Ti sei accorto che qualcuno dei tuoi denti si sta stranamente muovendo?
Vedi che i tuoi denti ‘dondolano’ anche al minimo contatto, e hai paura che si possano staccare e cadere?
La mobilità dentale è un grande campanello d’allarme, che deve mettere in guardia da un serio pericolo imminente, cioè l’edentulia (la perdita di uno o più denti naturali).
Nella maggioranza dei casi, la mobilità dentale non è una condizione repentina, ma è il risultato di anni ed anni di trascuratezza e lassismo nei controlli odontoiatrici e nelle cure per una patologia subdola e devastante, chiamata parodontite.
Se sperimenti anche tu denti che ‘ballano’ anche al minimo contatto, non c’è un attimo da perdere: leggi questa pagina e poi prenota subito un consulto odontoiatrico.
Come fa il dente ad essere attaccato all’osso e non muoversi?

Il dente umano, non dissimilmente da quello degli altri mammiferi, è una struttura complessa, frutto di milioni di anni d’evoluzione e costantemente raffinata e migliorata, sino a raggiungere altissimi standard di affidabilità ed efficienza, che ci hanno permesso, specie a noi Sapiens, di svilupparci come perfetti onnivori.
Il dente è formato da una corona, cioè la sua parte visibile e la sola meccanicamente utilizzata durante l’alimentazione, protetta a sua volta da un durissimo strato minerale chiamato smalto dentale.
La corona è unita, senza soluzione di continuità, con una o più radici dentali: delle strutture sostanzialmente coniche, grossomodo diritte, che compongono per circa 2/3 (a volte, di più) tutta la struttura del dente.
la dentatura umana
Queste radici sono ancorate tenacemente, per mezzo di un tessuto chiamato legamento parodontale, all’osso alveolare, cioè quella parte di scheletro della mascella e della mandibola che ospita, per l’appunto, gli alveoli (delle conche, in pratica) dove le radici possono inserirsi.
Osso alveolare e radici dei denti sono poi protette dalla gengiva: un tessuto morbido e riccamente vascolarizzato, carico di anticorpi (in particolare modo, leucociti) ed ossigeno, indispensabile per contrastare in ogni momento la presenza dei batteri e di qualsiasi altro microorganismo che può annidarsi nella nostra bocca, garantendo dunque la sterilità dei tessuti profondi dell’osso alveolare e delle radici dentali stesse.
Questa struttura, cioè denti e parodonto (gengiva, legamento parodontale e osso alveolare) ha eccezionali caratteristiche di solidità, elasticità e resistenza meccanica, che permettono alla nostra dentizione definitiva (salvo problemi e patologie) di accompagnarci per tantissimi anni durante tutta la nostra vita.
I denti possono sopportare enormi pressioni durante la masticazione senza danneggiarsi, proprio grazie all’ammortizzamento sia del legamento radicolare che della muscolatura mandibolare e mascellare, rimanendo comunque saldamente ancorati all’osso.
A parte la dentizione decidua, cioè quella da latte, i denti definitivi una volta spuntati non si muovono, e rimangono ben saldi nei due palati per tutta la vita.
Salvo alcune condizioni patologiche, che ora andremo a vedere.
Che cos’è la parodontite?
La parodontite è una patologia infettiva ad eziologica batterica dei tessuti del parodonto, cioè gengiva ed osso alveolare.
Sebbene la sua origine sia batterica, in particolare modo dovuta a determinate famiglie di batteri chiamati parodontopatogeni, la Medicina moderna ha stabilito che la parodontite è multifattoriale, e la predisposizione genetica gioca un ruolo di importanza critica nello sviluppo della patologia.
i batteri parodontopatogeni
La parodontite, conosciuta anche col popolare nome di piorrea, consiste in un’infiammazione cronica dei tessuti parodontali, causata dall’azione dei batteri parodontopatogeni che, per svariati motivi (e cause predisponenti) hanno soverchiato le naturali difese immunitarie della gengiva, indebolendole e scatenando dunque una risposta molto violenta da parte dei tessuti dell’osso alveolare.
La parodontite è conosciuta sin dall’antichità, e già Ippocrate di Kos, il leggendario Medico greco, ne aveva intuito la causa infiammatoria, ipotizzando l’origine in una cattiva igiene orale (come in effetti è, almeno parzialmente).
I dati sull’epidemiologia della parodontite sono impietosi: affligge la maggior parte della popolazione mondiale, e solo in Italia il Ministero della Salute stima che almeno il 60% della popolazione adulta ne sia affetto, con un 10% circa che manifesta sintomi gravi della piorrea.*
Assieme alla carie dentale, la parodontite è dunque la prima causa dell’edentulia, cioè la perdita di uno o più elementi dentali naturali.
Da cosa è dipesa la parodontite, e perché fa perdere i denti naturali?
la causa eziologica della piorrea, i batteri patogeni
L’agente eziologico della parodontite è una vasta famiglia di batteri, chiamati batteri parodontopatogeni.
Ne esistono oltre 700 tipologie, ma sicuramente i più presenti nel microbiota orale sono l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Porphyromonas gingivalis, il Tannerella forsythensys, il Treponema denticola, il Peptostreptococcus micros, il Prevotella intermedia, il Fusobacterium nucleatum, il Fusobacterium nucleatum ssp, e l’Eikenella corrodens.
Questi batteri vivono nel nostro cavo orale e condividono il loro spazio vitale con altri batteri, virus e parassiti, formando quello che viene chiamato microbiota orale.
I batteri parodontopatogeni hanno delle caratteristiche comuni e peculiari, tra le quali:
- Sono batteri molto resistenti anche agli antibiotici, grazie alla loro membrana aggiuntiva esterna, poco permeabile alla penetrazione delle molecole farmacologiche;
- Sono batteri piogeni, cioè in grado di infettare i tessuti e dare origine ad infezioni purulente;
- Sono batteri anaerobi (alcuni obbligati, altri facoltativi), quindi capaci di vivere in assenza d’ossigeno;
- Sono batteri pro-infiammatori, in grado di scatenare una violenta reazione infiammatoria di osso alveolare e gengive, che è la causa d’inizio di gengiviti e parodontiti
In condizioni di normalità i batteri parodontopatogeni sono controllati, nel numero delle colonie, dal sistema immunitario dell’ospite, che agisce proprio grazie alla protezione offerta dalle gengive.
Non secondariamente, le colonie parodontopatogene sono tenute a bada anche dalla presenza di altri ceppi batterici antagonisti, ad esempio i batteri saprofiti, che ne contendono gli stessi spazi vitali.
Si forma dunque un bilanciamento del microbiota orale che, sempre in condizioni di normalità, consente alla bocca di rimanere in buona salute, evitando dunque iper-proliferazioni batteriche pericolose.
In alcuni soggetti predisposti geneticamente però, questo bilanciamento è molto labile: difatti, anche piccoli incrementi delle colonie parodontopatogene può portare all’inizio di una risposta immunitaria abbastanza violenta, che dapprima affligge le gengive e poi, se non curata, passa all’osso alveolare, scatenando la vera e propria parodontite.
Sotto attacco batterico incontrollato, l’osso alveolare difatti viene corroso per via di complessi meccanismi metabolici propri dell'infiammazione stessa, riassorbendosi verso l’apice radicolare dei denti.
Questo riassorbimento comporta il ritiro della gengiva (che all’osso è adesa come protezione), e la formazione di lesioni verticali chiamate tasche parodontali.
In queste tasche si possono annidare facilmente altri batteri parodontopatogeni, che proliferano ulteriormente e scavano sempre più in profondità le gengive, forti del fatto di essere anaerobi e dunque di vivere senza bisogno di ossigeno.
Ne consegue un circolo vizioso, che rende la parodontite cronica: più le tasche si riempiono di batteri e più l’osso alveolare s’infiamma e si riassorbe, portando però all’aumento della profondità delle tasche, dove possono annidarsi altri batteri.
Un ‘cane che si morde la coda’ a tutti gli effetti, che non permette al corpo di guarire ma anzi, rende la parodontite non solo cronica ma peggiorativa.
Quando la profondità delle tasche raggiunge l’osso alveolare, si ha il danneggiamento dello stesso e, con esso, l’ovvia destabilizzazione della radice del dente che, senza il suo supporto naturale, dapprima comincia a muoversi, per poi cadere a seguito dell’espulsione spontanea.
L’edentulia da parodontite è una condizione grave, purtroppo ancora comune tra la popolazione, ed è l’ultimo grado di avanzamento di una patologia che, solitamente, impiega anni per distruggere il tessuto di supporto dei denti.
Quindi i denti non devono muoversi in bocca?
No, assolutamente no: i denti devono essere e rimanere ben saldi nella bocca, e non devono muoversi.
La struttura dei denti è capace di assorbire e disperdere l’energia muscolare della masticazione (in condizioni di normalità), e vi è comunque un’elasticità idonea che, comunque, non porta ad una mobilità dentale.
Dunque qualsiasi condizione in cui i denti definitivi si muovono e ‘dondolano’ deve essere seriamente attenzionata e valutata da un Medico Odontoiatra: la mobilità dentale è sempre sospetta ed indica sempre un serio danneggiamento della struttura di ancoraggio del dente, che non deve mai essere minimizzata o ignorata.
Quando il dente si muove, significa che la radice, per qualche motivo, non ha più il suo naturale aggancio al legamento parodontale e all’osso, e nella maggior parte dei casi il motivo di ciò è proprio una condizione di piorrea mai diagnosticata e mai curata, che negli anni ha ‘scavato’ in grande profondità, danneggiando dunque l’ancoraggio del dente.
Una condizione di estremo pericolo, che porta inevitabilmente alla perdita del dente se non trattata.
Quali sono i sintomi della parodontite, e come fare per intercettarli?
la gengivite è spesso l'inizio della parodontite
La parodontite è una patologia subdola, poiché spesso inizia in maniera del tutto silente o con sintomi che possono essere minimizzati od ignorati, specie in pazienti che non hanno abitudine a recarsi per controlli periodi dal Dentista.
Quando l’inizio è sintomatico, dunque con manifestazioni che possono essere notate anche per un occhio non clinico, significa che la parodontite è già arrivata ad una condizione molto grave.
la tasca parodontale
Ma prima di divenire sintomatica ha tutta una fase silente, dove il paziente non accusa alcun fastidio: la parodontite inizia dapprima come un’infiammazione superficiale delle gengive, chiamata gengivite.
La gengivite, unico stadio completamente reversibile della parodontite se curato per tempo, si manifesta come un arrossamento generalizzato delle gengive, che dal loro naturale colorito roseo, con superficie opaca e a buccia d’arancia, diventano rosse, gonfie, lucide e lisce.
Compare il sanguinamento gengivale, che può mostrarsi spontaneamente oppure alla pressione, specie durante la pulizia quotidiana dei denti.
È importante anche ricordare come sia frequente anche che alcuni pazienti non abbiano nessuno di questi sintomi nonostante abbiano la gengivite: spesso difatti le condizioni di gengivite e parodontite non danno alcun sintomo.
È per questo che bisogna essere sempre costanti con le visite di igiene dal dentista, almeno due all’anno.
La gengivite può essere curata senza conseguenze permanenti, ma solo se il paziente si reca tempestivamente dal Dentista, per l’inizio delle idonee terapie d’igiene orale.
Se la gengivite è ignorata, l’infiammazione passa ai tessuti profondi, irritando l’osso alveolare che, per difesa, si comincia a riassorbire.
Questo riassorbimento è l’inizio della parodontite vera e propria, e con esso compaiono le prime tasche parodontali.
Il corpo non riesce a guarire dalle tasche, che anzi peggiorano sempre di più, e lentamente percorrono tutta la radice del dente, arrivando sino all’osso alveolare stesso.
Questo processo accade solitamente senza dolore, e spesso viene totalmente ignorato dal paziente, anche se dà diversi sintomi che dovrebbero mettere in allarme, come:
- Denti che sembrano ‘più lunghi’ di quello che erano in origine (segno evidente della retrazione della gengiva), quindi la formazione delle recessioni gengivali;
- Comparsa di ‘triangolini neri’ tra dente e dente, risultato del rialzo della papilla interdentale e quindi il cibo si incastra frequentemente tra i denti;
- Aumento della sensibilità dentale, quindi i denti sentono di più il freddo;
- Spostamento di alcuni denti, soprattutto i denti frontali, che sembrano cambiare posizione anche se molto lentamente;
- Ascessi parodontali, molto dolorosi, conseguenza dell’infezione di una tasca parodontale;
- Carie radicolari, piuttosto difficili da curare, causate dall’esposizione delle radici, non più protette dalla gengiva;
- Alitosi cronica, che non passa neppure dopo una corretta igiene orale.
La mobilità dentale è il sintomo che appare solitamente dopo molti anni dall’inizio dell’infezione, quando ormai le tasche parodontali hanno raggiunto l’osso alveolare, ed è l’anticamera della caduta del dente, che avviene spontaneamente.
Come può essere diagnosticata la parodontite?
La parodontite richiede una diagnosi specialistica, eseguita da un Medico Odontoiatra specializzato nella Parodontologia, cioè quella branca dell’Odontoiatria che studia e cura proprio le patologie del parodonto (gengive ed osso alveolare).
La visita clinica, utile a valutare lo stato delle gengive e misurare, tramite apposita sonda parodontale, la profondità delle tasche, è poi accompagnata da una radiografia chiamata Ortopantomografia (OPT), indispensabile per perdere coscienza della condizione dell’osso alveolare, stimarne il riassorbimento e identificare eventuali problematiche dentali.
A completamento della visita clinica e dell’esame radiografico, nei moderni studi attrezzati in Parodontologia vengono eseguiti due test di laboratorio: il test genetico e il test microbiologico.
Il test genetico della parodontite è un test necessario per stabilire se il paziente è geneticamente predisposto alla parodontite.
Viene eseguito con un piccolo prelievo di tessuto epiteliale orale, inviato poi ad un laboratorio specializzato per l’analisi di specifiche proteine chiamate interleuchine.
Queste proteine, frutto metabolico dei leucociti (i globuli bianchi) nella lotta proprio contro i batteri parodontopatogeni, nei soggetti predisposti hanno valori molto superiori alla norma, e questo stabilisce la predisposizione genetica alla piorrea.
Il test microbiologico invece, sempre con un piccolo prelievo di materiale orale, serve a stabilire l’esatta composizione del microbiota orale.
È un esame molto utile, poiché permette di avere un quadro completo sul microbiota della bocca del paziente, evidenziando dunque la presenza percentuale dei batteri parodontopatogeni (e di tutti gli altri).
Questi dati, raccolti ed analizzati razionalmente dal Medico Odontoiatra, portano poi non solo alla diagnosi della parodontite, ma anche alla giusta prescrizione terapeutica e, non di meno, alla prognosi.
Come può essere curata la parodontite?
Al momento, la parodontite è una patologia a carattere cronico, che non può essere completamente debellata dalla bocca, anche se può (e deve) essere fermata al più presto.
La predisposizione genetica all’azione dei batteri parodontopatogeni non può essere ancora corretta, così come non è possibile sterilizzare la bocca dagli stessi: anche nel caso di profonde ed accurate pulizie, la flora batterica si riforma dopo poco tempo, rendendo vano ogni tentativo di bonifica duratura.
La terapia per la parodontite dunque deve agire con altri schemi e per altri obiettivi: se la malattia è data dall’iper-proliferazione batterica patogena, che ha soverchiato le difese immunitarie (e anche le altre colonie di batteri non pericolosi), e se tali batteri non si possono eliminare del tutto, è comunque possibile aiutare il corpo a riprendere il controllo della situazione, ripristinando un equilibrio nel microbiota orale.
Aiutando il sistema immunitario a riprendere il controllo della flora batterica orale l’osso alveolare si sfiamma e smette di riassorbirsi, di fatto cristallizzando l’avanzamento della parodontite.
Se la parodontite arresta la sua avanzata, anche il tessuto sano ancora rimasto del parodonto viene risparmiato, e dunque i denti possono essere salvati.
Questo principio medico, in cui il riequilibro del microbiota è considerato fondamentale per ottenere risultati certi e duraturi, viene incluso in un protocollo chiamato Parodontologia Biologicamente Guidata.
Come il nome lascia intuire, questo protocollo prevede una serie di trattamenti specifici per ripristinare un equilibrio biologico nella bocca del paziente, tale non solo da fermare l’avanzata della parodontite, ma anche di evitare recidive future.
Cos’è il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata?
Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è un insieme di trattamenti specifici per la parodontite, messo a punto dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, basato sul riequilibrio del microbiota orale nei pazienti affetti da piorrea.
Il protocollo PBG ha il suo fondamento scientifico in quattro punti principali:
- L’accurata ed individuale diagnosi clinica, supportata da esami radiografici e test specifici (il test genetico e il test microbiologico);
- La pulizia sottogengivale delle tasche parodontali, eseguita con l’ausilio del microscopio operatorio, in cui l’operatore provvede, tasca per tasca, alla rimozione completa della placca batterica patogena, mediante specifici strumenti non traumatici;
- La fototerapia mediante laser odontoiatrico, capace di distruggere in profondità le colonie batteriche sottogengivali e, al contempo, stimolare la crescita di nuovo tessuto sano;
- L’uso di specifici disinfettanti ed antibiotici locali, inoculati direttamente nel sotto-gengiva.
Lo scopo del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata non è quindi quello di eliminare la parodontite (cosa non possibile attualmente), ma quello di fermarne l’avanzata, salvando il tessuto parodontale sano rimasto e dunque salvando la permanenza dei denti naturali.
Questo obiettivo è raggiunto con una serie di trattamenti specifici, il cui obiettivo è quello di abbassare la carica batterica parodontopatogena e, al contempo, aumentare la carica batterica amica, riequilibrando il microbiota orale e permettendo dunque al sistema immunitario di riprendere il controllo dello stesso.
Per far ciò, il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata si avvale di diverse tecniche avanzate:
- La pulizia ad ultrasuoni delle gengive e delle tasche parodontali effettuata con punte specifiche molto sottili e delicate;
- La levigatura radicolare, indispensabile per pulire in profondità le tasche parodontali ed eliminare i batteri patogeni sottogengivali;
- La pulizia mini-invasiva con particolari micro-polveri, come l’eritritolo, spruzzate con un getto delicato di aria e acqua tiepida, in grado di pulire meccanicamente le tasche parodontali senza danneggiare i tessuti;
- La fototerapia laser, in grado di distruggere le colonie batteriche delle tasche parodontali e, al contempo, stimolare la crescita di tessuto sano gengivale;
- L’inoculazione sottogengivale di disinfettanti e antibiotici;
- La costante motivazione del paziente tramite applicazione del rilevatore di placca, un liquido che guida il clinico alla spiegazione al paziente di come prendersi cura dell’igiene orale domiciliare.
Nel protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata l’accesso chirurgico è utilizzato solo come extrema ratio, e solo nel caso in cui la profondità delle tasche è troppo elevata e non può essere raggiunta dalle tecniche non chirurgiche.
In quel caso, si ricorre alla mini-Chirurgia Orale, con specifici interventi cosiddetti ‘a cielo aperto’, in cui la gengiva viene delicatamente scollata e la tasca parodontale e la radice del dente pulite, con sutura finale.
Si può ricorrere alla Chirurgia Orale specifica per la parodontite anche in caso di mobilità ormai eccessiva del dente, che ha perso, proprio per colpa della piorrea, molto del suo supporto osseo.
In questa evenienza, la Chirurgia Orale è molto avanzata, e permette comunque di stabilizzare la condizione del dente con dei micro-interventi specifici di ricostruzione ossea, per mezzo dei nuovi mezzi di sintesi.
Questi trattamenti, eseguiti secondo un piano di cura pensato sul paziente e che varia, nelle sedute e nella tempistica, a seconda della complessità di ogni caso clinico, sono monitorati nell’efficacia clinica dai test microbiologici (da cui il termine ‘biologicamente guidata’), indispensabili per stabilire la percentuale batterica del cavo orale e, dunque, confermare o meno il riequilibrio della flora microbica.
Si possono ancora salvare i denti che ‘dondolano’?
La mobilità dentale è un sintomo grave, che indica sempre un altrettanto grave danneggiamento della struttura di ancoraggio del dente.
Quando si palesa, significa che la parodontite ha già consumato tutta la gengiva ed è arrivata all’osso, di fatto distruggendolo.
il sondaggio di una tasca parodontale
Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata può intervenire per fermare l’avanzata della piorrea, ma nei casi ormai molto gravi può essere necessario l’approccio chirurgico, con una stabilizzazione della radice del dente mediante osteosintesi.
È necessario però sottolineare come sia di fondamentale importanza salvaguardare la salute dei denti accanto a quelli gravemente malati che già dondolano.
Difatti, anche i denti adiacenti ad essi sono a rischio di ammalarsi di parodontite grave, e questo pericolo deve dunque essere scongiurato.
Quindi, anche se sui denti maggiormente compromessi è indicato l’approccio chirurgico, bisogna trattare tutti gli altri denti della bocca (più che altro quelli vicini) con il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata.
Ovviamente, come spesso accade in Medicina, prevenire è meglio che curare, e anche nella parodontite non vi sono eccezioni alla regola: la mobilità dentale dovrebbe essere evitata ricorrendo per tempo alle adeguate cure odontoiatriche, e questo vuol dire eseguire regolari controlli periodici dal Dentista, non trascurando mai l’importanza dell’igiene domiciliare ma anche di quella professionale (l’unica in grado di pulire in profondità le gengive).
Salvare i denti naturali dalla caduta è lo scopo del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata, ma esso necessita di collaborazione del paziente e di una perfetta compliance durante e post-trattamento, con precisi schemi di mantenimento e, soprattutto, la perfetta cura dell’igiene orale domiciliare.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
Siamo lo studio odontoiatrico che può salvare i tuoi denti
L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Sebbene grave, si tratta di una situazione in cui, solitamente e con le giuste terapie, ancora si può tentare di salvare il dente naturale dalla caduta, bonificando la tasca parodontale e ricorrendo, nel caso, alla ricostruzione ossea mediante tessuto autologo oppure materiali di sintesi.
La cosa importante è non tergiversare, e ricorrere subito al Medico Odontoiatra Parodontologo, per la necessaria valutazione clinica.
Si tratta di una condizione grave, che però può ancora essere trattata, in molti casi, con la bonifica delle tasche parodontali e con la ricostruzione dell'osso alveolare, con materiale autologo oppure di sintesi.
Tuttavia, quest'ultima fase della parodontite si manifesta solitamente dopo molti anni, in cui vi è il tempo d'intervenire con gli opportuni trattamenti atti a fermare l'avanzata delle tasche parodontali.
Quindi, anche in caso di parodontite avanzata, è sempre possibile tentare d'intervenire per salvare i tessuti ancora sani, ed impedire dunque l'edentulia.
La predisposizione alla parodontite non vuol dire per forza sviluppo della stessa, che invece è dettato da una concomitanza multifattoriale, in cui, comunque, vi è una disbiosi del microbiota orale e un'iper-proliferazione incontrollata dei batteri parodontopatogeni.
Questa è proprio una delle sue caratteristiche più pericolose, poiché impedisce al paziente di iniziare le idonee terapie per tempo, prima dell'avanzamento nella distruzione dei tessuti parodontali.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:
- MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
- MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
- MM4 (Linea Blu) Fermata San Babila
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).
se devi parcheggiare la tua auto, davanti allo studio è a disposizione un autosilo, con parcheggi orari.
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.
se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
Curiamo le tue gengive, salviamo i tuoi denti.
Tutti gli articoli sanitari presenti in questo sito sono stati scritti da Medici o informatori sanitari.
Le informazioni sanitarie sono date
secondo i principi di scienza e coscienza, senza ausilio di algoritmi generativi.
Tutti gli articoli sanitari sono materiale originale, attendibile, verificato e inviato all'Ordine provinciale di appartenenza.
Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.
Tutti i disegni anatomici e le tavole mediche presenti nel sito sono stati realizzati da artisti scientifici, in possesso di Diploma Accademico rilasciato da un istituto AFAM e che hanno regolarmente superato gli esami accademici dei corsi obbligatori di Anatomia Artistica.
Nessuna tavola anatomica o disegno illustrativo presente nel sito è stato realizzato da un software di intelligenza artificiale generativa.
Le tavole anatomiche di questo sito sono quindi materiale artistico-scientifico verificato e attendibile, sempre approvato da un Medico Odontoiatra, un Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia o Chirurgia Orale o un Igienista Dentale, tutti regolarmente abilitati alla professione.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni sanitarie che stai cercando, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare una visita con lo studio.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere la tua vita e la tua salute.
Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
Quindi ricorda che...
- I denti umani sono strutture molto complesse, frutto di una costante evoluzione;
- La corona dentale è l’unica parte scoperta del dente, che è saldamente ancorato all’osso alveolare per mezzo delle radici dentali e del legamento parodontale;
- L’essere umano ha solo due dentizioni: la prima, quella decidua (da latte) e quella definitiva, che si conclude poco dopo l’età adolescenziale;
- La dentizione definitiva deve essere stabile e salda: non è normale che i denti si spostino o si muovano, e quando ciò succede è sempre sintomo di un grave danneggiamento alla struttura di ancoraggio degli elementi dentali;
- La parodontite è una patologia cronica a carattere infettivo, causata dall’infiammazione dell’osso alveolare verso l’azione di alcuni batteri del cavo orale conosciuti come parodontopatogeni;
- I batteri parodontopatogeni, in alcuni soggetti e con particolari condizioni scatenanti, iper-proliferano, infiammando l’osso alveolare che per difendersi si riassorbe, di fatto ritirandosi verso l’apice radicolare dei denti;
- Il riassorbimento dell’osso provoca anche una retrazione della gengiva, con la formazione di lesioni verticali note come tasche parodontali;
- Nelle tasche parodontali si annidano presti molti batteri patogeni, che peggiorano l’infiammazione dell’osso e lo fanno riassorbire sempre più, in un circolo vizioso che rende la parodontite cronica e peggiorativa;
- Quando la tasca parodontale arriva all’osso alveolare, ne provoca la distruzione, e con essa la destabilizzazione della radice del dente;
- La mobilità dentale, cioè i denti che dondolano al minimo contatto, sono il sintomo evidente di una grave parodontite ormai entrata nella fase finale, conosciuta popolarmente come piorrea;
- Se la parodontite non viene trattata per tempo, la mobilità dentale è il preludio dell’espulsione spontanea del dente;
- La parodontite è, assieme alla carie dentale, la prima causa di edentulia al mondo;
- Attualmente non è ancora possibile curare completamente la parodontite, ma sono disponibili efficaci trattamenti per bloccarne l’avanzata e salvare i denti naturali dalla caduta;
- Il trattamento della parodontite mira ad abbassare la carica batterica patogena e a riportare il microbiota orale in una condizione di equilibrio;
- I trattamenti moderni per la piorrea sono tutti mini-invasivi, e non devono fare paura, poiché indolori;
- Nei casi di mobilità accentuata e compromissione dell’osso alveolare, è ancora possibile salvare i denti con gli interventi di consolidamento dell’osso alveolare mediante materiali di sintesi

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*









