Sai cos’è la parodontite?
Chiamata anche comunemente piorrea, la parodontite è una patologia dei tessuti di supporto dei denti (il parodonto, appunto) estremamente comune nella popolazione mondiale.
Solo in Italia, il Ministero della Salute stima che oltre il 60% della popolazione adulta sia affetto dalla malattia parodontale, con un 10% che versa in condizioni gravi.*
Al contrario di quello che ancora comunemente si pensa, la piorrea non è una patologia che affligge esclusivamente le persone anziane ma anzi, comincia la sua lenta azione distruttiva di osso e gengive proprio nelle persone ancora giovani, con meno di 40 anni.
La diagnosi precoce della parodontite è dunque di grande importanza nei pazienti giovani, poiché consente di iniziare subito i trattamenti specifici in grado di salvare i tessuti del parodonto e, di conseguenza, impedire il nefasto esito della perdita degli elementi dentali.
Leggi questa pagina per scoprire che cos’è la parodontite e perché, solitamente, inizia a colpire proprio i pazienti under 40.
Che cos’è la parodontite?

La parodontite, chiamata anche spesso piorrea, è una cronica e degenerativa infiammazione dei tessuti parodontali, causata dall’azione di particolari famiglie di batteri orali, chiamati batteri parodontopatogeni.
Questi batteri, che vivono normalmente nella nostra bocca e condividono il loro spazio con altri batteri chiamati saprofiti, hanno la caratteristica di provocare, nei soggetti geneticamente predisposti, un’irritazione costante del parodonto, che fa lentamente ritirare verso l’apice radicolare l’osso alveolare.
Questa retrazione, che inizia quando la carica batterica parodontopatogena eccede la risposta del sistema immunitario delle gengive, è causata da complessi meccanismi metabolici, propri del processo infiammativo, scatenati però dalla colonizzazione dei batteri parodontopatogeni.
Con il riassorbimento dell’osso, si ritirano anche le gengive che lo proteggono, e questo forma delle vere e proprie ‘tasche’ nel tessuto gengivale adiacente al dente, chiamate tasche parodontali, dove si annidano facilmente altri batteri parodontopatogeni e, spesso, frammenti di cibo.
Proprio la formazione delle tasche parodontali rende la parodontite cronica e degenerativa: la gengiva, sotto il costante attacco dei batteri parodontopatogeni, si irrita e s’infiamma sempre di più, e l’osso si retrae lentamente ma inesorabilmente, aumentando ancora di più la profondità della tasca e permettendo ai batteri di arrivare ancora più in profondità nei tessuti.
Quando l’infiammazione creata dai batteri raggiunge la radice dei denti e il legamento parodontale, il tessuto che tiene ancorato il dente all’osso alveolare, i batteri distruggono il supporto naturale di aggancio degli elementi dentali, che dapprima cominciano a ‘ballare’, per poi venire espulsi.
Questo è il motivo per cui la piorrea, se non trattata, porta inesorabilmente alla perdita dei denti.
Perché inizia la parodontite?
La parodontite è una patologia ad eziologia batterica, a sua volta su predisposizione genetica.
Non si eredita la piorrea in sé, ma si eredita la sensibilità all'azione dei batteri partodontopatogeni, cioè i microbi responsabili dell’infiammazione ossea e gengivale.
Si conoscono oltre 700 ceppi di batteri parodontopatogeni, tra cui il Porphyromonas gingivalis, la Prevotella intermedia Fusobacterium nucleatum, l’Actinobacillus, l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Neisseria e il Veillonella.
La sensibilità all’azione di questi batteri, come detto normalmente presenti nel nostro cavo orale, è decisa su base genetica, e questo rende la parodontite una patologia a trasmissione ereditaria.
Del resto, la sua virulenza e la diffusione capillare in ogni Paese del mondo e in pressoché ogni contesto sociale, sono tipiche manifestazioni di una patologia ereditaria.
La sola predisposizione genetica però non è sufficiente per far iniziare il processo infiammatorio della parodontite: è necessario infatti che nel cavo orale del soggetto vi sia una certa carica di batteri parodontopatogeni, sufficiente ad iniziare la retrazione ossea.
La parodontite è difatti una disbiosi, cioè un’alterazione patologica della flora batterica orale: si manifesta quando le famiglie dei batteri parodontopatogeni superano, per numero di colonie, gli altri batteri saprofiti che popolano la nostra bocca, soverchiando dunque le difese immunitarie delle gengive.
La predisposizione genetica è importante per l’inizio di questo processo infiammatorio cronico: difatti, un paziente predisposto geneticamente alla piorrea ha un’elevata sensibilità anche a cariche batteriche parodontopatogene modeste, mentre un paziente invece non predisposto non dimostra particolari problemi anche in caso di severa disbiosi, con un alto numero di batteri per così dire ‘cattivi’.
Appurato questo, è tacito osservare come, se nulla si può fare contro la predisposizione genetica (che non cambia per tutta la vita), molto invece è fattibile sia per abbassare la carica batterica nociva sia per integrare e fortificare la risposta immunitaria specifica.
Questo è effettuato con la regolare igiene orale domiciliare, nonché con regolari controlli e sedute di igiene orale professionale, effettuate in uno studio medico odontoiatrico.
l’aumento della risposta del sistema immunitario invece è consigliata e dosata da un’attenta valutazione del medico odontoiatra.
Qual è l’età in cui comincia a manifestarsi la parodontite?
Al contrario di quello che comunemente si pensa, la malattia parodontale non è un problema che affligge esclusivamente le persone entrate nella fase anziana della vita.
Statisticamente, la diagnosi di parodontite, effettuata da un Medico Odontoiatra o un Igienista Dentale, vede la maggior parte dei pazienti in fascia d’età over 50, ma questo dato può essere forviante.
Difatti, la parodontite è una patologia a lenta evoluzione, spesso silente, a livello sintomatologico, nelle sue fasi iniziali.
Questo vuol dire che il soggetto che inizia ad esserne affetto, sovente, non ne è al corrente, specie se non è stato abituato, nel tempo, a controlli periodici dal Medico Odontoiatra.
Ciò significa che la malattia scava lentamente nelle gengive e lentamente fa ritrarre sempre di più l’osso, pur senza sintomi immediatamente evidenti al paziente, che si reca dal Dentista, solitamente, solo quando la situazione è ormai gravemente compromessa.
E ciò avviene, usualmente, dopo molti anni dall’inizio della retrazione ossea.
Mediamente, il Ministero della Salute stima l’inizio della patologia parodontale nella fascia d’età che va dai 35 ai 44 anni, con una stabilizzazione media della retrazione ossea attorno ai 34-38 anni.*
Questi dati sono coerenti con l’età media di diagnosi della piorrea, che diviene statisticamente più concentrata nella fascia d’età 50-60, quando i sintomi, gravi, della retrazione ossea fanno correre il paziente dal Medico Odontoiatra.
Quindi, dopo molti anni l’inizio effettivo della malattia parodontale.
Quali sono i sintomi evidenti della parodontite, e quali invece possono essere i sintomi iniziali che dovrebbero mettere in allarme?
La parodontite è una patologia subdola che, come del resto altre patologie croniche e degenerative (ad esempio, il diabete mellito), inizia la sua attività distruttiva di osso alveolare e gengive in maniera quasi impercettibile, spesso silente.
Proprio questa asintomaticità degli stadi iniziali della parodontite è una delle sue caratteristiche più pericolose: se il paziente non sa di essere affetto dalla malattia parodontale, ovviamente non inizia le opportune cure, e la patologia dunque non solo non si arresta, ma degenera sempre di più.
Premesso ciò, i sintomi iniziali della parodontite possono essere:
- Cambio di colorazione delle gengive, che da colore rosa, opache e della tipica superficie ‘a buccia d’arancia’ divengono rosse, gonfie, lucide e lisce;
- Sanguinamento gengivale, spontaneo o alla pressione (specie durante il quotidiano spazzolamento).
Questi sintomi iniziali vengono chiamati, in gergo medico, gengivite, e sono in pratica gli stadi che anticipano la parodontite.
La gengivite, al contrario della parodontite manifesta, è l’unico stadio infiammatorio che è completamente reversibile, se curato per tempo, in quanto non si assiste ancora ad un riassorbimento dell'osso alveolare.
Ciò vuol dire che se il paziente si reca subito dal Dentista o dall’Igienista Orale ed inizia immediatamente le terapie idonee, le gengive possono sgonfiarsi e sfiammarsi, ritornando ad una condizione di normalità e senza perdita di tessuto.
Se il paziente invece ritarda le cure oppure ignora la sintomatologia, nel tempo la gengivite tende a tramutarsi nel secondo stadio cioè la parodontite.
Questo stadio è cronico e degenerativo, e può durare anche molti anni, in cui la retrazione ossea è costante ma molto, molto lenta, impercettibile nella vita quotidiana del paziente.
Tuttavia, la lenta retrazione ossea forma, nel tempo, delle vere e proprie tasche, le tasche parodontali, nelle quali si annidano altri batteri parodontopatogeni che ‘scavano’, sempre più seguendo la radice del dente.
Questo stadio della parodontite può dare quindi i seguenti sintomi:
- I denti sembrano più ‘lunghi’ di come apparivano in precedenza, segno evidente della retrazione gengivale;
- Tra dente e dente, nel punto di giunzione delle gengive (la papilla interdentale) si forma una specie di ‘triangolino nero’, anch’esso dovuto alla retrazione ossea;
- Può comparire alitosi cronica, quindi alito cattivo, anche a seguito di una perfetta igiene orale;
- I denti possono dimostrarsi più sensibili rispetto al passato, poiché parte della loro radice (non protetta dallo smalto come la corona) è esposta a seguito della retrazione gengivale.
Questi sintomi sono peggiorativi nel tempo, e se la parodontite non è trattata prontamente con le idonee terapie, porta all’ultimo stadio della malattia, quello che è conosciuto come parodontite di stadio grave.
La piorrea di stadio avanzato è la forma più grave della malattia parodontale, quando le tasche parodontali sono ormai così profonde da avvicinarsi all’apice delle radici, e l’osso stesso risulta ormai gravemente e irrimediabilmente compromesso.
In questo stadio, che è poi quello che comunemente spinge d’urgenza il paziente a rivolgersi al Medico Odontoiatra, ai sintomi precedenti possono aggiungersi i seguenti segni clinici:
- Mobilità dentale: i denti ‘ballano’ e ‘dondolano’ anche durante la masticazione, sintomo ben evidente della mancanza del normale supporto osseo del tessuto radicolare;
- Ascessi parodontali, cioè infezioni purulente che si formano nelle tasche parodontali in cui i batteri parodontopatogeni hanno iniziato un processo suppurativo (estremamente dolente);
- Perdita degli elementi dentali, che avviene o spontaneamente oppure dopo una specifica pressione masticatoria (anche banale).
La perdita dei denti dovuta alla piorrea è un processo conclusivo di un percorso degenerativo dunque molto lungo, ed è il sintomo ovviamente considerato ‘di non ritorno’.
Se da un lato questo lento processo è un male, poiché i piccolissimi cambiamenti costanti nel colore e nella consistenza delle gengive non sono avvertiti dal paziente, d’altro canto consente al Medico Odontoiatra oppure all’Igienista Dentale di intervenire e, con i trattamenti adatti, di bloccare l’avanzata della parodontite, evitando dunque che si tramuti in piorrea manifesta.
Come può essere diagnosticata la parodontite?
La parodontite è diagnosticata clinicamente e mediante esami strumentali e test di laboratorio, eseguibili in uno studio odontoiatrico specializzato nella Parodontologia, cioè il ramo dell’Odontoiatria che studia e cura proprio la malattia parodontale.
Il primo passo della diagnosi prevede l’ispezione visiva, in cui il Medico Odontoiatra o l’Igienista Dentale controllano lo stato di salute delle gengive (anche al microscopio operatorio), accertandosi dell’eventuale scollamento delle stesse, la loro retrazione e la presenza delle tasche parodontali.
Queste tasche parodontali vengono opportunamente misurate con un’apposita sonda millimetrata: profondità superiori ai 3-3,5mm (considerati fisiologici) sono indice di una situazione patologica delle gengive e dell’osso alveolare.
Alla visita clinica è poi solitamente accoppiata la necessaria valutazione radiografica, eseguita per mezzo dell'ortopantomografia, utile al professionista sanitario per assicurarsi dello stato effettivo dell’osso alveolare, in particolar modo del suo residuo spessore.
L’accertamento diagnostico è poi concluso con due test di laboratorio: il test per la predisposizione genetica alla parodontite e il test microbiologico, entrambi effettuati senza dolore in poltrona odontoiatrica, mediante il delicato prelievo di materiale epiteliale, saliva e placca batterica dalla bocca del paziente.
Il test genetico, misurando il livello delle interleuchine, permette di stabilire la predisposizione genetica alla parodontite.
Datosi che il DNA non cambia per tutta la vita, questo test è effettuato solo una volta, poiché il suo risultato è permanente.
Il test microbiologico invece misura la quantità e la tipologia di batteri presenti nel cavo orale del paziente, distinguendo quelli saprofiti (i batteri innocui, che non causano infiammazione gengivale) da quelli invece parodontopatogeni, cioè l’agente eziologico della parodontite.
Nei pazienti affetti da parodontite, difatti, c’è quasi sempre una forte disbiosi della microflora del cavo orale, in cui la presenza di batteri parodontopatogeni ha soverchiato non solo le difese immunitarie del soggetto, ma anche la percentuale di batteri saprofiti.
Questo test è indispensabile al Medico Odontoiatra o all’Igienista Dentale per stabilire il piano di cura adatto al paziente, nonché per controllare, durante l’erogazione delle terapie, il successo delle stesse.
La parodontite si può curare?
Attualmente, essendo una patologia a predisposizione genetica, la parodontite non può essere totalmente curata, poiché la sensibilità del paziente ai batteri parodontopatogeni è decisa dal DNA, e dunque non cambia per tutta la vita.
L’obiettivo delle terapie moderne non è quindi quello di curare completamente la piorrea, bensì di fermarne l’avanzata ed impedire la perdita dei denti naturali.
Le retrazioni dell’osso alveolare e delle gengive purtroppo sono irreversibili, ma è possibile salvare i tessuti sani rimanenti e stabilizzare la parodontite, in modo che essa smetta di danneggiare il supporto di ancoraggio e protezione dei denti.
Considerando che la parodontite è una risposta violenta di difesa dell’osso e delle gengive ad un attacco batterico incontrollato di determinate famiglie microbiche, il cui numero di colonie eccede le capacità di difesa del sistema immunitario, la terapia è conseguente, e si basa sull’abbassare tale colonizzazione nociva del cavo orale.
Datosi che non è possibile sterilizzare la bocca umana, e anche disinfettarla per lunghi periodi di tempo (la flora batterica si riforma entro pochi minuti dalla pulizia, anche profonda), la terapia moderna sfrutta lo stesso microbiota orale ‘buono’, cioè i batteri saprofiti, per combattere i batteri parodontopatogeni, che sono la causa eziologica della piorrea.
L’obiettivo della moderna Parodontologia Biologicamente Guidata è dunque quello di abbassare la carica batterica parodontopatogena, aumentando al contempo quella dei batteri buoni, cioè quelli saprofiti.
Questo aiuta le gengive a sfiammarsi e all’osso di fermare la sua ritrazione, fermando di rimando anche la parodontite.
Se ben eseguita, dapprima con un trattamento intensivo e poi con un preciso piano di mantenimento, il trattamento di Parodontologia Biologicamente Guidata è capace di arrestare la distruzione dei tessuti parodontali e salvare dunque i denti naturali dalla caduta, permettendo al paziente di convivere con la parodontite senza modificare la sua qualità di vita.
In cosa consiste il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata?
Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata consiste in una serie combinata di esami genetici, microbiologici e trattamenti specifici di igiene orale, che hanno lo scopo di abbassare la carica batterica parodontopatogena ed arrestare l’avanzata della parodontite, permettendo ai tessuti ossei e gengivali di sfiammarsi.
L’obiettivo finale del protocollo è quello di salvare i denti naturali del paziente dalla caduta spontanea, che è sempre un evento certo (anche se nel lungo periodo) poiché esito finale della parodontite non curata.
Il protocollo di cura consiste dapprima nella valutazione genetica del soggetto, per appurarne l’eventuale predisposizione familiare, seguito poi da un ciclo variabile di sedute intensive di igiene orale ed esami microbiologici, necessari per stabilire la percentuale di batteri parodontopatogeni nel cavo orale, che deve essere abbassata.
Dopo la prima fase di trattamenti intensivi, vi è poi la fase di monitoraggio e mantenimento, che il paziente dovrà eseguire sia con l’idonea igiene domiciliare quotidiana sia con altre sedute di igiene professionale in studio, cadenziate nel tempo secondo le indicazioni dell’Odontoiatra oppure dell’Igienista Dentale.
Tutti i trattamenti sono monitorati nell’efficacia dai periodici test microbiologici, effettuati nel tempo su indicazione medica, atti per valutare non solo il benessere totale della bocca del paziente, ma anche l’effettiva efficacia delle cure.
Lo scopo principale, solitamente raggiunto dopo un determinato numero di sedute e comunque monitorato nel tempo, è quello di abbassare talmente tanto la carica di batteri parodontopatogeni da renderla innocua per i tessuti del parodonto, che dunque smettono di essere infiammati.
Come si abbassa la carica dei batteri parodontopatogeni?
il microbiota orale umano
La riduzione della carica dei batteri parodontopatogeni è effettuata meccanicamente in primis, e in seconda battuta, ove richiesto, anche con la terapia farmacologica topica.
Esiste un mix di trattamenti eseguiti in poltrona odontoiatrica che possono essere effettuati, anche in combinazione, dal Medico Odontoiatra oppure dall’Igienista Dentale, e sono tutti non invasivi e assolutamente non dolorosi.
i batteri parodontopatogeni
Tutti questi trattamenti vengono eseguiti tramite l’utilizzo del microscopio operatorio ad alti ingrandimenti, e tra di essi, possiamo citare:
- La detartasi, cioè la rimozione del tartaro (placca batterica calcificata), per mezzo dell’ablatore ultrasonico, dello scaler o della curette;
- La biostimolazione laser delle tasche parodontali (terapia fotodinamica), eseguita con un moderno laser ad alta potenza e a nano impulsi, capace di arrivare in grande profondità nelle tasche, uccidere i batteri e, al contempo, provvedere ad una endotermia dei tessuti gengivali, che stimola la loro rigenerazione;
- La levigatura radicolare, cioè la pulizia profonda dei tessuti attorno alla radice del dente, necessaria per abbassare la carica batterica anaerobica;
- L’ablazione meccanica mini-invasiva e profonda delle tasche parodontali con le nuove micro-polveri, di dimensione nell’ordine dei micron, come ad esempio glicina ed eritritolo, spruzzate sotto le gengive con aria compressa ed acqua tiepida;
- La somministrazione sotto-gengivale di antibiotici e disinfettanti specifici
Questi trattamenti, decisi in combinazione durante la pianificazione del trattamento, sono in grado solitamente di abbassare di molto la carica batterica parodontopatogena, ed iniziare a far sfiammare le gengive, arrestando quindi l’avanzata della parodontite.
Il ricorso alla Chirurgia Orale è riservato solo ai casi molto gravi, quando ormai la tasca parodontale è talmente profonda da non poter essere raggiunta neppure con il laser odontoiatrico.
In questi casi, l’intervento principe, anch’esso comunque indolore e dal rapido recupero, è quello con tecnica ‘a cielo aperto’, dove il Medico Odontoiatra scolla un lembo di gengiva dall’osso, per pulire meglio ed in grande profondità la radice del dente.
Quando si dovrebbe rivolgersi al Dentista in caso di sospetta parodontite?
I controlli periodici dal Medico Odontoiatra o dall’Igienista Dentale dovrebbero essere eseguiti sempre, anche in pazienti sani, su base perlomeno semestrale.
Per la salute del nostro cavo orale, un ambiente naturalmente predisposto alla colonizzazione batterica, è difatti obbligatorio il controllo periodico in studio, l’unico mezzo veramente utile e concreto di prevenzione di qualsiasi patologia odontoiatrica, inclusa la parodontite.
La buona abitudine a recarsi periodicamente dal Medico Odontoiatra dovrebbe essere appresa sin da bambini, e dovrebbe essere evitata (o comunque risolta) l’anacronistica ‘paura del Dentista’ che, spesso, impedisce al paziente di risolvere sul nascere gravi patologie, come ad esempio la piorrea, con pesanti conseguenze poi a lungo termine.
Anche se si è ancora giovani, dunque, indicativamente sotto i 40 anni d’età, è sempre necessario seguire almeno due volte l’anno i controlli periodici odontoiatrici, e questo discorso è valido ed utile anche per la diagnosi precoce della piorrea.
Va ricordato che, mediamente, l’inizio della patologia parodontale avviene difatti tra i 30 ed i 40 anni, con una stabilizzazione dei sintomi attorno ai 34-38 anni.
In questo periodo è dunque possibile, con i regolari controlli, all’inizio tempestivo delle terapie, in grado di salvare i denti del paziente e impedirgli, nel futuro, di doversi recare d’urgenza dal Dentista per l’espulsione improvvisa di un elemento dentale.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
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Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Statisticamente, il Ministero della Salute stima che, mediamente, l'inizio della malattia parodontale comincia proprio nell'età giovane, tra i 35 ed i 44 anni, ma non sono rari i casi di parodontite precoce, in pazienti poco più che ventenni.
In tal senso gioca un ruolo preponderante l'ereditarietà familiare alla parodontite, nonché la concomitanza con alcuni fattori scatenanti (ad esempio, il fumo o la scarsa igiene orale).
Che poi tale predisposizione è, in sostanza, la sensibilità all'azione dei batteri parodontopatogeni, che sono la causa eziologica dell'inizio della malattia parodontale.
La predisposizione genetica gioca comunque un ruolo di primo piano nello sviluppo della malattia parodontale, poiché alte sensibilità a basse concentrazioni batteriche patogene, giocoforza, aumenta il rischio dell'infiammazione di osso alveolare e gengive.
Molti anni fa, sicuramente, avresti perso tutti i denti, nel lungo andare, ma oggigiorno, fortunatamente, sono disponibili avanzati trattamenti medici in grado di abbassare e tenere bassa la carica batterica patogena, e dunque arrestare l'avanzata della parodontite.
Con la giusta compliance domiciliare, nonché con i controlli e le sedute periodiche di igiene dentale professionale, la parodontite può essere tenuta perfettamente sotto controllo, ed i denti possono dunque rimanere in bocca per molti, molti anni.
Non di meno però, sono disponibili efficaci trattamenti mirati ad abbassare la carica parodontopatogena, in grado di stabilizzare la piorrea ed impedirle di consumare tutti i tessuti sani del parodonto.
Ecco perché è importante, in gravidanza, non trascurare la salute delle gengive, e recarsi periodicamente per i controlli dal Medico Odontoiatra.
Lo sviluppo della piorrea è dato dall'iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni che, in caso di sensibilità genetica, soverchiano le difese immunitarie.
Tali batteri si cibano prevalentemente di scarti dell'epitelio (quindi, della gengiva), e dunque non risentono particolarmente dei frammenti di cibo, come invece avviene per i batteri cariogeni, particolarmente ghiotti di glucosio (zucchero).
Ricorda però che la predisposizione genetica non vuol dire, in sé, lo sviluppo certo della parodontite.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
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lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
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se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
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Quindi ricorda che...
- La parodontite, meglio conosciuta comunemente come piorrea, è una grave patologia infettiva a carico di gengive ed osso alveolare;
- La parodontite ha un’eziologia batterica, ma una forte predisposizione genetica: non si eredita la patologia in sé, ma la sensibilità a particolari batteri presenti nel cavo orale, chiamati batteri parodontopatogeni;
- I batteri parodontopatogeni sono l’agente infettivo della parodontite, quindi la causa eziologica della piorrea;
- I batteri parodontopatogeni vivono normalmente nella nostra bocca e, in condizioni di normalità, il loro numero viene efficacemente tenuto a bada dal sistema immunitario ed anche dalla presenza di altri batteri, a noi innocui, naturali antagonisti dei batteri patogeni;
- Nelle persone predisposte alla parodontite, anche piccoli aumenti della carica batterica parodontopatogena possono scatenare una violenta risposta infiammatoria di gengive ed osso alveolare, che è l’inizio della parodontite;
- Contrariamente a quel che si pensa la parodontite non è una patologia degli anziani, ma anzi comincia solitamente in persone ancora giovani, sotto i 40 anni d’età;
- Al momento non è possibile eliminare del tutto i batteri parodontopatogeni dalla bocca né intervenire sulla predisposizione genetica, quindi i trattamenti disponibili per fermare la parodontite mirano ad abbassare il più possibile la carica batterica patogena;
- Le terapia per fermare la parodontite si compone di una serie di sedute d’igiene orale professionale, accompagnate dalla scrupolosa igiene orale domiciliare;
- Solo in casi molto gravi si deve intervenire chirurgicamente per ripulire le tasche parodontali e bonificare i tessuti gengivali

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
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Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Sempre con loro!"









