Hai perso dei denti ancora sani, ma che sono caduti spontaneamente, senza un motivo apparente?
Il tuo Dentista ti ha detto che la perdita dei denti è dovuta ad una patologia chiamata piorrea, e che essa è incurabile, allo stato attuale della Medicina? .
In realtà, la piorrea, cioè il nome comune con cui è conosciuta nel mondo laico la malattia parodontale, è una patologia che può essere trattata prima che essa comporti la perdita dei denti ancora sani.
Il problema è che molto spesso i pazienti si rivolgono allo specialista quando ormai ha situazione è gravemente compromessa, e la stabilità dei denti è già molto invalidata.
Questo può complicare enormemente le cure, ed ecco perché è di fondamentale importanza agire per tempo, rivolgendosi allo specialista per regolari controlli periodici, gli unici che possono intercettare sul nascere l’insorgenza di una patologia che, invece, solitamente inizia in maniera sorda e subdola.
Leggi questa pagina per scoprire cos’è la parodontite e perché, se non trattata, porta alla perdita dei denti naturali.
Che cos’è la parodontite?

La parodontite, chiamata anche comunemente piorrea, è un’infiammazione cronica dell’osso alveolare, causata dall’azione di particolari famiglie di batteri orali chiamati batteri parodontopatogeni.
Si tratta di una delle malattie infettive più comuni e diffuse in tutto il mondo: nella sola Italia, il Ministero della Salute stima che almeno un 60% della popolazione adulta ne sia affetta*, e di questi un altro 10% ha sintomi gravi, che hanno portato già alla perdita di uno o più elementi dentali.
l'eziologia della parodontite è batterica
I dati mondiali sull’epidemia di piorrea non sono facili da aggregare, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 3,5 miliardi di persone già affette o potenzialmente affette dalla parodontite.
Numeri quindi tremendi, che fanno entrare di diritto la parodontite nelle pandemie mondiali, peraltro al momento piuttosto sottostimate dai sistemi sanitari dei singoli paesi .
Questa grande virulenza della parodontite è dovuta a cause multifattoriali, ma la Medicina moderna ha da tempo stabilito che la patologia parodontale è a predisposizione genetica: ovviamente non si eredita la patologia in sé, ma la predisposizione familiare all’azione dei batteri parodontopatogeni, che sono l’agente eziologico della piorrea.
Da cosa è causata la parodontite?
i batteri parodontopatogeni sono la causa della piorrea
La parodontite è una patologia infettiva, il cui agente eziologico sono una vasta famiglia di batteri Gram-negativi, chiamati batteri parodontopatogeni.
Ne esistono oltre 600 tipologie di questi particolari batteri che popolano il nostro cavo orale, ma i più comuni (e pericolosi) sono l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Porphyromonas gingivalis, il Tannerella forsythensys, il Treponema denticola, il Peptostreptococcus micros, il Prevotella intermedia, il Fusobacterium nucleatum, il Fusobacterium nucleatum ssp, e l’Eikenella corrodens.
Questi batteri hanno delle caratteristiche peculiari, che li rendono temibili per i nostri tessuti orali:
- Sono dotati di una membrana cellulare aggiuntiva particolarmente resistente, anche agli antibiotici;
- Sono anaerobi, quindi capaci di sopravvivere anche senza ossigeno (alcuni sono obbligati, altri facoltativi);
- Sono piogeni, quindi capaci di scatenare reazioni infettive, con formazione di pus;
- Sono pro-infiammatori, dunque irritanti per l’osso alveolare e la gengiva, che reagiscono alla loro presenza oltre certi livelli con una violenta reazione infiammatoria
I batteri parodontopatogeni sono tutti pericolosi per i nostri tessuti parodontali, ma alcuni sono più pericolosi di altri.
Questa pericolosità è stata suddivisa in tre complessi, di colore differente: verde, arancione e rosso.
I batteri del complesso verde, pur sempre pericolosi, sono meno pericolosi di quelli del complesso rosso, in assoluto i microbi più irritanti per gengiva ed osso alveolare.
I batteri parodontopatogeni condividono i loro spazi vitali, nella nostra bocca, con altre tipologie di batteri, ad esempio i batteri cariogeni (quelli che, con i loro acidi metabolici, portano alla formazione delle carie dentali) e i batteri saprofiti, che sono invece batteri nostri amici, in quanto innocui per la nostra salute.
Il giusto bilanciamento di queste famiglie batteriche è mediato dall’azione del nostro sistema immunitario, che con i globuli bianchi presenti in grande quantità nelle gengive impedisce, in condizioni di normalità, ai batteri di iper-proliferare.
Quando ciò non avviene, invece, è possibile che i batteri parodontopatogeni eccedano in numero delle loro colonie, scatenando dapprima una reazione infiammatoria della gengiva che, se non curata per tempo, può scendere in profondità nei tessuti, arrivando all’osso alveolare.
La Medicina moderna ha ormai accertato che la carica batterica parodontopatogena necessaria a far iniziare l’infiammazione di gengive ed osso alveolare cambia da soggetto a soggetto, ed è una sensibilità personale ereditata per via familiare.
Perché la parodontite porta alla perdita dei denti?
Il riassorbimento dell’osso alveolare e la retrazione della gengiva forma delle lesioni verticali nella gengiva stessa, chiamate tasche parodontali.
Queste tasche si riempiono presto di batteri patogeni che, essendo anaerobi, possono sopravvivere anche in profondità, anche sotto l’eventuale calcificazione della placca superficiale (il tartaro).
Più i batteri si annidano e proliferano, più i tessuti parodontali s'infiammano, e dunque più si riassorbe, in un circolo vizioso che, però, porta la tasca parodontale a divenire sempre più profonda.
Più la tasca diventa profonda, più tessuto parodontale viene perduto, in un meccanismo dal quale il corpo non riesce a guarire, e che rende la parodontite cronica e peggiorativa nel tempo.
Quando la tasca parodontale ha raggiunto l’osso alveolare, la struttura stessa d’aggancio del dente viene meno, e dunque la radice dentale comincia a manifestare quella che viene chiamata, in ambito medico, mobilità.
In sostanza, i denti cominciano dapprima a ‘dondolare’, per poi venire espulsi spontaneamente dal corpo.
Questo processo di distruzione dei tessuti ossei da parte dei batteri parodontopatogeni avviene solitamente in anni, durante i quali, con le giuste cure, la parodontite è arrestabile.
Ecco perché è di estrema importanza agire quanto prima, non solo rivolgendosi al Dentista quando ormai i denti sono mobili e ‘ballano’, ma molto prima, quando ancora è possibile limitare i danni della piorrea, preservando dunque quanto più tessuto parodontale possibile.
Quali sono i sintomi della parodontite?
gli stadi di avanzamento della piorrea
La parodontite è una patologia pericolosa poiché, spesso, comincia con sintomi non immediatamente riconoscibili dal paziente che ne è affetto.
A volte, la sintomatologia è blanda, altre volte è invece ignorata e minimizzata dal soggetto: in entrambi i casi, è un problema, poiché se il paziente non interviene prontamente nei primi stadi dell’infiammazione, l’evento peggiorativo e cronico è sempre certo.
il rialzo della papilla interdentale
Il primo stadio della parodontite è comunemente chiamato gengivite, ed è l’unico stadio dell’infiammazione gengivale pienamente curabile, se preso per tempo.
Difatti, nella gengivite l’infiammazione è ancora superficiale: ha già intaccato i tessuti gengivali ma non ancora quelli dell’osso alveolare, e dunque non vi è ancora perdita irriducibile del parodonto.
Questo stadio si manifesta generalmente con rossore gengivale, gonfiore, spesso dolenzia al tatto, sanguinamento gengivale che può avvenire sia spontaneamente che alla lieve pressione, ad esempio durante la normale igiene quotidiana domiciliare.
La gengivite è curabile completamente, con le giuste terapie d’igiene dentale: ciò vuol dire che, una volta trattata, l’infiammazione recede totalmente, senza causare danni permanenti sia alle gengive che all’osso alveolare.
Se questo stadio però non è curato per tempo, l’infiammazione progredisce e, dalle gengive, colpisce l’osso alveolare, iniziando la parodontite propriamente detta.
In questa fase l’osso comincia a riassorbirsi, nel tentativo di difendersi e ‘chiudere la strada’ ai batteri percepiti come pericolosi, e questo causa una lenta ma continua retrazione della gengiva stessa (che all’osso è adesa), con l’insorgenza delle tasche parodontali.
Pian piano che le tasche diventano più profonde, la gengiva si rialza, e con essa la linea della sua papilla.
I denti sembrano insolitamente ‘più lunghi’, e cominciano a comparire strani ‘triangolini neri’ negli spazi interdentali, segno evidente della perdita di tessuto gengivale.
Comincia ad apparire l’alitosi cronica, per colpa della fermentazione batterica delle colonie presenti nelle tasche parodontali (che rilasciano gas metabolici a base di solforati), e può insorgere maggiore sensibilità dentale, con la presenza di pericolose carie radicolari.
Le radici dei denti vengono esposte sempre di più, e quando le tasche arrivano all’osso alveolare, il dente comincia a ‘ballare’, cioè a dondolare anche al minimo contatto.
Questo è il preludio dello stadio finale della piorrea, cioè la perdita del dente: una strada a senso unico, che avviene quando la radice dentale non ha più il minimo supporto d’aggancio all’osso alveolare.
Come può essere diagnosticata la parodontite?
La parodontite richiede una visita specialistica eseguita da un Dentista Parodontologo affiancato da un’Igienista Dentale, entrambi con forti competenze in Parodontologia.
All’esame clinico, dove lo specialista si accerta dello stato delle gengive e della profondità delle tasche parodontali (misurate con un’apposita sonda millimetrata), vengono eseguite eventualmente delle radiografie come l’ortopantomografia OPT o delle radiografie endorali specifiche, necessarie per stabilire lo stato delle radici dei denti e dell’osso alveolare, ed avere dunque un’idea precisa della gravità del riassorbimento dello stesso.
A corredo, la visita è poi ultimata con l’esecuzione di due test di laboratorio, eseguiti con un piccolo prelievo biologico dal cavo orale, direttamente in poltrona odontoiatrica: il test genetico e il test microbico.
Il test genetico mira a stabilire se il paziente sia geneticamente predisposto alla parodontite, mediante l’analisi delle interleuchine: delle speciali proteine presenti normalmente nella bocca di ognuno di noi, scarto dell’attività metabolica dei leucociti (i globuli bianchi), proprio contro i batteri patogeni.
Una presenza alterata di queste interleuchine, superiore a determinati parametri considerati nella media, è indice certo di predisposizione alla parodontite.
Datosi che il DNA non cambia per tutta la vita, è necessario eseguire questo test una sola volta.
Il secondo test invece, quello microbiologico, mira a stabilire con esattezza la quantità di batteri del microbiota orale, suddividendoli per categorie e complessi.
Datosi che l’obiettivo della terapia per la parodontite è abbassare il più possibile la carica batterica patogena, favorendo invece la crescita della carica batterica ‘amica’, sapere a quanto ammontano le percentuali di queste cariche è importante per lo specialista, anche per un confronto scientifico del prima e del dopo il trattamento.
L’analisi razionale di tutti questi dati porta poi il professionista alla giusta diagnosi di parodontite, con una stima precisa della sua gravità e, soprattutto, un percorso di terapia con relativa prognosi.
C’è un modo per curare la parodontite?
Essendo una patologia ad eziologia multifattoriale ma prevalentemente a predisposizione genetica, la parodontite non è pienamente curabile, allo stato attuale della Medicina.
Oltre alla sensibilità all’azione dei batteri patogeni, che è impressa nel DNA di ogni soggetto e che non può essere cambiata, non è neppure possibile sterilizzare il cavo orale: difatti, anche dopo la più accurata delle pulizie, la flora batterica del microbiota si riforma in poco tempo, rendendo impossibile quindi eliminare completamente i batteri parodontopatogeni.
Premesso ciò, e ricordando che, comunque, la parodontite è una disbiosi del microbiota orale, le moderne terapie permettono di arrestarne l’avanzata e salvaguardare quindi i denti naturali, agendo su più fattori:
- Abbassando la carica batterica parodontopatogena in primis, per mezzo di particolari sedute d’igiene orale sottogengivale;
- Aiutando i batteri buoni, cioè quelli saprofiti, ad aumentare il numero delle loro colonie, di modo da togliere spazio fisico (e risorse) ai batteri patogeni;
- Aiutare le difese del sistema immunitario a riprendere il controllo sul microbiota orale attraverso degli specifici integratori;
- Sfiammare l’osso alveolare e fermarne quindi il riassorbimento;
- Nei casi gravi, stabilizzare i denti ancora presenti in bocca con la ricostruzione dell’osso alveolare perduto
Tutti questi obiettivi sono inclusi in un protocollo specifico di cura, che il Dentista Parodontologo e l’Igienista Dentale, solitamente, stilano dopo la diagnosi clinica e strumentale, e che varia ovviamente da paziente a paziente.
L’igiene dentale per la parodontite: come è possibile abbassare la carica batterica patogena?
Per aiutare il sistema immunitario a riprendere il controllo del microbiota orale e dunque permettere all’osso alveolare di sfiammarsi, la terapia di prima linea è l’abbassamento meccanico della carica batterica parodontopatogena, eseguito per mezzo di speciali sedute d’igiene orale professionale.
Queste sedute, eseguite da un Parodontologo o un'Igienista Dentale perfezionati entrambi in Parodontologia, mirano a rimuovere il più possibile la placca batterica attiva parodontopatogena, pulendo in profondità le tasche parodontali e permettendo dunque ad osso alveolare e gengive di sfiammarsi.
La moderna Medicina Odontoiatrica mette a disposizione del professionista varie tecniche e strumenti per ottenere questo scopo, come ad esempio:
- L’ablatore ultrasonico con punte sottili e mini-invasive, specifiche per le condizioni parodontali;
- La curette, un particolare strumento odontoiatrico utile per levigare in profondità le radici dei denti e rimuovere dunque i ruvidi depositi di tartaro che ricoprono la radice del dente;
- Le micro-polveri ablative, spruzzate con un compressore ad aria ed acqua tiepida, che possono pulire in profondità le tasche parodontali in maniera estremamente delicata, non rovinando ad esempio gli impianti dentali;
- Il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, capace di bonificare in profondità le tasche parodontali e, al contempo, stimolare la ricrescita dei tessuti sani;
- L’uso del microscopio operatorio, che permette all’operatore di essere molto più preciso durante la seduta d’igiene professionale e di essere il più delicato possibile, in odo che il paziente non senta alcun fastidio;
- La giusta educazione del paziente nell’igiene orale, con precise istruzioni che gli consentiranno una costante ed idonea igiene orale domiciliare, nonché regolari controlli dove vengono valutati i progressi raggiunti dal paziente.
Queste procedure, eseguite secondo un protocollo di sedute preciso, consentono di abbassare la carica batterica parodontopatogena e, al contempo, aumentare quella amica dei batteri saprofiti, permettendo al sistema immunitario di riprendere il controllo del microbiota orale e, di rimando, arrestare il riassorbimento dell’osso, bloccando l’avanzamento della parodontite.
Le procedure chirurgiche di pulizia delle radici dentali ‘a cielo aperto’, oppure di ricostruzione dell’osso alveolare sono riservate, di solito, solo ai casi gravi, quando ormai la profondità delle tasche parodontali non consente d’intervenire con la strumentazione non chirurgica.
Ma quindi i denti che ‘dondolano’ a causa della parodontite possono essere salvati?
In molti casi sì, se il paziente però ricorre per tempo alle idonee cure odontoiatriche.
Le terapie moderne, sia mediche che chirurgiche, possono salvare i denti naturali dalla caduta, stabilizzandoli ed arrestando il riassorbimento dell’osso alveolare, che necessita però di una bonifica dei tessuti infettati dai batteri parodontopatogeni.
La parodontite è una malattia cronica e progressiva, e questo non va dimenticato: più il tempo passa, più l’osso alveolare si riassorbe, e di conseguenza più le tasche parodontali diventano profonde, di fatto distruggendo tessuto sano.
Ecco perché è indispensabile ricorrere per tempo alle cure specialistiche, per salvaguardare il più possibile i tessuti sani e impedirne la distruzione.
La perdita del dente per mezzo dell’espulsione spontanea è una strada ovviamente a senso unico: quando accade, l’elemento dentale è perduto per sempre.
Ma prima che ciò succeda, è ancora possibile salvarlo: il paziente però non deve tergiversare, e deve ricorrere al più presto ad una valutazione odontoiatrica.
Questa è l’unica strada in grado di salvare i denti dalla caduta.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
Protocolli di cura basati sul controllo biologico del microbiota orale e strumentazione d'eccellenza
Il protocollo PBG consente di ripristinare una situazione di benessere alle gengive affette da parodontite, stabilizzando l’avanzamento della patologia e consentendo di salvare i denti naturali che, altrimenti, si perderebbero.
Questo protocollo innovativo permette anche di risparmiare, in molti casi, l’estrazione dentale ai pazienti con situazioni anche gravi, che altri studi odontoiatrici hanno già date per ‘spacciate’, proponendo la sostituzione dei denti naturali con gli impianti.
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L'eccellenza per la cura della parodontite a Milano
Siamo uno studio dentistico specializzato nella Parodontologia e nella cura dei pazienti affetti da piorrea, che si rivolgono a noi anche in situazioni di gravità.
Siamo in pieno centro a Milano, proprio dietro al Duomo, e siamo operativi sin dal 1955.
Dal 1955, la costante ricerca medica sulla parodontite
Nel nostro studio, modernamente attrezzato, troverai un’intera equipe di professionisti specializzati nel trattamento della parodontite, in grado di prendersi cura di te e della tua bocca garantendoti sempre le adeguate cure avanzate, che hanno come obiettivo quello di salvare i tuoi denti naturali.
Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Avere genitori con diagnosi di parodontite quindi non vuol dire necessariamente sviluppo della stessa, ma una probabile eredità familiare alla presenza e all'azione dei batteri patogeni.
L'osso, infiammato dai batteri parodontopatogeni, si riassorbe poco a poco, e con esso anche la gengiva si ritrae lentamente, con la formazione delle tasche parodontali.
Il processo è solitamente così lento da non essere percepito dal paziente, che non si accorge della piorrea in corso.
Ecco perché c'è bisogno, di solito, di molti anni di lassismo e mancati controlli odontoiatrici per far arrivare la parodontite al suo stadio finale, con la mobilità dentale e la perdita dei denti.
Pazienti diabetici hanno molte più probabilità di vedersi iniziare il processo di riassorbimento dell'osso e pazienti parodontali hanno più probabilità di contrarre il diabete: questo per complessi meccanismi d'azione che legano le tue patologie.
Tuttavia, le moderne terapie di bonifica delle tache parodontali, nonché le moderne tecniche chirurgiche ricostruttive dell'osso alveolare possono, in molti casi, stabilizzare anche situazioni di accentuata mobilità, di fatto preservando il dente per molti anni, ritardandone l'estrazione o la caduta.
Le moderne terapie per la parodontite mirano quindi a mantenere una carica batterica patogena bassa, controllando il microbiota orale e permettendo al sistema immunitario di riprendere il controllo della condizione della bocca.
Questo è solitamente sufficiente a fermare l'avanzata della piorrea, e a salvare dunque il tessuto parodontale.
Ecco perché, piuttosto, i moderni trattamenti per la parodontite mirano a sfruttare le qualità positive del microbiota orale, in particolar modo dei ceppi batterici amici, cioè quelli saprofiti.
Aumentando difatti i batteri innocui si diminuiscono di conseguenza quelli patogeni, a tutto vantaggio del sistema immunitario, che così può riprendere il controllo del microbiota e, di fatto, sfiammare l'osso alveolare.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
Prenota subito il tuo test genetico
Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
Lo studio odontoiatrico per la parodontite in pieno centro a milano, fin dal 1955
lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.
lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
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Quindi ricorda che...
- i denti umani sono una struttura complessa, frutto di milioni di anni di evoluzione;
- gli esseri umani hanno due dentature: una decidua, tipica dell'infanzia, che lascia poi il posto a quella definitiva;
- i denti definitivi rimangono ben saldi in bocca grazie alle radici dentali, che sono tenacemente ancorate all'osso alveolare per mezzo del legamento parodontale;
- in condizioni di normalità i denti degli adulti non si muovono, e la struttura del morso è progettata per resistere alle pressioni masticatorie senza subire danni o spostamenti;
- la parodontite è una patologia cronica, a carattere peggiorativo, causata dall'infiammazione dell'osso alveolare alla presenza di particolari batteri del cavo orale, chiamati parodontopatogeni;
- l'eziologia della parodontite, chiamata anche comunemente piorrea, è batterica, ma ha forti componenti di ereditarietà familiare;
- in alcuni soggetti condizioni di iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni causano l'infiammazione dell'osso alveolare, con l'inizio della parodontite;
- l'osso alveolare, sotto l'azione dei batteri parodontopatogeni, si riassorbe per difendersi, e questo causa una retrazione delle gengive, con la formazione delle tasche parodontali;
- per l'inizio della parodontite non è sufficiente la predisposizione genetica, occorre anche che il cavo orale si trovi in una determinata condizione di disbiosi del microbiota;
- una volta iniziata, la parodontite è una patologia da cui il corpo non riesce a guarire da solo;
- le tasche parodontali si approfondiscono sempre di più, riempiendosi di colonie batteriche e infiammando sempre più l'osso, che a sua volta si riassorbe in misura sempre maggiore, di fatto peggiorando la piorrea;
- gli stadi ultimi della piorrea vedono tasche parodontali così profonde da aver minato e distrutto l'osso alveolare, con una destabilizzazione dell'ancoraggio delle radici;
- con l'osso ormai distrutto, il dente non ha più il suo naturale ancoraggio, e comincia quindi a muoversi e a dondolare;
- la caduta spontanea dei denti è lo stadio ultimo della piorrea;
- la parodontite non può essere completamente curata dalla moderna medicina, ma può essere fermata, e i denti naturali salvati;
- la terapia per la parodontite prevede la riduzione della carica batterica patogena per mezzo di idonee sedute di igiene orale professionale;
- nei casi gravi di consunzione dell'osso alveolare, è possibile procedere alla sua ricostruzione grazie alla moderna chirurgia orale

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*
Grato e soddisfatto del Dott. Bittante e del suo staff!"
Mi ha curata, e non ho perso mai più un dente! Grazie Dottore!"
Ringrazio la cura e la dedizione che tutto lo staff mi ha dedicato!"









