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La parodontite e la sua correlazione col diabete mellito

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Oppure sei un paziente parodontale, con quindi già la piorrea in essere, e sei entrato in uno stato di pre-diabete, oppure sei da poco diabetico?

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La moderna Medicina ha stabilito, ormai da diversi anni, che vi è una correlazione specifica tra la malattia parodontale e il diabete, cioè la grave patologia endocrina che non consente un’adeguata metabolizzazione degli zuccheri dell’organismo.

Ed entrambe le patologie, a prima vista così differenti, invece hanno molte caratteristiche comuni, compresa quella, pericolosa, di iniziare in maniera subdola e quasi senza sintomi.

Leggi questa pagina per scoprire cos’è la parodontite, cos’è il diabete mellito e perché vi è una profonda interazione tra queste due gravi patologie croniche.

Che cos’è il diabete mellito?

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Il diabete mellito (dal latino mel, cioè miele, dolce) è una condizione patologica endocrina, che causa all’organismo l’incapacità di regolare  a sufficienza i livelli di glucosio (zuccheri) nel sangue e nei tessuti.

La patologia, nota già dall’antichità, è causata da una disfunzione nella produzione o nell’assorbimento dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas fondamentale per i processi metabolici della riduzione chimica degli zuccheri.

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il pancreas, la ghiandola umana produttrice di insulina

Esistono due tipi noti di diabete:

Il diabete di tipo 1, piuttosto raro, in cui la produzione di insulina da parte del pancreas risulta completamente assente;

Il diabete di tipo 2, la forma più comune, in cui si assiste ad una carente produzione di insulina oppure di una resistenza dei tessuti del corpo alla sua azione (l’insulino-resistenza)

Statisticamente, il diabete di tipo 2 è la tipologia di diabete più comune tra la popolazione mondiale: oltre il 90% dei casi noti di diabete sono infatti afferenti a questa tipologia.

Il diabete è una patologia sistemica, cronica e progressiva, che causa danni in ogni tessuto del corpo, soprattutto al sistema vascolare.

Alti livelli di glucosio non metabolizzato nel sangue, infatti, danneggiano pressoché qualsiasi tessuto, e creano, a lungo andare, una deformazione irreversibile dei vasi arteriosi, sia piccoli e sia grandi, che prende il nome di angiopatia diabetica.

Da cosa è causato il diabete mellito?

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L’esatta causa del diabete mellito non è al momento nota con precisione alla Medicina, e la materia è ancora motivo di ampio dibattito.

Come del resto altre patologie croniche di cui si ignora l’eziologia esatta, anche per il diabete esistono comunque dei fattori scatenanti oppure predisponenti, noti alla scienza ormai da diversi anni.

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Tra tutti questi fattori che, teoricamente, potrebbero far iniziare il deficit insulinico o l’insulino-resistenza, possiamo citare:

  • L’ereditarietà genetica;
  • Lo stato di obesità o il sovrappeso;
  • Una vita sedentaria e la poca attività fisica;
  • Il consumo di tabacco;
  • L’alcolismo;
  • L’ipertensione arteriosa;
  • Difetti nella dieta, che risulta troppo ricca di zuccheri o grassi saturi.

Va precisato comunque che l’ereditarietà genetica è solo una predisposizione: come del resto anche la parodontite, non si trasmette la malattia diabetica in sé, ma il fattore di rischio.

Parlando del nesso di casualità, va fatto notare come il diabete mellito sia, a sua volta, una delle cause predisponenti della parodontite.

A sua volta, è stato scientificamente provato che anche la parodontite può essere uno dei fattori scatenanti per il diabete: l’infiammazione cronica dell’osso alveolare e delle gengive provoca infatti una produzione massiccia di citochine (in particolare, le interleuchine) che, entrando nel circolo ematico, provocano a loro volta un’infiammazione sistemica e l’insorgenza dell’insulino-resistenza, con un contestuale aumento dell’emoglobina glicata.

Un dato aggiuntivo che rafforza il legame tra due patologie croniche è che, curiosamente, entrambe sono a carattere degenerativo, per le quali non esiste una ‘cura’ intesa nel modo strettamente medico.

Che cos’è la parodontite?

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La parodontite è una malattia cronica, a carattere infettivo ed infiammatorio, del tessuto di supporto dei denti, chiamato parodonto.

Il parodonto è costituito dall’osso alveolare, dal legamento parodontale, dal cemento radicolare e dalle gengive, che proteggono da ogni attacco esterno i tessuti profondi dei denti.

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La parodontite, chiamata spesso col suo nome popolare ‘piorrea’, è una delle epidemie endemiche in tutto il mondo, in qualsiasi fenotipo umano e che affligge ogni condizione sociale.

Solo in Italia, il Ministero della Salute stima che oltre il 60% della popolazione adulta ne sia affetta*, con un 10% di questi che si trova in situazione di gravità.

Assieme alla carie dentale, la parodontite è la prima causa della perdita definitiva dei denti, nota come edentulia.

*Fonte del Ministero della Salute (clicca qui per visualizzare l'articolo ministeriale ufficiale sulla malattia parodontale)

Da cosa è causata la parodontite?

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i batteri parodontopatogeni, l'agente infettivo della piorrea

La parodontite è un’infiammazione cronica dell’osso alveolare, causata dall’iper-proliferazione, nel cavo orale, di particolari famiglie di batteri noti come batteri parodontopatogeni.

Esistono più di 700 tipi di questi particolari batteri, tra cui possiamo citare il Porphyromonas gingivalis, Il Prevotella intermedia Fusobacterium nucleatum, l’Actinobacillus, l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Neisseria e il Veillonella.

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Questi batteri, tutti Gram-negativi e tutti anaerobi, popolano naturalmente la bocca umana, condividendo il loro spazio con altre tipologie di microbi, alcuni totalmente innocui per il nostro corpo (come i batteri saprofiti) ed altri che invece possono divenire pericolosi, come i batteri cariogeni (che danno origine, con i loro acidi metabolici, alla carie dentale).

I batteri parodontopatogeni, in condizioni di normalità, sono limitati nella loro proliferazione dai meccanismi di difesa del nostro sistema immunitario e anche dalla presenza degli altri ceppi batterici loro antagonisti, che impediscono un’iper-colonizzazione della bocca.

Tuttavia, in determinate condizioni predisponenti e in determinati soggetti geneticamente predisposti, si può assistere ad un aumento delle colonie parodontopatogene, che soverchiano le difese immunitarie delle gengive e danno origine ad una violenta risposta infiammatoria dell’osso alveolare, chiamata per l’appunto parodontite.

Razionalizzando tutto ciò, si può dire che la parodontite sia una vera e propria disbiosi del microbiota orale, cioè uno squilibrio nella composizione batterica dello stesso che comporta una cronica e costante infiammazione dei tessuti del parodonto.

Cosa comporta la parodontite?

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la mobilità dentale, sintomo finale della piorrea

La parodontite è la risposta del sistema immunitario all’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni, che ha gravi effetti su tutta la struttura del cavo orale in sé e anche, ovviamente, degli elementi dentali che esso ospita.

Sotto l’azione infiammatoria dei batteri parodontopatogeni, l’osso alveolare lentamente si ritira e si riassorbe: tale riassorbimento è causato dall'azione di particolari enzimi prodotti dagli osteoclasti, cioè le cellule deputate alla modellazione della matrice ossea.

A loro volta, gli osteoclasti sono stimolati alla disgregazione dell'osso alveolare dalla quantità massiva di interleuchine, cioè delle proteine infiammatorie rilasciate dai leucociti (i globuli bianchi) nella loro lotta contro i batteri parodontopatogeni.

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il riassorbimento osseo

Il riassorbimento dell'osso alvolare, giocoforza, porta ad una retrazione contestuale della gengiva, il tessuto di protezione ben adeso all’osso alveolare stesso, con la formazione di autentiche tasche, chiamate tasche parodontali.

Queste tasche sono estremamente pericolose, poiché in esse si possono annidare altri batteri parodontopatogeni, creando ulteriore infiammazione che fa ancor di più irritare l’osso, costringendolo ad un riassorbimento sempre maggiore.

Più l’osso si riassorbe, più la tasca parodontale diventa profonda, in un circolo vizioso che rende la patologia cronica e degenerativa.

Aumentando di profondità, le tasche parodontali scavano sempre più nei tessuti profondi di gengive ed osso, ed espongono la radice dei denti ai pericoli esterni, come ad esempio quello delle carie radicolari.

Quando la tasca raggiunge in profondità il legamento parodontale, cioè il tessuto che ancora il cemento dentale della radice del dente all’osso alveolare, la struttura stessa del dente viene compromessa, e si inizia a sperimentare la cosiddetta mobilità dentale.

Il dente, ormai privo di adeguato supporto osseo, comincia dunque a ‘dondolare’ e a ‘ballare’, anche al minimo contatto.

Questo stato di mobilità si protrae sino a che anche il più minimo supporto di legamento non viene distrutto dalla parodontite, dopodiché si assiste all’inevitabile espulsione spontanea del dente che, ormai privo di ancoraggio, cade e viene dunque perduto.

Perché l’osso alveolare si infiamma all’azione dei batteri parodontopatogeni?

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La parodontite è una patologia ad eziologia batterica, ma che ha bisogno di un ambiente con determinate caratteristiche per iniziare la sua azione infiammatoria sull’osso alveolare.

La moderna Medicina ha stabilito, senza più alcun dubbio, che la patologia parodontale è una malattia a predisposizione genetica.

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Questo vuol dire che tra i tanti fattori predisponenti, il più importante è sicuramente dato dall’ereditarietà alla sensibilità dei tessuti parodontali rispetto all’azione dei batteri parodontopatogeni.

Come nel caso del diabete mellito, non si eredita la patologia in sé, ma nella parodontite si eredita dunque un’accentuata sensibilità dell’osso alveolare alla presenza dei batteri parodontopatogeni.

È proprio questa particolare sensibilità che fa ‘scattare’ il meccanismo di difesa dell’osso, che porta al suo riassorbimento e alla retrazione gengivale.

Anche il livello di sensibilità cambia da paziente a paziente, e non è dunque eguale per tutti i soggetti predisposti alla parodontite: vi sono infatti pazienti predisposti molto più sensibili e pazienti predisposti meno sensibili, e questa differenza comporta effetti sulla gravità del riassorbimento dell’osso e sulla velocità di avanzamento della piorrea.

Va anche fatto notare di come la predisposizione genetica, per quanto importante, è per l’appunto una predisposizione: per svilupparsi, la parodontite necessita obbligatoriamente di una certa carica batterica parodontopatogena, che a sua volta è data dal livello di igiene orale del paziente.

Quali sono i fattori predisponenti la parodontite?

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la parodontite ha predisposizione genetica

Come detto poco in alto, la parodontite è una disbiosi del microbiota orale, che sfocia in un’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni a danno dei batteri saprofiti (i batteri ‘buoni’ della nostra bocca).

Questa iper-proliferazione è a sua volta data da alcuni ben noti fattori predisponenti e scatenanti, che possiamo citare in:

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  • Predisposizione genetica, acquisita per via familiare;
  • Il diabete mellito;
  • Una scarsa o totalmente assente igiene orale domiciliare;
  • Il lassismo nei controlli odontoiatrici e nelle sedute di igiene professionale;
  • Il tabagismo;
  • Il consumo spropositato di alcol e stupefacenti;
  • Alcune cure chemioterapiche o radioterapiche;
  • Stati di immunodeficienza temporanei o cronici

Il diabete mellito è, dopo la predisposizione genetica, sicuramente il fattore di rischio noto più importante.

Come la parodontite stessa è a sua volta fattore di rischio per il diabete, anche la malattia diabetica comporta un aumento del rischio per la parodontite.

Questa comorbilità delle due patologie, dopo anni di studi e ricerca medica, è stata definitivamente comprovata, ed è un indice di valutazione importante per entrambe le condizioni croniche.

Perché vi è questa profonda correlazione tra diabete mellito e parodontite?

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Il diabete mellito e la parodontite sono due patologie spesso concomitanti, di cui l’una è spesso il fattore scatenante dell’altra e viceversa.

I motivi di questa connessione sono stati studiati approfonditamente dalla Medicina, e sono ormai disponibili numerosi studi internazionali che provano, scientificamente, la ragione clinica della correlazione tra le due patologie.

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I pazienti diabetici hanno molte più probabilità di sviluppare la malattia parodontale e, di rimando, i pazienti parodontali hanno molte più probabilità di sviluppare poi una forma di diabete mellito.

Nello specifico, va fatto notare come i pazienti affetti da parodontite severa abbiano statisticamente un incremento del rischio di contrarre il diabete, rispetto alla popolazione sana, con una forbice che fa dal 19% al 33%.

Questo perché la grande produzione di interleuchine ad opera dei leucociti (i globuli bianchi), reazione tipica del sistema immunitario che cerca di contrastare l’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni, comporta una distribuzione sistemica di queste speciali proteine, che a sua volta si tramuta in uno stato di infiammazione cronica di tutto l’organismo, con aumento dell’emoglobina glicata, alterata glicemia a digiuno e insulino-resistenza dei tessuti.

Tutte condizioni tipiche che favoriscono l’insorgenza del diabete mellito.

A sua volta, anche il diabete mellito è un fattore di rischio per la parodontite, poiché l’alta presenza di glucosio nei tessuti è propedeutica all’iper-proliferazione batterica dei batteri parodontopatogeni.

Difatti, questi batteri si nutrono proprio degli scarti della nostra alimentazione, e trovare dunque alte quantità di glucosio già pronto nei tessuti gengivali ed ossei è, ovviamente, un elemento di grande convenienza biologica per loro.

Vi è poi tutta una serie di complicanze diabetiche che, nei pazienti affetti anche da parodontite, risultano molto più frequenti.

Come ad esempio il rischio di un evento cardiovascolare o cerebrovascolare, ad esempio un infarto del miocardio o un ictus ischemico, che nei pazienti diabetici con accertata parodontite ha percentuali vicine all’82% rispetto ai pazienti sani, e che si misura invece con un aumento del 21% nei pazienti senza patologia parodontale cronica.

Senza contare poi la nota microangiopatia diabetica che, di fatto, sclerotizza le arteriole responsabili della vascolarizzazione delle periferie del corpo, nonché proprio delle gengive che così, con meno ossigeno e nutrimento, fanno molta pià fatica a contrastare l'attacco batterico patogeno.

Curare la parodontite ha effetti positivi anche sul controllo del diabete

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Sapendo che la parodontite provoca un aumento cronico e massiccio delle interleuchine, e conoscendo il loro meccanismo di azione nei processi infiammatori sistemici, è logico supporre che un abbassamento dei livelli di queste proteine, prodotte naturalmente dai leucociti, ha innegabili vantaggi anche nel controllo della glicemia nei pazienti diabetici.

Tutti gli studi condotti hanno infatti dimostrato che abbassando la carica dei batteri parodontopatogeni e ripulendo le tasche gengivali dalla flora nociva, non solo l’osso alveolare arresta il suo riassorbimento, ma diminuisce anche la quantità di interleuchine prodotte dai leucociti, e che vengono poi immesse per via sistemica.

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La cura della parodontite comporta dunque i seguenti vantaggi anche in relazione all’iperglicemia diabetica:

  • Riduzione dei batteri parodontopatogeni e delle molecole antigieniche circolanti per via sistemica;
  • Riduzione dello stato infiammatorio sistemico;
  • Riduzione dell’insulino-resistenza;
  • Riduzione delle complicanze del diabete;
  • Miglioramento del controllo glicemico;
  • Riduzione dei livelli di TNFɑ;
  • Riduzione del livelli di PCR;
  • Riduzione dei livelli di HbA1c

A sua volta, il controllo della glicemia con la giusta terapia dietetica e farmacologica comporta un miglioramento della facilità di trattamento della parodontite, con una ridotta quantità di emoglobina glicata e glucosio libero nei tessuti, che comporta una riduzione dell’attività fermentativa batterica.

Ci sono dei sintomi tipici che possono far sospettare l’inizio della parodontite?

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La parodontite, come del resto anche il diabete mellito, è una patologia subdola, poiché inizia in maniera spesso totalmente asintomatica, o comunque con sintomi iniziali che sono sovente ignorati, confusi o minimizzati dal paziente.

I sintomi iniziali della disbiosi che porta al riassorbimento dell’osso alveolare sono dunque a volte veramente contenuti, e spesso sono ignorati dai pazienti, specie quelli non avvezzi ai regolari controlli odontoiatrici.

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il rialzo gengivale, sintomo tipico della parodontite

Questi sintomi possono essere riassunti in questi episodi clinici molto comuni:

  • Un rigonfiamento anomalo delle gengive, e la perdita della loro naturale superficie opaca e a ‘a buccia d’arancia’, che assume invece una conformazione liscia e lucida;
  • Un arrossamento delle gengive, che perdono il loro classico colorito rosa-salmonato per assumere un colore rosso intenso, o a volte anche violaceo;
  • Il sanguinamento gengivale, che può essere spontaneo oppure in seguito allo spazzolamento durante la normale igiene quotidiana;
  • Un insolito dolore al tatto o alla palpazione delle gengive, che si manifesta anche con leggere pressioni del dito;
  • La comparsa di recessioni gengivali che fanno apparire i denti ‘più lunghi’.

Questi sintomi, che compongono il quadro clinico di quella che viene chiamata comunemente gengivite, possono essere molto variabili nella loro intensità, al punto tale da essere essenzialmente ignorati dal paziente.

Eppure, una diagnosi precoce è di assoluta importanza per il bene stesso della salute della bocca: difatti, la gengivite è l’unico stadio della parodontite, chiamato anche pre-parodontite, che è totalmente reversibile se curato per tempo.

Questo vuol dire che il paziente può far regredire l’infiammazione dell’osso e delle gengive con la giusta terapia, evitando l’inizio della distruzione irreversibile dei tessuti.

Come può essere diagnosticata la parodontite?

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La diagnosi della parodontite richiede una necessaria visita specialistica odontoiatrica, eseguita da un Medico Odontoiatra affiancato da un’Igienista Dentale, entrambi perfezionati nella Parodontologia, cioè in quella sezione dell’Odontostomatologia che si occupa proprio dello studio e della cura della malattia parodontale.

La diagnosi della parodontite è clinica, strumentale e analitica, e richiede dunque un’ispezione visiva, degli esami per immagini e anche degli esami di laboratorio.

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il rialzo della papilla dentale

Nella visita clinica, il professionista sanitario si occupa di controllare lo stato di salute generale della bocca, eseguendo anche una misurazione delle eventuali tasche parodontali mediante un’apposita sonda millimetrata.

Il sondaggio serve a stabilire la profondità delle tasche, ricordando sempre che a profondità maggiore viene associato un livello maggiore di gravità della parodontite: tasche superiori ai 3-3,5mm di profondità, considerato il limite fisiologico, sono considerate patologiche e meritorie d’intervento curativo.

Dopo il sondaggio, in cui il Medico Odontoiatra oppure l’Igienista Dentale controllano anche l’eventuale sanguinamento alla pressione (un sintomo diagnostico molto importante), viene eseguita anche una radiografia panoramica delle arcate dentali, indispensabile per stabilire l’eventuale riassorbimento dell’osso alveolare.

Quest’esame, ormai effettuato con delle tecniche digitali moderne come anche la 3D Cone-Beam a fascio conico, è fondamentale per il professionista, in quanto permette di ‘vedere’ l’effettivo residuo osseo, e di stimare dunque una prognosi attendibile per il paziente, nonché indirizzare verso il giusto trattamento medico o chirurgico.

La diagnosi della parodontite è poi completata con due esami di laboratorio, che prevedono un piccolo prelievo biologico, eseguibile comodamente e senza dolore in poltrona odontoiatrica.

Il primo test è l’esame di valutazione genetica, e serve a stabilire se il paziente è predisposto o meno all’insorgenza della parodontite.

Viene eseguito prelevando, senza alcun dolore, un po’ di tessuto epiteliale dalla bocca del paziente, che verrà poi inviato in laboratorio per l’analisi.

Nel campione verranno ricercate le interleuchine, cioè le proteine prodotte naturalmente dai leucociti in risposta alla loro azione contro i batteri parodontopatogeni.

Un livello alterato delle reazioni di queste interleuchine rispetto alla norma comporta una positività del test, e dunque una conseguente predisposizione genetica alla parodontite.

Il secondo test riguarda invece la composizione del microbiota orale, e serve a stabilire la carica dei batteri parodontopatogeni che sta causando l’infiammazione e il riassorbimento dell’osso alveolare.

Viene seguito prelevando, senza dolore, un poco di residui di placca batterica dal sotto-gengiva, che verranno poi anch’essi inviati in laboratorio per l’analisi.

Analisi che riporterà la percentuale delle principali famiglie batteriche del cavo orale del paziente, e che indicherà al Medico Odontoiatra oppure all’Igienista Dentale la giusta terapia da seguire per curare il paziente.

La raccolta razionale di tutte queste informazioni cliniche permetterà al professionista Parodontologo non solo di stimare una prognosi attendibile, ma anche un percorso di terapia indicato e personalizzato proprio per lo specifico paziente.

Come può essere curata la parodontite?

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Al momento, similmente ad altre patologie a predisposizione genetica e non dissimilmente dal diabete mellito, la parodontite non può essere completamente curata, almeno in senso medico dove per ‘cura’ s’intende la remissione completa di tutti i sintomi iniziali.

Difatti, la sensibilità ai batteri parodontopatogeni acquisita per via genetica non è al momento, con l’attuale livello medico e tecnologico, modificabile in alcun modo.

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Né è possibile, del resto, eliminare completamente e per lunghi periodi di tempo i batteri parodontopatogeni dal cavo orale.

Anche dopo pulizie profonde ed accurate, il microbiota orale si riforma in pochi minuti, rendendo dunque vano ogni tentativo di bonifica radicale e definitiva.

Tuttavia, le moderne terapie mediche possono fermare gli effetti distruttivi della malattia parodontale e sfiammare l’osso alveolare, cristallizzando il suo riassorbimento e, di fatto, salvando i denti naturali dall’altrimenti inevitabile caduta.

L’obiettivo della moderna cura della parodontite è dunque quello di abbassare la carica dei batteri parodontopatogeni, responsabili dell’infiammazione dell’osso alveolare e della retrazione gengivale, ripristinando un corretto equilibrio microbiologico del cavo orale e compensando adeguatamente la disbiosi che ha generato un’iper-proliferazione dei batteri ‘nocivi’.

Il riequilibrio di questa disbiosi prevede dunque un abbassamento dei batteri parodontopatogeni e, al contempo, un aumento dei ceppi batterici invece ‘amici’, cioè quelli saprofiti.

Datosi che la bocca umana è un ambiente molto grande per i batteri ma comunque limitato negli spazi vitali, aumentando la presenza delle colonie ‘buone’ si toglie spazio a quelle ‘cattive’, cioè quelle dei batteri parodontopatogeni.

In pratica, il trattamento di cura della parodontite mira a sfruttare proprio i batteri amici per combattere quelli invece a noi nocivi, ripristinando un equilibrio che, sul lungo periodo, aiuta non solo l’osso alveolare a sfiammarsi, ma aiuta anche il sistema immunitario a combattere meglio i propri nemici batteri, abbassando dunque anche la produzione delle interleuchine.

Un vantaggio non solo per osso e gengive, ma anche, come abbiamo visto poco in alto, per il livello di emoglobina glicata nei tessuti del corpo.

In cosa consiste la cura per la parodontite secondo il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata?

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Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è un moderno protocollo medico di trattamento della parodontite sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, pensato per accorpare diversi trattamenti singoli di igiene orale in un unico compendio clinico, che ha come base quello dell’analisi biologica del microbiota del paziente affetto dalla piorrea.

Il protocollo mira ad abbassare la carica batterica parodontopatogena del paziente aumentando di rimando quella dei batteri saprofiti, mediante delle sedute professionali di igiene dentale e, contestualmente, di scrupolosa igiene domiciliare.

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Tutti i trattamenti sono monitorati, nell’efficacia, dal controllo biologico, eseguito tramite test microbiologici: gli stessi test sono una valida ‘cartina tornasole’ per confermare l’efficacia delle terapie di riduzione della carica batterica nociva, e sono utilizzati pertanto come vera e propria ‘guida biologica’.

A livello pratico, il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata si compone di una serie di sedute professionali di igiene orale, disposte secondo un piano terapeutico che varia da sessioni intensive a controlli di mantenimento, in in crono-programma deciso dal Medico Odontoiatra e dall’Igienista Dentale e perfezionato per ogni paziente.

Queste sedute d’igiene orale possono essere composte da:

  • La pulizia profonda delle tasche parodontali e la levigatura radicolare dei denti, effettuata mediante particolari e specifici ablatori ultrasonici, la curette oppure lo specillo;
  • La terapia fotodinamica, eseguita col laser odontoiatrico ad alta potenza, in grado di penetrare in profondità nelle tasche parodontali, uccidere i batteri parodontopatogeni e al contempo stimolare alla ricrescita i tessuti;
  • La pulizia mini-invasiva mediante l’insufflaggio di micro-polveri ed acqua tiepida, eseguito con un manipolo di air-flow, in grado di pulire in profondità le tasche parodontali pur senza danneggiare le radici dei denti oppure anche le eventuali protesi dentali (come ad esempio gli impianti);
  • L’inoculazione sotto-gengivale di antibiotici e disinfettanti topici;
  • La scrupolosa igiene domiciliare che il paziente è istruito nel seguire, e che deve avere base giornaliera

Questi trattamenti, se ben eseguiti con un piano ben progettato, sono sufficienti ad abbassare la carica batterica nociva ed ad aumentare, al contempo, quella invece amica, arrestando gli effetti distruttivi della parodontite.

Il ricorso alla Chirurgia Orale è riservato solo a casi selezionati, quando le tasche parodontali hanno raggiunto profondità importanti e non più accessibili neppure al laser odontoiatrico, oppure quando il livello di riassorbimento dell’osso impone una sua rigenerazione e la stabilizzazione dell’elemento dentale ad esso ancorato.

Vi sono delle raccomandazioni per i pazienti diabetici o per i pazienti parodontali?

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Come abbiamo visto sino ad ora, la profonda correlazione tra diabete mellito e malattia parodontale deve sempre essere presa in considerazione dai professionisti sanitari che seguono il paziente, e ciò obbliga ad una collaborazione necessaria tra Medici Diabetologi e Medici Odontoiatri.

Considerando che piorrea e diabete mellito non solo si predispongono a vicenda ma che peggiorano vicendevolmente la condizione clinica del paziente, sarebbe necessario seguire delle buone regole di comportamento clinico, tenendo in considerazione che:

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il sondaggio gengivale

  • Sia il diabete mellito che la parodontite richiedono il lavoro coordinato di diverse figure professionali sanitarie, che dunque devono obbligatoriamente cooperare e coordinarsi tra di loro per il bene della salute del paziente;
  • I Medici Diabetologi dovrebbero essere preparati sulla malattia parodontale e richiedere informazioni sulla salute delle gengive già in fase di anamnesi ai loro pazienti, ed eventualmente inviarli verso una diagnosi odontoiatrica;
  • Il diabete mellito è un fattore predisponente la parodontite e, a sua volta, la parodontite è un fattore predisponente il diabete mellito, e le due condizioni impongono valutazioni coordinate sia dei Medici Diabetologici che dei Medici Odontoiatri;
  • Il caso di parodontite accertata, soprattutto in soggetti over 50, il Medico Odontoiatra dovrebbe consigliare la valutazione del rischio del diabete;
  • Il caso di diabete diagnosticato, il Medico Diabetologo dovrebbe inviare il paziente al Medico Odontoiatra per la valutazione parodontale;
  • I pazienti parodontali devono eseguire controlli periodici dal Medico Odontoiatra, che può prescrivere anche controlli periodi della valutazione glicemica

La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea

Cura della parodontite a Milano

Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite

Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.

Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.

Cura della parodontite a Milano

Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza

Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.

Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.

Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti

Dentista in centro a Milano

L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano

Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.

Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.

Dentista in centro a Milano

Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite

Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.

Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.

FAQ (domande frequenti)

+ Sono un paziente diabetico, corro il rischio di ammalarmi di parodontite?
Sì, la statistica clinica ha dimostrato, nel corso di anni di sperimentazioni, che i pazienti diabetici corrono molti più rischi di ammalarsi anche di parodontite.
Questo perché la nota microangiopatia diabetica, che sclerotizza le piccole arteriole del corpo ed i Vasa vasorum (i sottilissimi vasi che nutrono le terminazioni nervose), alla lunga, peggiora la vascolarizzazione delle gengive e, con essa, la risposta immunitaria delle stesse all'azione dei batteri parodontopatogeni.
Per questi motivi, il diabete è una patologia endocrina che è considerata uno dei fattori scatenanti la parodontite.
+ Il diabete mellito aumenta il rischio di parodontite per via dell'alto livello di glucosio nel sangue?
Sebbene alti livelli di glucosio non metabolizzato siano deleteri per qualsiasi tessuto del corpo, il diabete mellito è pericoloso per il rischio di parodontite non tanto per gli zuccheri liberi, quanto per il danneggiamento che questi, a lungo termine, provocano nella circolazione arteriosa.
Il diabete infatti, seppur in un tempo piuttosto lungo, sclerotizza i vasi arteriosi, sia piccoli che grandi, provocando la nota angiopatia diabetica.
È proprio questa patologia, che diminuisce l'afflusso di sangue ai tessuti e riduce il diametro delle arterie (piccole e grandi), che è la causa della ridotta vascolarizzazione ed ossigenazione delle gengive, che a sua volta causa un drastico calo delle difese immunitarie del cavo orale, e di conseguenza maggior rischio di iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni.
+ Cos'è la microangiopatia diabetica?
La microangiopatia diabetica è una delle conseguenze inevitabili del diabete mellito, e si manifesta in una riduzione del lume (diametro) dei vasi arteriosi, nello specifico di quelli molto piccoli come le arteriole o i Vasa vasorum (i vasi che nutrono le terminazioni nervose).
Per colpa della microangiopatia diabetica le piccole arteriole mandano meno sangue e dunque meno nutrimento ai tessuti periferici, special modo i piedi ma anche mani o gengive, di fatto riducendone la risposta immunitaria e la capacità di coagulazione.
+ Se abbasso il livello della glicemia anche la parodontite migliora?
Sì, trattando opportunamente il diabete mellito con l'idonea cura farmacologica anche la risposta immunitaria del cavo orale migliora, e la parodontite dunque sarà più semplice da trattare.
+ Trattando la parodontite può migliorare anche il diabete?
Sì, abbassando la carica parodontopatogena del cavo orale si riduce di conseguenza l'infiammazione dell'osso alveolare e l'emissione, come scarto del metabolismo dei leucociti, la produzione delle interleuchine, delle proteine che, immesse in grandi quantità nel circolo ematico, causano alla lunga un'infiammazione sistemica dei tessuti che, a sua volta, porta all'insulino-resistenza.
Il trattamento della parodontite dunque non è benefico solo per le gengive e l'osso alveolare, ma per tutto il corpo in generale.
+ Se sono un paziente parodontale posso correre il rischio di divenire anche diabetico?
Sì, la ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che i pazienti parodontali corrono maggiori rischi di sviluppo del diabete mellito.
Questo perché la continua produzione delle interleuchine, cioè le proteine di scarto prodotte dai leucociti nella loro battaglia contro i batteri parodontopatogeni, alla lunga provoca infiammazione sistemica di tutti i tessuti del corpo, e di conseguenza insulino-resistenza.
+ È possibile curare completamente la parodontite?
No, al momento la parodontite non è pienamente curabile, come del resto non è curabile pienamente neppure il diabete.
Non è ancora possibile modificare la predisposizione genetica alla piorrea, così come non è possibile eliminare per lunghi periodi tutti i batteri patogeni dalla bocca, e dunque non è possibile eliminare alla base la causa della parodontite.
Tuttavia, questo non è necessariamente un limite che deve preoccupare i pazienti: i moderni protocolli d'igiene orale non mirano a curare la parodontite ma a fermarne l'avanzata, cristallizzandola e salvaguardando dunque il tessuto parodontale sano.
Questo consente di vivere una vita normale, con denti forti e saldi in bocca, seppur con le dovute cautele ed attenzioni che, comunque, oguno di noi dovrebbe sempre svolgere (come i controlli periodici dal Dentista e le sedute d'igiene orale professionale).

PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Test genetico per la parodontite

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.

Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Trattamento avanzato per la parodontite a Milano

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.

Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.

Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.

Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.

I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.

Con il protocollo PBG potrai dunque:

  • Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
  • Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
  • Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
  • Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
  • Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
  • Impedire la caduta dei tuoi denti naturali

Prenota subito il tuo test genetico

Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.

Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.

Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!

Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.

PRENOTA SUBITO!

lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.

la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.

lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.

lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:

  • MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
  • MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
  • MM4 (Linea Blu) Fermata San Babila

se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).

se devi parcheggiare la tua auto, davanti allo studio è a disposizione un autosilo, con parcheggi orari.

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.

se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.

se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.

Dentista in centro a Milano
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.

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Quindi ricorda che...
  • Il diabete mellito è una grave patologia endocrina, che non consente al corpo un normale metabolismo del glucosio;
  • Vi sono diversi fattori predisponenti e scatenanti il diabete mellito, così come vi sono differenti tipi di diabete;
  • In oltre il 90% dei casi noti, il diabete di tipo II è quello predominante a livello epidemiologico;
  • Il diabete e la presenza continua di alte percentuali di zuccheri non metabolizzati nei tessuti fa danni in tutto il corpo, special modo al sistema vascolare, causando la nota angiopatia diabetica;
  • L’angiopatia diabetica peggiora la vascolarizzazione in ogni distretto del corpo, sia nei grandi vasi arteriosi che nei piccoli vasi, causando a sua volta difficoltà, per il paziente, a rigenerare i tessuti e a guarire dalle ferite;
  • Le gengive sono un tessuto riccamente vascolarizzato e deputato alla difesa delle radici dei denti e dell’osso alveolare che, in caso di diabete, possono indebolirsi, e dunque essere meno efficienti nel loro lavoro di protezione;
  • La parodontite è una patologia infettiva a carico dell’osso alveolare e delle gengive, causata dall’azione incontrollata di determinati batteri noti come batteri parodontopatogeni;
  • I batteri parodontopatogeni, in determinate situazioni e in determinati soggetti, iper-proliferano, causando una violenta risposta dell’osso alveolare che inizia un lento ma costante riassorbimento dei propri tessuti;
  • A sua volta, l’attacco incontrollato dei batteri parodontopatogeni causa una risposta immunitaria delle gengive, con una grande produzione di interleuchine, cioè delle molecole proteiche di scarto frutto dell’azione dei leucociti (i globuli bianchi);
  • Assorbiti e riversati nel torrente ematico, le interleuchine provocano un’iper-stimolazione dei tessuti che, a lungo andare, può far insorgere un’insulinoresistenza, dando dunque origine alla patologia diabetica;
  • Diabete e parodontite sono dunque spesso due facce della stessa medaglia, e sono vicendevolmente sia sintomo che causa;
  • Controllare il livello della glicemia con la giusta terapia farmacologica aiuta la cura della parodontite, e a sua volta curare la parodontite aiuta a mantenere sotto controllo il diabete
Dentista in centro a Milano Dott. Gianluigi Bittante

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:

venerdì 20 giugno, 2025

La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).

La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.

Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.

Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.

L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.

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‟Ad oggi, ho ancora in bocca tutti i miei denti, quando invece altri mi avevano prospettato di levarli.
Grato e soddisfatto del Dott. Bittante e del suo staff!"
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‟Ho cominciato a perdere i denti, e ho quindi chiesto subito aiuto al Dott. Bittante.
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Ringrazio la cura e la dedizione che tutto lo staff mi ha dedicato!"
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