alla parodontite ha più probabilità di incorrere nella stessa, poiché sarà molto più sensibile anche a piccole cariche batteriche patogene, con piccole disbiosi del cavo orale che, in un soggetto non predisposto, normalmente invece non causano problemi.
Quando l'osso alveolare cessa il suo riassorbimento, anche la retrazione gengivale cessa.
Ricostruire la gengiva senza prima aver ricostruito l'osso che sta sotto di essa è essenzialmente inutile, e ha risultati labili nel tempo.
In determinate condizioni, anche con una predisposizione genetica, questi batteri possono iper-proliferare, dando origine ad una violenta infiammazione di osso alveolare e gengive, che è chiamata parodontite (o piorrea).
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
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se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).
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se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.
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Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
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Quindi ricorda che...
- La gengiva è il tessuto morbido del cavo orale che protegge le radici dei denti, nonché l’osso alveolare;
- La gengiva è una protezione necessaria per garantire la sterilità dei tessuti profondi della bocca, che altrimenti sarebbero attaccati dai microbi;
- Nella bocca umana in ogni momento sono presenti grandi quantità di virus, di batteri e di parassiti, che compongono il microbiota orale;
- Il microbiota orale non deve essere visto come un pericolo, ma come una risorsa necessaria alla nostra bocca per stare bene e rimanere in salute;
- Alcuni batteri del microbiota orale sono nocivi, altri invece sono nostri amici, poiché tengono sotto controllo quelli potenzialmente dannosi;
- Il bilanciamento tra le differenti famiglie batteriche è mediato dal sistema immunitario, che controlla il microbiota e gli impedisce di diventare pericoloso per i nostri tessuti;
- I batteri parodontopatogeni sono dei batteri anaerobi del microbiota orale in grado di infiammare osso alveolare e gengiva;
- In condizioni di normalità i batteri parodontopatogeni sono controllati nel numero e nella loro azione infiammatoria sia dal sistema immunitario che dagli altri batteri amici del microbiota orale;
- In alcuni soggetti, i batteri parodontopatogeni possono sfruttare condizioni di immunodepressione (croniche o momentanee) del corpo per iper-proliferare, infiammando prima le gengive e l’osso alveolare;
- La parodontite è un’infiammazione cronica dell’osso alveolare, causata da una accentuata sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni, ereditata per via familiare;
- Oltre alla condizione predisponente genetica, la parodontite è scatenata da particolari condizioni come la scarsa igiene dentale, il fumo, condizioni di immunodepressione, la gravidanza, la menopausa e il diabete;
- La parodontite comporta una lenta ma progressiva retrazione della gengiva, causata a monte dal riassorbimento dell’osso alveolare, infiammato dall’azione dei batteri parodontopatogeni;
- Ritirandosi, la gengiva forma delle lesioni verticali chiamate tasche parodontali, in cui si insediano velocemente altre colonie batteriche, peggiorando l’infiammazione dell’osso;
- Più la parodontite avanzata, più la tasca parodontale si approfondisce, e più osso si riassorbe;
- Se non trattata, la parodontite comporta una lenta ma inesorabile distruzione di gengiva ed osso alveolare, con la perdita della struttura di aggancio delle radici dei denti;
- La perdita dei denti ancora sani è il risultato ultimo di anni ed anni di parodontite ignorata e trascurata;
- Non è ancora possibile curare del tutto la parodontite, ma è possibile fermarne l’avanzata con apposite sedute d’igiene orale professionale;
- Nei casi più gravi, per salvare i denti è necessario ricostruire l’osso alveolare e ridurre chirurgicamente le tasche gengivali

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*
Grato e soddisfatto del Dott. Bittante e del suo staff!"
Mi ha curata, e non ho perso mai più un dente! Grazie Dottore!"
Ringrazio la cura e la dedizione che tutto lo staff mi ha dedicato!"









