Soffri di sanguinamento gengivale quando ti lavi i denti?
Le tue gengive sembrano come ‘scollarsi’ dai denti stessi, che ti appaiono stranamente più ‘lunghi’ alla vista?
Ci sono dei triangolini neri tra i denti, che prima non c’erano?
Tutti questi sintomi sono spesso manifestazioni evidenti di una pericolosa e subdola patologia delle gengive e dell’osso dentale, chiamata parodontite.
La parodontite è una patologia estremamente comune nella popolazione mondiale e, assieme alla carie dentale, è la principale causa della perdita dei denti naturali.
Per scoprire cos’è la parodontite, come si manifesta, da che è causata e come si può curare, leggi pure questa pagina informativa.
Cosa s’intende per parodontite?

La parodontite, chiamata anche malattia parodontale o, nel linguaggio comune, piorrea, è una malattia ad eziologia batterica ed infiammatoria del parodonto, cioè la struttura di supporto dei denti.
Il parodonto è formato dall’osso alveolare, dal cemento radicolare, dal legamento parodontale e dalle gengive, che proteggono, esattamente come una barriera morbida ed avvolgente, tutti i tessuti profondi, comprese le radici dentali.
tasca gengivale con tartaro
La parodontite si manifesta come un’infiammazione cronica e degenerativa che, una volta iniziata, spinge l’osso alveolare a ritirarsi sempre di più verso l’apice radicolare, per mezzo di un vero e proprio riassorbimento del suo tessuto, causato dagli osteoclasti e stimolato dalla massiva produzione di interleuchine (sostanze infiammatorie attive), frutto dell'azione immunitaria dei linfociti (i globuli bianchi).
Proprio quest’attacco, violento e continuo, nei soggetti predisposti geneticamente scatena la risposta infiammatoria del sistema immunitario, e il riassorbimento dell'osso alveolare si porta appresso anche le gengive, in una retrazione progressiva che, alla lunga, ha tragici effetti sulla stabilità stessa dei denti.
Quali sono le cause della parodontite?
i batteri parodontopatogeni, l'agente eziologico della piorrea
L’agente eziologico, cioè la causa della parodontite, è noto da tempo alla Medicina, e sono delle specifiche famiglie di batteri che, normalmente, popolano il nostro cavo orale.
Questi batteri, chiamati parodontopatogeni, sono differenti dalle altre famiglie di batteri che condividono lo spazio all’interno della nostra bocca.
il microbiota orale, che protegge la nostra bocca
Difatti, i batteri parodontopatogeni sono Gram-negativi, e sono dei robusti e resistenti microbi anaerobi, cioè che non necessitano di ossigeno per sopravvivere.
Questi batteri, nei soggetti predisposti e in determinate condizioni ambientali, si moltiplicano oltre i limiti che il sistema immunitario delle gengive stesse può controllare, scatenando dunque la reazione di retrazione dell’osso.
Per iniziare questa reazione, è necessario che i batteri parodontopatogeni superino, di molto, le naturali difese immunitarie delle gengive, quindi che la loro ‘carica batterica’ sia superiore a quella degli altri batteri, cioè i saprofiti, che invece non causano infiammazione.
La parodontite è dunque una disbiosi, cioè a tutti gli effetti uno squilibrio microbico del nostro cavo orale, anche se la carica batterica necessaria per ‘attivare’ il meccanismo di difesa dell’osso, e dunque la retrazione, varia da persona a persona, ed è decisa geneticamente.
La parodontite è una patologia genetica?
Non si eredita l'infezione batterica della piorrea, ma la predisposizione genetica all'azione dei batteri patogeni
Dopo anni di speculazioni, ipotesi e studi approfonditi, la moderna Medicina ha stabilito, senza più alcun dubbio, che la parodontite è una patologia decisa geneticamente, quindi su predisposizione ereditata dai genitori e dagli antenati in generale.
Non si eredita ovviamente la parodontite in sé, ma bensì la sensibilità ai batteri parodontopatogeni, che sono la causa eziologica della piorrea.
i batteri parodontopatogeni vivono nel nostro microbiota orale, e non possono essere completamente eliminati
La predisposizione genetica influenza la capacità dell’organismo a rispondere all’attacco dei batteri che creano uno stato infiammatorio elevato.
Alcuni soggetti, non predisposti geneticamente, sono essenzialmente insensibili anche ad altissime cause di batteri parodontopatogeni, mentre altri soggetti, invece predisposti, cominciano a manifestare problemi di infiammazione già con cariche molto basse.
La Medicina moderna ha stabilito non solo la relazione con la predisposizione genetica alla piorrea, ma anche un modo per stabilire se un dato paziente è predisposto o meno, analizzando, senza dolore con un rapido test ambulatoriale, quanto è l’efficacia di particolari proteine del sistema immunitario chiamate interleuchine .
Valori specifici di queste interleuchine, prodotte dai leucociti in presenza di infezioni dei batteri parodontopatogeni, possono stabilire con certezza la predisposizione genetica del paziente.
Quali sono i sintomi della parodontite?
il pus dalle gengive, il sintomo tipico della piorrea avanzata
La parodontite è una malattia molto subdola poiché, non dissimilmente da altre condizioni patologiche endocrine come il diabete mellito, comincia la sua azione in modalità spesso silente, lenta e perciò non percepita dal paziente.
La retrazione dell’osso e delle gengive è difatti estremamente lenta, e spesso i sintomi iniziali sono del tutto assenti oppure ignorati dal soggetto stesso che, non essendone al corrente, non si rende conto di essere patologico.
Premesso ciò, i sintomi della parodontite variano da paziente a paziente, e sono spesso legati allo stato d’avanzamento della patologia.
Generalmente, i sintomi caratteristici della parodontite sono visibili o a malattia appena iniziata, con il caratteristico stato infiammatorio ben noto e conosciuto come gengivite, oppure a patologia già stabilizzata e cronicizzata da tempo, la fase che è comunemente conosciuta come ‘piorrea’.
Ciò detto, la lista dei sintomi tipici dell’infiammazione del parodonto possono essere:
- Infiammazione delle gengive, che perdono il loro classico colore rosato, opaco e con la superficie ‘a buccia d’arancia’ per divenire rosse, lucide e lisce (fase di pre-parodontite chiamata gengivite);
- Dolore al tatto delle gengive, con sanguinamento associato oppure anche spontaneo, più frequente durante la normale igiene domiciliare dei denti;
- Alitosi cronica, con un perenne sapore ‘cattivo’ in bocca, che non si attenua neppure dopo una scrupolosa igiene con lo spazzolino e il collutorio;
- Retrazione visibile delle gengive che scoprono parte della radice dei denti, che sembrano dunque ‘più lunghi’ rispetto a come lo erano in precedenza;
- Formazione di vere e proprie tasche gengivali, chiamate tasche parodontali, che formano dei ‘triangolini neri’ tra dente e dente, causati dalla retrazione gengivale;
- Ascessi gengivali e fuoriuscita di materiale purulento;
- Mobilità dentale: i denti iniziano ad avere mobilità se toccati, a riprova che la retrazione ossea aumenta verso la radice dentale e il legamento parodontale, minando la struttura stessa che àncora i denti al loro osso alveolare;
- Perdita spontanea dei denti, cioè l’ultimo stadio della parodontite, conosciuto come piorrea tra la popolazione, che accade quando ormai il dente, senza più osso rimanente a sostenerlo, cade dal suo alveolo
Va fatto notare che il processo che porta dall’iniziale gengivite alla perdita dei denti è estremamente lungo, e si prolunga, solitamente, in anni ed anni.
Questa lentezza della progressione della patologia, se da un lato consente di attivarsi con le cure necessarie, dall’altro non è un bene per il paziente, poiché spesso esso non si rende conto della sua condizione e, specie se non è stato regolarmente istruito nei controlli odontoiatrici periodici, lascia trascorrere anni ed anni di abbandono e trascuratezza, arrivando dal Medico Odontoiatra solo quando la sua situazione è ormai gravemente compromessa.
Quant’è comune la parodontite nella popolazione?
Il rialzo della gengiva è un segno tipico della piorrea
La parodontite è tra le infezioni ad origine batterica più comuni e diffuse al mondo: è una vera e propria pandemia ormai endemica nell’Homo Sapiens, che affligge tutti i Paesi mondiali e pressoché ogni strato sociale delle popolazioni, complice anche la sua componente genetica.
Solo in Italia, il Ministero della Salute stima che oltre il 60% della popolazione ne è affetta*, di cui un 10% in forma grave (la piorrea, causa la perdita degli elementi dentali).
Al contrario di quello che comunemente ancora si pensa, cioè che la piorrea è una patologia che colpisce quasi esclusivamente le persone anziane, in realtà la fascia più a rischio sono i giovani adulti tra i 35 ed i 44 anni, con una certa stabilizzazione della parodontite verso i 34-38 anni.
La percezione che la piorrea colpisca ‘solo da vecchi’ è data dalle manifestazioni sintomatiche palesi ed evidenti che, solitamente, appaiono nei pazienti over 50 dopo anni ed anni di ‘lavoro sommerso’ della parodontite, regolarmente ignorato dai soggetti che ne sono affetti.
Per arrivare a minare la struttura di ancoraggio del dente, la parodontite impiega anni ed anni, con una lenta retrazione dell’osso che, come i recenti dati ci lasciano intuire, comincia anche prima dei 40 anni.
Perché la parodontite è una patologia cronica e degenerativa?
il rialzo gengivale in parodontite avanzata
Datosi che è impossibile sterilizzare la bocca oppure disinfettarla completamente per lunghi periodi (la placca batterica si riforma entro pochi minuti dall’igiene quotidiana), l’ambiente orale è sempre un posto molto appetibile e prolifico per i batteri parodontopatogeni, che lo popolano e lo colonizzano molto facilmente.
Questi batteri, che possono sopravvivere in assenza di ossigeno, nei soggetti predisposti causano una violenta infiammazione che comincia a far riassorbire l’osso verso l’apice dei denti.
Quest’azione di retrazione forma delle autentiche tasche, chiamate tasche parodontali, dove possono annidarsi altri batteri parodontopatogeni, che a loro volta irritano ancora di più l’osso e lo spingono sempre più a ritrarsi.
Essendo batteri anaerobi, i germi parodontopatogeni possono sopravvivere in profondità nei tessuti parodontali, anche laddove non arriva l’ossigeno, e anche se vengono ‘coperti’ dalle placche di tartaro, cioè altra placca batterica calcificata, questi continuano a proliferarsi.
Questo non solo genera una cronica infiammazione del tessuto parodontale, allungando sempre più la profondità delle tasche, ma spesso causa anche veri e propri ascessi, chiamati ascessi parodontali, estremamente dolorosi, che se incisi spurgano grandi quantità di pus, cioè batteri morti ed anticorpi.
Questo circolo vizioso, cioè i batteri che si annidano sempre di più nei tessuti profondi e l’osso che tenta sempre più di ‘chiudergli la strada’ ritraendosi, causa l’auto-sostentazione della parodontite, rendendola patologia cronica e degenerativa.
Come viene diagnosticata la parodontite?
La diagnosi della parodontite richiede la valutazione clinica, gli esami strumentali radiografici, il test genetico e l’esame microbiologico del cavo orale.
La visita clinica, effettuata dal Medico Odontoiatra e dall’Igienista Dentale, è necessaria per valutare visivamente e attraverso apposito sondaggio la condizione delle gengive e la presenza, nonché la profondità, delle tasche parodontali.
La misurazione della profondità delle tasche è effettuata tramite una piccola sonda millimetrata, inserita nelle gengive: profondità di sondaggio fino a 3-3,5mm sono considerate fisiologiche, oltre invece è considerato inizio o manifestazione evidente della parodontite.
Dopo aver valutato lo stato complessivo del cavo orale e l’eventuale tumefazione e sanguinamento gengivale, il Medico Odontoiatra si accerta anche della situazione dei tessuti ossei mediante una radiografia ortopantomografia.
Questo esame consente di valutare lo spessore residuo dell’osso a supporto dei denti, evidenziando la profondità della sua consumazione e, di conseguenza, indirizzando alla specificità i futuri trattamenti.
La predisposizione genetica alla parodontite è stabilita con un semplice test di laboratorio, prelevando con un cotoncino, senza dolore alcuno, un po’ di tessuto epiteliale gengivale del paziente.
Assieme all’esame genetico, è solitamente abbinato anche il fondamentale esame microbiologico, necessario per valutare la composizione della flora batterica orale e, soprattutto, la percentuale della disbiosi dei batteri parodontopatogeni.
Questo dato sarà di estrema importanza nel corso dei trattamenti di cura della parodontite, che hanno come obiettivo proprio l’abbassamento della carica batterica parodontopatogena.
Qual è la terapia per la parodontite?
Stabilita la causa eziologica della parodontite, cioè un’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni che ha causato la retrazione dell’osso e delle gengive, la terapia è conseguente, e si basa sull’abbassamento della carica batterica microbiologica nociva.
Ciò è ottenuto per mezzo di specifici protocolli di cura e di igiene orale, sia medici che chirurgici.
Il trattamento d’igiene si basa sull’ablazione del tartaro dentale e sulla pulizia profonda delle tasche.
Ciò è ottenuto con molteplici strumenti, come ad esempio:
- L’uso dell’ablatore ultrasonico per la rimozione meccanica del tartaro e della placca;
- L’uso del microscopio operatorio che consente di avere accesso alle zone gengivali più profonde senza che il paziente senta alcun fastidio;
- L’uso della curette, per la pulizia profonda radicolare;
- L’uso del laser ad alta potenza (terapia fotodinamica), per una pulizia ancora più profonda delle tasche parodontali, nonché una termoablazione dei tessuti infetti che stimola la produzione di nuovo tessuto gengivale sano;
- L’uso delle polveri sottili ablative spruzzate con air-flow, come ad esempio l’eritritolo, in grado di rimuovere meccanicamente i batteri non danneggiando impianti, corone e protesi;
- L’uso di irrigazioni sottogengivali di antibiotici e disinfettanti.
La terapia d’igiene professionale in studio, redatta secondo un piano stilato dal Medico Odontoiatra oppure dall’Igienista Dentale, deve essere accompagnata da una scrupolosa igiene domiciliare, che il paziente è tenuto a seguire alla lettera.
Il ricorso alla Chirurgia Orale si rende necessario, fortunatamente, solo in una quantità ristretta di casi, quando la strumentazione non riesce ad arrivare in profondità idonea per pulire tasche molto, molto profonde, arrivate ormai alle zone apicali delle radici.
In questo caso, il Medico Odontoiatra può accedervi incidendo la gengiva e scollandola dall’osso, in una tecnica chiamata ‘a cielo aperto’.
Dopo la pulizia, la gengiva viene riposizionata e suturata (ed eventualmente abbassata, nel tentativo di ridurre la profondità delle tasche).
Nei casi molto gravi, dove c’è già una grave consunzione dell’osso, il Medico Odontoiatra può poi disporre una rigenerazione dello stesso, mediante il posizionamento di materiale bio-compatibile ed eventuale ricostruzione gengivale.
Questi trattamenti sono in grado di arrestare la parodontite ed impedire l’avanzata distruttiva, salvaguardando dunque i denti naturali dall’altrimenti inevitabile perdita.
A prescindere dal trattamento eseguito, essendo la parodontite una patologia a predisposizione genetica al momento impossibile da eradicare del tutto, i controlli ed i richiami di mantenimento devono divenire, per il paziente, degli obblighi da non mancare mai.
Dalla parodontite si può guarire?
La parodontite, come detto poco in alto, è una patologia a predisposizione genetica, e pertanto, al momento, non è pienamente curabile.
Non è possibile sterilizzare il cavo orale o disinfettarlo per lunghi periodi di tempo, e non sono ancora disponibili vaccini contro i batteri parodontopatogeni.
L’unico trattamento efficace si basa quindi sull’abbassamento costante della carica batterica nociva, effettuato combinando l’igiene orale domiciliare all’igiene orale professionale in studio, che deve essere effettuata regolarmente secondo piani semestrali o trimestrali, decisi dal Medico Odontoiatra o dall’Igienista Dentale di riferimento.
Grazie ai nuovi test microbiologici, i moderni trattamenti parodontali sono in grado di tenere perfettamente sotto controllo la carica dei batteri ‘cattivi’, permettendo al professionista sanitario di stilare piani di mantenimento efficaci e duraturi, in grado di impedire la recrudescenza della malattia parodontale.
Questo consente al paziente di evitare la perdita o l’estrazione dei denti naturali, e mantenere dunque una condizione di salute che, si spera, rimarrà in essere per molti, molti anni.
La parodontite è reversibile?
Il solo stadio della parodontite reversibile, cioè che può essere completamente curato, è il primissimo stadio, chiamato gengivite.
Se si interviene per tempo, con la giusta terapia di ablazione della placca batterica e del tartaro, la gengivite può essere completamente curata, senza danni permanenti alle strutture di osso e gengive.
Nel caso in cui la gengivite non venga curata per tempo, essa si trasforma poi nella parodontite propriamente detta, che invece ha caratteristiche di cronicità ed irreversibilità.
Ciò vuol dire che i tessuti ossei e gengivali perduti per colpa della retrazione del parodonto non sono rigenerati dal corpo, e sono dunque danni permanenti.
Grazie ai trattamenti di igiene e all’uso del laser, in grado di effettuare una vera e propria endotermia, una piccola quantità di tessuto può essere parzialmente rigenerato, e questo spesso è sufficiente non solo a bloccare l’avanzamento della piorrea, ma anche a stabilizzare l’ancoraggio degli elementi dentali.
Per ritrazioni importanti dell’osso, ad esempio quello dell’arcata superiore, si può ricorrere anche, soprattutto in previsione di un posizionamento di un impianto dentale, agli interventi rigenerativi dell’osso come ad esempio il rialzo del seno mascellare.
Qual è lo specialista a cui bisogna rivolgersi per la diagnosi e la cura della parodontite?
La parodontite è competenza della Parodontologia, cioè quel ramo iper-specialistico dell’Odontoiatria che studia e cura proprio le patologie del parodonto.
Lo specialista a cui bisogna rivolgersi in caso si sospetti di essere affetti da parodontite è dunque il Parodontologo, che deve avere un team specializzato nella cura (un team di Igienisti Dentali) e che deve avere i macchinari appositi per poter effettuare la cura.
A prescindere dal titolo del professionista, è imprescindibile che esso sia comunque ferrato nella malattia parodontale, e che utilizzi i nuovi e moderni protocolli basati sulla guida biologica del cavo orale, sul laser odontoiatrico ad alta potenza e su tutti i trattamenti rigenerativi dell’osso.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Non si eredita però la parodontite in sé, piuttosto la sensibilità all'azione dei batteri parodontopatogeni, che sono l'agente eziologico della parodontite.
Questa sensibilità è dunque trasmessa per via familiare, e quindi se genitori o nonni, nel passato, hanno già ricevuto diagnosi di parodontite, vi è il rischio che essi abbiano trasmesso la predisposizione anche alla progenie.
Va ricordato però che la sola predisposizione non è l'inizio della piorrea, che invece necessita di un ambiente orale adatto per iniziare il lento processo erosivo dell'osso alveolare.
La parodontite, o meglio l'azione dei batteri parodontopatogeni che la causano, infiamma costantemente l'osso alveolare che, per difendersi da un attacco batterico incontrollato, si riassorbe verso l'apice radicolare dei denti.
Questo riassorbimento, considerando che la gengiva avvolge e ricopre l'osso stesso, causa un ritiro del tessuto gengivale, che dunque modificherà la sua papilla, cioè la linea d'attacco con la corona dentale.
Il ritiro delle gengive, con denti che stranamente sembrano 'più lunghi' rispetto al normale, è uno dei sintomi tipici della parodontite già avanzata.
Tutte le malattie del parodonto possono essere se non fatte regredire almeno arrestate, compresa la parodontite.
I moderni trattamenti a guida microbiologica possono bonificare le tasche parodontali e sfiammare l'osso alveolare, arrestando così il suo processo di riassorbimento.
Salvaguardare il tessuto parodontale sano rimasto, e con esso il dente stesso, è proprio l'obiettivo principale di tutti i trattamenti per la parodontite.
Spesso, trattando le tasche parodontali (a volte, anche con l'ausilio della Chirurgia Orale ricostruttiva) si possono ottenere eccellenti risultati di stabilizzazione di elementi dentali anche in stato avanzato di mobilità, impedendone, se non per sempre almeno per un lungo periodo, la caduta.
Una 'cura', intesa come remissione totale di tutta la sintomatologia, è quindi al momento impossibile.
Però, è possibile trattare la piorrea e bonificare le tasche parodontali, riportando equilibrio nel microbiota orale e salvando dunque i denti dalla caduta.
Un tempo questa condizione era considerata incurabile, e il dente veniva estratto o si aspettava la sua naturale caduta, ma ora, per mezzo dei nuovi trattamenti di ricostruzione ossea, è possibile tentare di salvare l'elemento dentale, stabilizzandone l'ancoraggio.
Si tratta di interventi di micro-chirurgia specialistici, in cui l'osso dentale è ricostruito per mezzo di materiale autologo o di sintesi (dei graft biocompatibili).
Se ben eseguiti, questo tipo d'interventi danno risultati eccellenti, salvando denti anche già gravemente compromessi dalla caduta, che altrimenti sarebbe inevitabile.
I trattamenti moderni di bonifica delle tasche parodontali e di ricostruzione ossea, comunque, spesso forniscono supporto eccezionale per i denti anche già gravemente compromessi.
Dopo pochi minuti dalla più profonda delle pulizie, difatti, il micriobiota orale si riforma, vanificando ogni tentativo di eradicazione definitiva.
Ecco perché i trattamenti moderni mirano non all'eliminazione ma piuttosto all'abbassamento della carica batterica patogena, aumentando sia la risposta immunitaria e sia la presenza dei loro naturali antagonisti, cioè i batteri saprofiti.
Difatti, durante la gestazione si modifica la vascolarizzazione delle gengive, nonché la loro risposta infiammatoria ai batteri parodontopatogeni.
Questi cambiamenti sono dati dalla massiccia produzione di estrogeni e progesterone, tipica proprio del puerperio.
Non a caso, la gravidanza è considerato uno dei fattori di rischio della parodontite.
Con la menopausa si modifica la densità delle ossa della donna (compreso l'osso alveolare), mentre il brusco calo del metabolismo e la cronica carenza di assorbimento della vitamina D giocano un ruolo fondamentale nel drammatico calo della risposta immunitaria del cavo orale.
Non mancano poi casi di parodontite che colpisce anche giovanissimi, poco più che ventenni.
Il bias popolare, che vuole la piorrea solo una problematica delle persone ormai molto adulte, si basa sulla diagnosi della parodontite, cioè sulla constatazione clinica di situazioni che, ormai, sono già divenute gravi nel corso del tempo.
L'età media della diagnosi della malattia parodontale è infatti superiore ai 50 anni, e aumenta drasticamente verso i 60.
Ma questo per un motivo ovvio: l'inizio della parodontite è solitamente asintomatico, e dunque la malattia parodontale di solito compie la sua opera di distruzione dei tessuti di gengive ed osso alveolare in molti, molti anni, in maniera del tutto silente.
Quando il paziente si reca dal Dentista, è solitamente ormai già in uno stato molto avanzato, da qui l'erronea concezione popolare che la piorrea sia 'un problema dei vecchi'.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
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se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
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Quindi ricorda che...
- La parodontite, chiamata anche piorrea, è una patologia cronica e degenerativa, causata dall’azione di alcuni batteri orali, chiamati parodontopatogeni;
- I batteri parodontopatogeni, in condizioni di normalità, vivono in bilanciamento con gli altri batteri del microbiota orale, in un equilibrio chiamato eubiosi;
- In alcuni soggetti, geneticamente predisposti, l’azione dei batteri parodontopatogeni provoca, in determinate condizioni, una violenta infiammazione dell’osso alveolare e delle gengive, conosciuta come parodontite;
- Sotto l’attacco dei batteri parodontopatogeni l’osso alveolare inizia un processo di riassorbimento, con perdita di tessuto, nel tentativo di difendersi dall’infezione;
- Riassorbendosi l’osso, anche la gengiva, che ad esso è adesa, si ritira, e questo provoca la formazione di lesioni verticali chiamate tasche parodontali;
- Nelle tasche parodontali, che sono in realtà dei veri e propri scollamenti della gengiva, sin infilano e proliferano grandi quantità di batteri, che irritano ancora di più l’osso alveolare, in un circolo vizioso che rende la parodontite cronica e peggiorativa;
- La proliferazione batterica delle tasche parodontali può provocare dolorosi ascessi gengivali, con la produzione di sacche purulente e formazione di granulomi gengivali;
- Se non trattata per tempo, la parodontite consuma sempre più tessuto gengivale, approfondendo sempre più la lesione della tasca parodontale;
- Quando la tasca parodontale arriva all’osso, la struttura di ancoraggio del dente si destabilizza, ed appare dunque la mobilità dentale;
- Il dente, senza più il suo ancoraggio saldo all’osso alveolare, dapprima comincia a dondolare, per poi venire espulso spontaneamente dal corpo;
- Non è possibile curare completamente la parodontite, poiché è una predisposizione su base genetica, ma sono disponibili efficaci trattamenti in grado di fermarne l’avanzata, preservando dunque il tessuto parodontale e, in ultima analisi, i denti stessi;
- I trattamenti disponibili per fermare la parodontite si basano sull’abbassamento della carica batterica patogena, mediante specifiche sedute di igiene orale professionale;
- Le sedute d’igiene orale professionale sono in grado di bonificare le tasche parodontali, ripulendole e permettendo così all’osso di sfiammarsi;
- Nei casi gravi di tasche parodontali molto profonde può essere necessario il ricorso alla Chirurgia Orale Parodontale;
- Se la parodontite non viene arrestata con la giusta terapia d’igiene orale può portare alla perdita degli elementi dentali naturali

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
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Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Sempre con loro!"









