Sei un paziente parodontale, cioè affetto dalla parodontite?
Saprai bene allora che uno dei problemi che rende cronica e peggiorativa la tua condizione è la formazione di autentiche ‘tasche’ all’interno delle tue gengive, le tasche parodontali, dove si annidano facilmente batteri e frammenti di cibo.
Questa condizione peggiora sempre di più la tua malattia, e spesso crea situazioni di grande dolore, come accade ad esempio durante un ascesso gengivale, dovuto proprio all’infezione di una tasca parodontale.
Fortunatamente, la moderna Medicina Odontoiatrica ha da tempo messo a punto dei protocolli di prevenzione e cura delle tasche parodontali, proprio per evitare che esse diventino sempre più profonde e vadano in suppurazione, con tutti gli svantaggi del caso.
Leggi questa pagina per scoprire da cosa sono causate le tasche parodontali, come sono diagnosticate e cosa può essere fatto per pulirle e, a volte, ridurle.
Cos’è la parodontite, e perché danneggia irrimediabilmente le gengive?

La parodontite, chiamata anche malattia parodontale o, nel linguaggio comune, piorrea, è una patologia ad eziologia batterica, causata nello specifico da particolare famiglie di batteri orali, chiamati parodontopatogeni.
Queste famiglie sono molto vaste per tipologia, e i ceppi più noti sono l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Porphyromonas gingivalis, il Tannerella forsythensys, il Treponema denticola, il Peptostreptococcus micros, il Prevotella intermedia, il Fusobacterium nucleatum, il Fusobacterium nucleatum ssp, e l’Eikenella corrodens.
il rialzo della gengiva, segno clinico tipico della parodontite
Tutti questi batteri, normalmente presenti nel nostro cavo orale, sono tenuti sotto controllo nella loro proliferazione dai meccanismi di difesa del nostro sistema immunitario e, non secondariamente, anche dalla presenza di altre famiglie batteriche, ad esempio i batteri saprofiti (al nostro corpo innocui), le cui colonie impediscono, fisicamente, l’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni.
In alcuni soggetti geneticamente predisposti e in particolari condizioni di igiene orale carente però, i batteri parodontopatogeni soverchiano le difese immunitarie e anche la flora dei batteri saprofiti, innescando una massiva risposta infiammatoria dei tessuti parodontali, che prende per l’appunto il nome di parodontite (cioè infiammazione del parodonto).
Per via di complessi processi metabolici che coinvolgono anche gli osteoclasti (cioè le cellule che modellano la matrice ossea), l’osso alveolare, ovverosia l’osso che ancora saldamente i denti per mezzo del legamento parodontale, lentamente si riassorbe, di fatto perdendo tessuto e spessore.
Questo riassorbimento dell’osso, giocoforza, comporta anche un ritiro della gengiva che all’osso stesso è adesa, e ciò crea la formazione di vere e proprie ‘tasche’, chiamate tasche parodontali, nelle quali i batteri parodontopatogeni si insediano e formano ampie colonie deleterie per la salute del parodonto.
Ciò peggiora l’infiammazione dell’osso e il suo riassorbimento, rendendo dunque la patologia parodontale cronica e peggiorativa: le tasche diventano sempre più profonde e cariche di colonie batteriche attive che, potendo sopravvivere anche senza la presenza dell’ossigeno, ‘scavano’ sempre più in profondità, sino ad arrivare nelle zone più profonde della radice e quindi all’osso alveolare stesso, distruggendolo.
Questo processo distruttivo impiega di solito molto tempo per completarsi, e il risultato finale è una destabilizzazione della radice del dente che, non avendo più il supporto dell’osso, comincia dapprima a muoversi, per poi cadere spontaneamente.
La perdita degli elementi dentali naturali è dunque il risultato ultimo della parodontite che risulta, assieme alla carie dentale, la prima causa di edentulia (perdita dei denti naturali) in tutto il mondo.
La parodontite è una patologia genetica?
La parodontite ha una predisposizione genetica: non si eredita la patologia in sé, ma la sensibilità del sistema immunitario all’azione dei batteri parodontopatogeni, che sono l’agente eziologico della malattia parodontale.
Alcuni soggetti, difatti, sono estremamente sensibili all’azione dei batteri nocivi, anche in minime quantità, mentre altri soggetti, seppur in presenza di massicce colonie di batteri parodontopatogeni, non risentono, o risentono solo in piccola parte, della loro colonizzazione orale.
i batteri parodontopatogeni, l'agente eziologico della piorrea
La spiegazione di ciò è insita nell’ereditarietà familiare: alcuni soggetti ereditano l’iper-sensibilità ai batteri parodontopatogeni e dunque, di conseguenza, la loro possibilità di sviluppo della piorrea è più elevata che nei soggetti invece non predisposti.
La Medicina moderna ha da tempo ormai stabilito questo forte legame tra predisposizione genetica e sviluppo della malattia parodontale, e sono stati sviluppati degli specifici test genetici attendibili, effettuabili comodamente in poltrona odontoiatrica, per stabilire se in un dato paziente esiste la predisposizione o meno alla piorrea.
Tali test si basano sull’analisi di determinate proteine chiamate interleuchine, prodotte dai leucociti (alcuni dei ‘globuli bianchi’ del nostro sistema immunitario), naturale scarto metabolico durante i processi infiammatori, come ad esempio quelli che avvengono nella parodontite.
Una carica delle interleuchine anomala nella bocca di un dato paziente dimostra senza ombra di dubbio la sua predisposizione genetica che, essendo per l’appunto genetica, viene mantenuta per tutta la vita del soggetto, in quanto il DNA non cambia durante il corso dell'esistenza.
Cos’è una tasca parodontale?
La tasca parodontale è il risultato del riassorbimento dell’osso alveolare e del ritiro della gengiva sopra di esso, a sua volta frutto dell’infiammazione causata dall’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni.
Si manifesta come una vera e propria ‘tasca’ nella gengiva, che si estende sotto il margine gengivale, dove si posso annidare intere colone batteriche e, a volte, possono confluire anche frammenti di masticazione del cibo.
Queste tasche sono il motivo per cui la parodontite risulta essere una patologia cronica e peggiorativa: più i batteri si annidano al loro interno, più le loro colonie crescono, e dunque più l’osso s’infiamma, riassorbendosi.
Più l’osso si riassorbe, più la tasca diviene profonda e capace di contenere ancora più batteri, creando un circolo vizioso che rende impossibile, per il corpo, guarire.
Datosi che i batteri parodontopatogeni sono batteri anaerobi, cioè in grado di sopravvivere anche in assenza di ossigeno, le colonie possono prosperare e proliferare soprattutto nelle tasche molto profonde, che solitamente sono ‘tappate’ dalle placche di tartaro, cioè placca calcificata.
In questi ultimi casi, spesso, i batteri nella tasca parodontale possono dare luogo ad un’infezione acuta, dando origine a dolorosi ascessi parodontali con la formazione di grandi quantità di pus, che fanno solitamente correre il paziente dal Medico Odontoiatra per l’insostenibilità della dolenzia, sempre molto elevata.
Essendo lesioni profonde, che si sviluppano verticalmente, le tasche parodontali sono impossibili da pulire con la normale igiene domiciliare, e richiedono dunque una bonifica professionale, attraverso i protocolli di igiene orale eseguiti in poltrona odontoiatrica.
La profondità delle tasche parodontali, misurata in millimetri per mezzo di un’apposita sonda, è direttamente proporzionale alla gravità della malattia parodontale.
Tasche inferiori ai 3-3,5mm sono considerate fisiologiche, mentre oltre quella misura si comincia a parlare più propriamente di malattia parodontale.
Situazioni di tasche parodontali gravi possono comportare anche tasche profonde oltre 7mm, con infezioni batteriche che già sono arrivate in profondità, sempre più vicino all’apice della radice.
Che sintomi possono dare le tasche parodontali?
Le tasche parodontali, come del resto la parodontite che le genera, sono pericolose e subdole, poiché spesso del tutto asintomatiche.
Ciò vuol dire che il paziente già affetto da parodontite non si accorge dell’inizio della malattia e della formazione delle tasche parodontali, se non per lievi sintomi che, spesso, sono ignorati e minimizzati.
Il lento scavare dei batteri parodontopatogeni non è immediatamente percepito dal paziente, e questo non aiuta la diagnosi precoce: in assenza di regolari controlli odontoiatrici (che tutti noi dovremmo comunque fare ogni 6 mesi), la malattia dunque ha la strada spianata, distruggendo sempre di più il tessuto parodontale senza un vero intervento curativo da parte del soggetto.
Occorrono solitamente svariati anni di trascuratezza per percepire i primi sintomi delle tasche parodontali, ma in alcuni casi i primi sintomi che si manifestano molto blandi, che dovrebbero comunque spronare il paziente a ricorrere ad una valutazione odontoiatrica.
I sintomi iniziali della formazione delle tasche parodontali sono:
- Gengive arrossate e spesso dolenti al tatto, sovente accompagnate da anomalo gonfiore;
- Sanguinamento al tatto e durante la normale igiene quotidiana con lo spazzolino o filo interdentale;
- Superficie delle gengive che perde la sua naturale caratteristica ‘a buccia d’arancia’ e opaca di colore rosa, per divenire liscia e lucida e di colore rosso;
- Inizio d’alitosi che comincia ad assumere caratteristiche di cronicità.
In fase avanzata di riassorbimento osseo, e dunque in presenza di tasche parodontali profonde, possiamo invece notare come sintomatologia:
- Alitosi persistente, che non passa neppure dopo un’accurata igiene orale, e che dimostra la presenza massiccia di batteri nelle tasche;
- Rialzo della papilla interdentale, con la presenza di ‘triangolini neri’ tra dente e dente (sintomo evidente della retrazione gengivale);
- Recessioni gengivali e quindi, denti che appaiono ‘più lunghi’ di come erano in passato, altro segnale evidente del riassorbimento dell’osso;
- Fuoriuscita di materiale sieroso e simil-purulento dal colletto dentale, specie alla pressione della gengiva;
- I denti iniziano a spostarsi rispetto alla loro posizione originaria, altro sintomo della mancanza di supporto osseo.
Nei casi gravi di parodontite avanzata, a tutti questi sintomi sopra esposti si aggiunge altra sintomatologia specifica, del tipo:
- Formazione di dolorosi ascessi gengivali, con fuoriuscita di pus maleodorante;
- Mobilità dentale, con denti che cominciano a ‘ballare’ anche al minimo contatto;
- Perdita degli elementi dentali, che avviene mediante espulsione spontanea degli stessi.
Va ricordato che la formazione delle tasche parodontali è un processo lento ma inesorabile: i sintomi riportati non si manifestano tutti assieme necessariamente, e la loro gravità varia dal blando (a volte, quasi impercettibile) all’avanzato, anche a seconda della qualità dell’igiene orale del paziente.
Il nemico principale da temere comunque, parlando di tasche parodontali, è la loro silenziosità: la loro formazione comincia spesso in sordina e quando si manifestano i primi sintomi la loro profondità è già elevata, e con essa la gravità della parodontite.
Come si diagnosticano le tasche parodontali?
il rialzo della papilla dentale, segno evidente del riassorbimento dell'osso
Per la diagnosi delle tasche parodontali e della parodontite è necessaria una visita specialistica odontoiatrica, eseguita da un Medico Odontoiatra affiancato da un’Igienista Dentale.
Nella valutazione clinica, oltre che all’analisi complessiva del cavo orale, il professionista valuta la presenza e la profondità delle tasche, per mezzo di una particolare sonda millimetrata.
il riassorbimento dell'osso alveolare
Tasche superiori ai 3-3,5mm sono considerate patologiche, e dunque segno clinico evidente della parodontite.
Inoltre, importante è il sanguinamento al sondaggio: il clinico, dopo aver sondato la gengiva, valuta se la gengiva sanguina di reazione allo stimolo impresso.
Se sanguina, significa che in quella zona la gengiva è infiammata e quindi la parodontite è ‘attiva’, ed il riassorbimento osseo sta peggiorando.
All’esame clinico si affianca poi anche la valutazione radiografica, eseguita per mezzo di un’ortopantomografia (OPT) oppure delle RX endorali o, ormai modernamente eseguita per mezzo di una TAC 3D Cone-Beam a fascio conico.
Questi esami è sono di fondamentale importanza per la valutazione della parodontite, poiché permettono di appurare la profondità delle tasche e l’eventuale densità dell’osso alveolare rimasto, indicando dunque al Medico Odontoiatra e all’Igienista Dentale la terapia più efficace per la bonifica dell’infezione batterica (e, a volte, anche l’indicazione chirurgica).
La diagnosi è poi completata con l’esecuzione di due test di laboratorio, indolori per il paziente ed eseguibili direttamente in poltrona odontoiatrica: il test genetico, necessario per stabilire l’eventuale predisposizione genetica alla parodontite, e il test microbiologico, indispensabile per stabilire l’esatta carica batterica parodontopatogena (ed anche per stabilire la carica degli altri batteri saprofiti del cavo orale).
L’analisi razionale di tutti questi dati consente al Medico Odontoiatra di procedere ad una diagnosi precisa, nonché ad un adeguato piano di cura ed una consecutiva prognosi.
Come si possono pulire le tasche parodontali?
Allo stato attuale della Medicina, non è ancora possibile intervenire con una cura genetica per modificare la predisposizione alla parodontite, e non è neppure possibile bonificare completamente e per lunghi periodi il cavo orale.
Anche dopo una pulizia scrupolosa, difatti, la bocca si ripopola di batteri entro poco tempo, rendendo dunque impossibile una sua sterilizzazione.
L’obiettivo delle moderne cure per la parodontite è dunque quello di arrestare l’avanzata della stessa e il riassorbimento dell’osso, preservando i tessuti ancora sani e stimolando il corpo a riappropriarsi del controllo sui batteri nocivi, che devono dunque essere diminuiti in quantità.
levigatura a cielo aperto
Per ottenere questi scopi, oltre all’abbassamento della carica parodontopatogena, i moderni trattamenti stimolano anche la flora batterica ‘buona’, cioè quella saprofita, a ripopolare il cavo orale e aumentare in quantità e qualità, poiché essa è un naturale antagonista dei batteri piogeni e parodontopatogeni.
I trattamenti mini-invasivi sono l’arma iniziale di supporto del Medico Odontoiatra e dell’Igienista Dentale, e sono suddivisi in protocolli specifici, costruiti sul paziente e sulla sua condizione clinica, con l’obiettivo di essere sopportabili, minimamente invasivi per il paziente ed efficaci e anche sostenibili dal punto di vista salutare ed economico.
Questi trattamenti possono contemplare:
- L’ablazione meccanica del tartaro e della placca batterica attiva eseguita con strumenti specifici quali l’ablatore ultrasonico con punte sottili e mininvasive e le curette;
- La continua educazione del paziente a mantenere un’ottima igiene orale domiciliare, consigliando seduta dopo seduta, i migliori presidi da utilizzare e i collutori e disinfettanti più adeguati in base all’esami microbiologico del paziente;
- L’utilizzo del microscopio operatorio che consente all’operatore di essere il più delicato e preciso possibile, rendendo le cure mininvasive per il paziente;
- La detersione delle tasche parodontali mediante la terapia GBT (Guided-Biofilm Therapy), che usa un getto non invasivo di aria, acqua e micro-polveri ablative per pulire in profondità le tasche non danneggiando i tessuti sani (e anche le eventuali protesi odontoiatriche ed impianti);
- L’uso della fototerapia laser, per mezzo del laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, in grado di bonificare le tasche parodontali in grande profondità e, al contempo, stimolare la ricrescita di tessuto gengivale sano;
- La somministrazione farmacologica di antibiotici e antisettici specifici per i batteri nocivi presenti direttamente nelle tasche parodontali.
Tutti questi trattamenti, che sono decisi in quantità e combinazione dal Medico Odontoiatra o dall’Igienista Dentale, permettono l’abbassamento della carica batterica parodontopatogena e, se ben eseguiti, l’aumento invece di quella saprofita, necessaria al sistema immunitario per riprendere il controllo delle difese orali.
Solo in casi gravi, quando le tasche parodontali sono ormai molto profonde ed impossibili da raggiungere anche con l’uso del laser odontoiatrico, è necessario intervenire chirurgicamente, per mezzo di un intervento chiamato ‘a cielo aperto’.
Questo intervento, eseguito dal Medico Odontoiatra, scolla i tessuti gengivali di contorno alla radice del dente, per permettere la pulizia profonda della tasca, irraggiungibile con le cure mini-invasive.
Ad intervento ultimato, i lembi gengivali incisi vengono suturati, per poi guarire spontaneamente.
Si tratta di un accesso efficace ma chirurgico, che viene riservato, come detto, solo a casi molto gravi, in cui la profondità della tasca rende impossibile l’accesso tradizionale non chirurgico.
Si può guarire completamente dalla parodontite?
La parodontite è una patologia ad eziologia batterica ma con una forte componente ereditaria.
Non è ancora possibile agire sul DNA, che rimane immutato per tutta la vita del paziente, nonché sterilizzare completamente il cavo orale, che deve essere sempre popolato dal suo microbiota naturale.
La parodontite è una disbiosi, e dunque un disequilibrio del normale bilanciamento delle cariche batteriche della bocca: su questo bisogna agire, e su questa modifica microbiologica le moderne cure basano la loro efficacia.
Se la disbiosi tende ad irritare ed infiammare l’osso alveolare, da cui deriva poi la sua retrazione, è dunque necessario correggere lo sbilanciamento batterico, per permettere all’osso di sfiammarsi, e al sistema immunitario di riprendere il controllo della bocca.
Questo è eseguito mediante le sedute di igiene orale professionale e, non va dimenticato, con la collaborazione del paziente, che deve impegnarsi non solo nel piano di trattamento, ma anche (e soprattutto) nell’idonea igiene domiciliare quotidiana.
Anche se non è possibile curare completamente la parodontite, il protocollo di igiene professionale unito a quella domiciliare è in grado di fermare l’avanzata delle tasche parodontali, preservando dunque i denti naturali dalla caduta.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
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Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
Si forma naturalmente sui nostri denti quando molti batteri si accumulano in un punto e, solitamente, non vengono puliti dall'idonea igiene dentale domiciliare, ma il tartaro può formarsi anche dentro le tasche parodontali, e dunque a contatto con le radici dei denti.
Di per sè il tartaro sarebbe innocuo per i tessuti gengivali (essendo ormai materiale batterico inattivato), ma può 'fare da tappo' alla tasca parodontale, sigillandola e favorendo dunque la proliferazione incontrollata delle colonie parodontopatogene, che essendo organismi anaerobi non hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere.
Il 'tappo di tartaro' che solitamente si forma sopra le tasche parodontali è anche la causa del grande dolore degli ascessi gengivali, poiché impedisce all'infezione purulenta di spurgare all'esterno.
Prima della riduzione, ovviamente, la tasca parodontale è bonificata e la radice dentale levigata, per mezzo della levigatura radicolare a cielo aperto.
Si tratta di una condizione tipica della parodontite in stato avanzato, nota all'uomo da millenni, che necessita sempre di immediate terapie mediche e chirurgiche.
Tuttavia, una tasca parodontale è per sua stessa definizione una lesione da cui il corpo non riesce a guarire, e che dunque permane ed è sempre a rischio di recidiva infettiva.
Anche la riduzione chirurgica delle tasche, seppur molto efficace, non può mai eliminare del tutto la lesione, e dunque c'è sempre bisogno dell'opportuno mantenimento con l'idonea igiene dentale domiciliare e, non di meno, l'igiene dentale professionale periodica, in poltrona odontoiatrica.
Si tratta di una condizione grave, che necessita di pronti trattamenti di bonifica e, a volte, di consolidamento osseo, per mezzo della ricostruzione effettuata con materiale autologo oppure sintetico.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
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Quindi ricorda che...
- Una tasca parodontale è una lesione verticale della gengiva, in pratica uno scollamento dalla radice del dente dovuto alla retrazione della gengiva stessa, causato a sua volta da un riassorbimento dell’osso alveolare;
- La causa a monte della formazione di una tasca parodontale è l’infiammazione dell’osso alveolare dovuta da un’iper-proliferazione di determinate famiglie di batteri orali anaerobi, conosciuti come batteri parodontopatogeni;
- I batteri parodontopatogeni, che normalmente popolano il nostro cavo orale e sono tenuti sotto controllo dal sistema immunitario, in determinati soggetti con determinati fattori predisponenti e scatenanti possono iper-proliferare, infiammando dunque l’osso alveolare e causando l’inizio della parodontite, conosciuta anche come piorrea;
- Infiammatosi, l’osso alveolare tenta di difendersi chiudendo la strada ai batteri, con un lento riassorbimento del suo stesso tessuto;
- Il riassorbimento dell’osso alveolare causa, giocoforza, un ritiro della gengiva verso l’apice radicolare dei denti, con la formazione delle tasche parodontali;
- Non tutti i soggetti sono iper-sensibili all’azione dei batteri parodontopatogeni, e questa sensibilità è personale ed ereditata per via familiare;
- La parodontite è dunque una patologia ad eziologia batterica ma con forte predisposizione genetica, in cui un ruolo chiave viene esercitato anche da particolari condizioni del soggetto, ad esempio la sua attitudine all’igiene orale quotidiana, il consumo di tabacco, la concomitanza con il diabete mellito o situazioni particolari, come la gravidanza o la menopausa;
- È possibile stabilire la predisposizione genetica del paziente alla parodontite mediante un rapido ed indolore test genetico, eseguito in poltrona odontoiatrica;
- L’inizio della parodontite è molto subdolo, poiché quasi sempre asintomatico;
- Nelle tasche parodontali s’annidano presto altre colonie batteriche patogene, che proliferano ulteriormente e causano peggioramento dell’infiammazione ossea;
- Più l’osso s’infiamma e più si riassorbe, e questo provoca un approfondimento della tasca parodontale, in un circolo vizioso che rende impossibile per il corpo guarire dalla piorrea;
- Quando la tasca diventa così profonda da arrivare all’osso, ne causa la consunzione, con la destabilizzazione dell’ancoraggio della radice del dente, che inizia quindi a dondolare;
- La perdita dei denti naturali, che avviene per la mancanza del naturale supporto dell’osso, è l’esito ultimo della piorrea;
- Non è possibile pulire le tasche parodontali con i normali strumenti dell’igiene orale domiciliare;
- Per bonificare la tasche parodontali servono strumenti e tecniche specifiche, rientranti nella branca della Parodontologia;
- La parodontite si può arrestare sfiammando l’osso e fermandone quindi il riassorbimento, ma occorrono speciali protocolli d’igiene dentale professionale, eseguiti in poltrona odontoiatrica;
- Le sedute d’igiene orale parodontale permettono di bonificare le tasche parodontali e di abbassarne la carica batterica patogena, permettendo all’osso di sfiammarsi e arrestare dunque l’approfondimento della tasca;
- Le tasche parodontali possono essere pulite con molte tecniche, a seconda del caso clinico e della preferenza d’intervento del professionista sanitario Parodontologo;
- Pulire le tasche parodontali dalle colonie patogene è benefico per il microbiota orale, che può riequilibrarsi e ritornare ad una condizione di eubiosi, di fatto cristallizzando l’avanzata della parodontite

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
Esegui l'esame del DNA!*
Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Sempre con loro!"









