Sai perché le gengive possono sanguinare, anche spontaneamente, e possono divenire rosse, gonfie, dolenti al tatto o quando le pulisci durante la normale igiene quotidiana?
C’è una particolare patologia che colpisce non solo le gengive, ma tutti i tessuti di supporto dei denti, che sono chiamati parodonto.
Questi tessuti, di cui le gengive sono la protezione esterna, consentono ai denti di rimanere saldamente ancorati in bocca, e sono dunque indispensabili per la nostra salute orale.
La parodontite, chiamata anche spesso piorrea, è la patologia che, lentamente, distrugge questi tessuti fondamentali, esponendo le radici dentali e causando, se non curata, danni irrecuperabili alle strutture di ancoraggio dei denti, provocandone infine la caduta spontanea.
La moderna Medicina ha stabilito, dopo anni di ricerca e sperimentazione, che la parodontite è a tutti gli effetti una patologia ereditata geneticamente.
Proprio questa scoperta ha permesso di ideare un affidabile test genetico per stabilire la predisposizione o meno alla piorrea: un’informazione clinica di grande utilità in fase di diagnosi e anche di cura, che può guidare i moderni trattamenti specifici pensati proprio per salvare i denti naturali dalla caduta.
Leggi questa pagina per scoprire cos’è la parodontite, e come e quando può essere eseguito il test genetico atto a stabilirne l’eventuale predisposizione nel paziente.
Che cos’è la parodontite?

La parodontite, chiamata anche malattia parodontale o piorrea, è un’infiammazione a carattere cronico e peggiorativo del parodonto, cioè dei tessuti di supporto e protezione dei denti.
Il parodonto è classicamente identificato nelle gengive, nel legamento parodontale, nel cemento radicolare e nell’osso alveolare, dove la radice del dente si ancora proprio per mezzo del suo legamento.
La parodontite è una lenta ma costante regressione dell’osso alveolare che, per difendersi da un agente infettivo batterico, poco a poco si riassorbe, portandosi dietro dunque anche la gengiva che lo protegge, e che ad esso è adesa.
Questo agente batterico è composto da una grande famiglia di microbi cosiddetti parodontopatogeni, che normalmente popolano la nostra bocca.
Ve ne sono più di 700 tipologie, e sono tutti batteri Gram-negativi, molto coriacei e particolarmente resistenti agli antibiotici.
In condizioni di normalità, questi batteri vengono tenuti sotto controllo dal nostro sistema immunitario e, non di meno, dalla presenza di altri batteri per noi innocui (i batteri saprofiti), ma in determinate condizioni può avvenire una disbiosi, cioè un disequilibrio della flora batterica orale, che da origine all’infiammazione dei tessuti parodontali ed è all’origine della parodontite.
La moderna Medicina ha stabilito, ormai da anni, che queste condizioni scatenanti possono essere causate da particolari patologie, come il diabete mellito, da un’insufficiente o estremamente carente igiene orale oppure, presente in quasi tutti i casi noti di parodontite, anche da una predisposizione genetica, ereditata su base familiare.
Qual è la causa della parodontite?
La parodontite è un’infezione batterica, causata da un aumento incontrollato di determinate famiglie microbiche note come batteri parodontopatogeni.
Questi batteri, che fisiologicamente popolano sempre il nostro cavo orale, sono dei microbi anaerobi eccezionalmente resistenti e capaci di vivere anche senza la presenza di ossigeno.
Se ne conoscono oltre 700 tipi, tra i quali i più noti sono indubbiamente il Porphyromonas gingivalis, Il Prevotella intermedia Fusobacterium nucleatum, l’Actinobacillus, l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Neisseria e il Veillonella.
Al contrario di altri batteri che condividono con loro il cavo orale, i batteri parodontopatogeni scatenano, in determinate situazioni, una decisa risposta infiammatoria dei tessuti parodonali che, per complessi meccanismi, dà origine al fenomeno di riassorbimento osseo che è alla base della piorrea.
Questa retrazione ossea, una volta iniziata, è irreversibile: più l’osso si ritira, più la gengiva arretra, e le radici dentali vengono esposte, dando origine al fenomeno delle tasche parodontali.
Queste tasche sono la causa della cronicità della piorrea, poiché vengono rapidamente colonizzate, al loro interno, da altri batteri e, spesso, avanzi di cibo, che alimentano ulteriormente la colonia parodontopatogena.
Riempiendosi di altri batteri nocivi, le tasche parodontali alimentano e peggiorano l’infiammazione dell’osso, che si ritira sempre di più, aumentando la profondità delle tasche stesse.
Questo circolo vizioso si perpetua per anni e, se non curato, porta inevitabilmente alla distruzione del legamento parodontale e dell’osso alveolare stesso: quando i batteri arrivano difatti all’apice radicolare, si assiste al deterioramento dell’ancoraggio stesso del dente, che dapprima inizia a ‘dondolare’ e a ‘ballare’ anche al minimo contatto e durante la normale masticazione, per poi venire espulso spontaneamente.
Assieme alla carie dentale, la parodontite è quindi la prima causa di perdita dei denti naturali in tutta la popolazione mondiale.
Quanto è comune la parodontite nella popolazione?
La parodontite affligge ogni Paese al mondo, qualsiasi condizione sociale e ambedue i sessi, concentrandosi particolarmente, nella sua forma manifesta, nella popolazione over 50.
Il Ministero della Salute ha stimato che, nella sola Italia, oltre il 60% di tutta la popolazione adulta residente è affetto da parodontite, con un 10% che ne è affetto in forma grave.*
Questa incredibile virulenza della parodontite è coerente con le informazioni storiche in nostro possesso: abbiamo difatti scritti antichi e testimonianze millenarie dell’esistenza della patologia già in epoca passata, con sintomi pressappoco identici a quelli riscontrati nell’età contemporanea.
Già Ippocrate di Coo, il padre della Medicina occidentale, descriveva con perizia i sintomi delle gengive gonfie, arrossate e sanguinanti (le tipiche manifestazioni della parodontite agli stadi iniziali), ed aveva già intuito che il problema era probabilmente causato da una cattiva igiene orale.
Per secoli, la parodontite è stata considerata una patologia inevitabile dell’invecchiamento, e solo con l’avvento della moderna Stomatologia e lo sviluppo della Parodontologia che si è potuto invece stabilire che la piorrea è una malattia ad eziologia batterica, il cui fattore scatenante principale è proprio l’ereditarietà genetica.
Quindi la parodontite è una patologia genetica?
Sì, la parodontite è una patologia che rientra nelle malattie causate da un’ereditarietà genetica.
Ovviamente, non si eredita la parodontite in sé, ma la predisposizione del corpo, e in particolare del sistema immunitario, all’eccessiva sensibilità ai batteri parodontopatogeni.
Questa predisposizione è ormai accertata senza ulteriore dubbio dalla scienza, e ha il suo riscontro clinico nella presenza alterata nel sistema immunitario di particolari proteine note come interleuchine.
Queste proteine, prodotte dai leucociti (i globuli bianchi) in particolari situazioni di attacco batterico, sono la prova scientifica che vi è una solida correlazione tra predisposizione genetica ed inizio della patologia parodontale.
Non a caso, questa profonda correlazione ha permesso di sviluppare un efficace ed affidabile test genetico che, basandosi proprio sulla ricerca delle interleuchine, è in grado di stabilire con certezza se un dato paziente è predisposto o meno alla piorrea.
Tuttavia, la sola predisposizione genetica, per quanto molto importante, non basta a far sviluppare la parodontite: occorre che siano presenti anche altri elementi scatenanti nella bocca del paziente, e che essa divenga un luogo ospitale per l’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni.
Quali sono gli elementi scatenanti che fanno iniziare la retrazione dell’osso alveolare?
La parodontite è una disbiosi della flora batterica orale: questo vuol dire che, per iniziare, la malattia deve trovare un disequilibrio di un certo livello nella composizione batterica della bocca del paziente.
Il livello di questa disbiosi e la carica batterica parodontopatogena necessaria a far iniziare la retrazione dell’osso sono dipesi dall’ereditarietà genetica: i pazienti predisposti vedono iniziare la malattia parodontale a livelli molto più bassi di disbiosi rispetto ai pazienti non predisposti, e anche tra pazienti egualmente predisposti possono esserci delle grandi differenze di sensibilità.
un batterio parodontopatogeno, l'agente eziologico della piorrea
In ogni caso, è opinione comune, tra la comunità scientifica, che la parodontite non possa comunque iniziare, anche in un soggetto predisposto e particolarmente sensibile, se il cavo orale è ben mantenuto, con impeccabile igiene orale domiciliare e, soprattutto, con regolari sedute di igiene professionale in studio odontoiatrico.
Premesso ciò, i fattori scatenanti della parodontite sono ormai noti alla scienza da molti anni, e risultano in:
- Situazioni sistemiche come il diabete mellito, nelle donne gravidanza e menopausa, gravi episodi di stress;
- Una cattiva igiene orale domiciliare;
- La mancanza di controlli e sedute periodiche di igiene professionale in studio odontoiatrico;
- Il tabagismo;
- Malocclusioni e/o restauri incongrui (otturazioni, corone,..);
- Il calo delle difese immunitarie dovuto a situazioni di immunodepressione, temporanea o cronica;
- La radioterapia o la chemioterapia;
- Il consumo cronico di stupefacenti
Tutti questi fattori scatenanti sono ovviamente molto più pericolosi in pazienti geneticamente predisposti, per via della loro sensibilità più elevata all’attacco e alla proliferazione dei batteri parodontopatogeni.
Quali sono i sintomi della parodontite?
Esattamente come il diabete mellito, patologia legata spesso a doppio filo alla parodontite, l’inizio dell’infiammazione cronica dell’osso alveolare causata dalla disbiosi batterica del cavo orale è subdolo, spesso silente e molto spesso ignorato dal paziente.
Proprio questo inizio in sordina, con pochi sintomi o con una sintomatologia molto blanda, è il più grande pericolo della parodontite, che può dunque cominciare a distruggere lentamente i tessuti di osso e gengiva, con danni irreversibili che, alla lunga, si tramutano in situazioni di alta gravità.
Il riassorbimento dell’osso alveolare e la retrazione gengivale che ne consegue è un processo molto lento, ma costante e progressivo: difatti, dai sintomi iniziali passano in genere molti anni, prima che il paziente sperimenti quella che viene chiamata ‘piorrea grave’, cioè la mobilità dentale.
Con questo concetto in mente, è possibile identificare grossomodo tre stadi di avanzamento della parodontite, elencati in ordine di gravità crescente:
1° grado: Pre-parodontite, la gengivite:
La gengivite è l’unico, di tutta la patologia parodontale, che è pienamente reversibile, se curato per tempo.
Si manifesta come un arrossamento e un rigonfiamento delle gengive, che perdono la loro caratteristica colorazione rosa-corallo e la superficie a buccia d’arancia, per assumere un colore rosso (intenso o scuro), con un’apparenza lucida e liscia.
Possono apparire episodi sporadici o ripetuti di sanguinamento, sia spontaneo sia durante l’igiene orale sia a casa che durante la seduta di igiene orale professionale, e dolenzia al tatto o alla pressione.
Questo stadio, se curato per tempo, è reversibile senza conseguenze o danni permanenti ad osso e gengive;
2° grado: Parodontite di grado lieve e moderato:
In questo stadio, ormai già irreversibile, l’osso si è già riassorbito, e la gengiva ha iniziato a ritirarsi, mostrando sintomi evidenti come il rialzo della papilla interdentale e l’esposizione parziale delle radici dentali.
I denti sembrano ‘più lunghi’, e tra dente e dente appaino dei triangolini neri, che prima non c’erano.
Compaiono le tasche parodontali che, se non pulite e trattate professionalmente, cominciano a riempirsi di batteri e di tartaro, sotto cui può proseguire l’azione distruttiva dei microbi parodontopatogeni, dando origine spesso a dolorosi ascessi gengivali.
Comincia ad apparire l’alitosi: un alito cattivo percepito dal paziente che non scompare neppure dopo un’attenta igiene orale, segno evidente della fermentazione batterica nelle tasche parodontali.
Questo stadio dura generalmente anni, con una retrazione ossea lenta e progressiva, che impedisce al paziente (specie se non esegue controlli periodici dal dentista) di accorgersi che c’è qualcosa che non va nella propria bocca;
3° grado: Parodontite avanzata di grado grave:
In questo stadio le tasche parodontali sono diventate molto più profonde, e hanno raggiunto la zona più bassa delle radici, cioè vicino all’apice radicolare delle radici dei denti.
Il riassorbimento dell’osso ha causato una destabilizzazione della sua struttura stessa di ancoraggio al dente, e la distruzione del legamento ha iniziato a far ‘ballare’ l’elemento dentale, che si muove anche al minimo contatto.
Questa fase è quella finale e grave, che solitamente mette panico nel paziente e lo spinge di corsa a recarsi dal Medico Odontoiatra per un controllo urgente.
A seconda della gravità della consunzione dell’osso, questo stadio può portare alla perdita del dente, che avviene per espulsione spontanea oppure all’inizio di una lunga e meticolosa cura, che ha come scopo quello della salvaguardia dei denti naturali.
Come si diagnostica la parodontite?
La diagnosi della parodontite richiede una visita specialistica odontoiatrica, eseguita da un Medico Odontoiatra oppure un Igienista Orale, entrambi perfezionati nella Parodontologia, cioè quella branca della Odontostomatologia che si occupa specificatamente proprio dello studio e della cura della malattia parodontale.
La diagnosi richiede l’ispezione clinica, una radiografia panoramica della bocca del paziente (utile a stabilire il livello di riassorbimento dell’osso), il sondaggio delle tasche parodontali effettuato tramite una specifica sonda millimetrata e due test di laboratorio, eseguiti direttamente in poltrona odontoiatrica.
Questi test consistono nel prelievo, totalmente indolore, di materiale epiteliale dalla bocca del paziente ed un prelievo dei batteri sottogengivali, che verrà poi analizzato in laboratorio.
Il primo test va a ricercare la presenza delle interleuchine, cioè le proteine prodotte dai leucociti in caso di infezione dovuta ai batteri parodontopatogeni.
Un valore anomalo di queste interleuchine viene associato alla predisposizione genetica alla parodontite.
Il secondo test, invece, mira a stabilire la percentuale batterica dei microbiota orale del paziente.
Datosi che la parodontite è una disbiosi, è utile sapere l’entità di questo squilibrio batterico: l’obiettivo delle terapie moderne per la piorrea è difatti proprio quello di riallineare il livello dei batteri parodontopatogeni, abbassandone la carica e permettendo dunque alle difese immunitarie di fare il loro dovere, fermando la retrazione difensiva dell’osso alveolare.
Contestualmente, datosi che la bocca è un ambiente enorme per i batteri ma comunque limitato nello spazio e nelle risorse, uno degli obiettivi del moderno trattamento della parodontite è anche quello di aumentare la carica dei naturali antagonisti dei batteri parodontopatogeni, cioè i batteri saprofiti.
Se i primi diminuiscono, i secondi ne prendono il posto biologico, impedendo dunque alle colonie malevole di iper-proliferare.
La raccolta razionale di tutti questi dati clinici e di laboratorio permette al Medico Odontoiatra e a tutto il suo team di arrivare ad una diagnosi corretta, provvedendo dunque al giusto piano terapeutico e all’abbozzo di una prognosi.
Come si può curare la parodontite?
La parodontite è una patologia cronica, progressiva ed irreversibile.
Allo stato attuale della Medicina, non è possibile eliminare la predisposizione genetica, e i tessuti parodontali danneggiati dalla parodontite non possono essere completamente rigenerati.
Altresì, non è possibile eliminare del tutto e permanentemente i batteri parodontopatogeni dal cavo orale: anche dopo una scrupolosa pulizia, la flora batterica si riforma entro pochi minuti, rendendo dunque inutile ogni tentativo di disinfezione permanente.
Tuttavia, sono disponibili dei trattamenti avanzati che, se ben somministrati, consentono una stabilizzazione della patologia e la conservazione dei denti naturali.
Appurato il fatto che la causa della parodontite è una disbiosi data dai batteri parodontopatogeni, che scatena nei soggetti predisposti una iper-sensibilità dell’osso alveolare, la cura è conseguente, e si basa sull’abbassamento della carica batterica nociva.
Per far ciò, il moderno protocollo chiamato Parodontologia Biologicamente Guidata, ideato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, prevede l’utilizzo di una serie di tecniche non invasive di igiene orale che, a loro volta, hanno come scopo quello di aumentare la carica batterica ‘buona’, formata dai batteri saprofiti, che risulta il naturale contrasto dei batteri parodontopatogeni.
Questo bilanciamento della disbiosi è l’unica terapia che, sul lungo periodo, consente all’osso di arrestare il suo riassorbimento e alle gengive di sfiammarsi, permettendo dunque l’arresto conseguente della parodontite.
L’obiettivo della terapia per la parodontite non è dunque eliminare per sempre tutti i batteri parodontopatogeni o modificare la predisposizione genetica del paziente (cosa impossibile), ma arrestare l’avanzamento della malattia parodontale e salvaguardare i tessuti sani rimasti, salvando in tal mondo anche la permanenza dei denti naturali.
Come funziona il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata?
Il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata prevede una serie di trattamenti non invasivi, atti ad abbassare la carica batterica parodontopatogena e, al contempo, aumentare invece la carica dei batteri saprofiti, cioè i batteri ‘amici’ che popolano il nostro cavo orale.
Il protocollo è dunque ‘biologicamente guidato’ poiché l’impostazione della cura dipende dai referti microbiologici basati sull’individualità dei pazienti e successivamente l’andamento delle terapie è monitorato seguendo i test microbiologici, somministrati prima e dopo i trattamenti, che indicano al Medico Odontoiatra o all’Igienista Dentale la buona efficacia del piano di cura.
Lo scopo ultimo della terapia è arrestare la retrazione ossea e gengivale, salvando dunque i denti naturali dalla caduta dovuta alla piorrea.
Per ottenere tale scopo, il protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata si avvale di molti strumenti e trattamenti non invasivi, come:
- L’ablazione meccanica del tartaro e della placca batterica sottogengivale, eseguita con ablatore ultrasonico, lo specillo o la curette (un tipo particolare di strumento delicato che lavora nella zona sottogengivale);
- L’ablazione mini-invasiva e profonda delle tasche parodontali mediante nano-polveri, sottilissime, spruzzate con aria compressa ed acqua tiepida sotto le gengive;
- La terapia fotodinamica, eseguita con un particolare laser odontoiatrico ad alta potenza, in grado di penetrare in profondità nelle tasche parodontali, capace di veicolare la disinfezione delle stesse e a provvedere ad una stimolazione dei tessuti gengivali ed ossei, favorendone la rigenerazione;
- La somministrazione di specifici disinfettanti ed antibiotici direttamente nel sotto-gengiva;
- La cura e l’igiene domiciliare eseguita in maniera scrupolosa dal paziente, che viene istruito adeguatamente dall’Igienista Dentale
Tutte queste terapie vengono eseguite utilizzando il microscopio operatorio ad alti ingrandimenti che aiuta l’operatore a svolgere un lavoro il più preciso possibile, garantendo al paziente una minivansività che, quindi, rende le cure delicate ed indolori.
Solo nei casi più complicati e gravi, quando la profondità delle tasche parodontali ha raggiunto ormai misure impossibili da raggiungere anche col laser odontoiatrico, viene in soccorso la Chirurgia Orale, con la pulizia ‘a cielo aperto’ delle radici dentali ed eventuale rigenerativa ossea e/o gengivale.
Questo protocollo è erogato in diverse sedute, decise in fase di diagnosi dal Medico Odontoiatra oppure dall’Igienista Dentale, solitamente divise in un pacchetto intensivo e in uno di mantenimento.
Ma dunque dalla parodontite si può guarire?
La parodontite è una patologia cronica che, come tutte le patologie decise su base genetica, è impossibile da debellare totalmente.
Tuttavia, se presa per tempo la piorrea può essere stabilizzata e “congelata”, salvando i denti dalla caduta ed impedendo alla malattia di distruggere ulteriormente i tessuti sani del parodonto.
La salvaguardia dei denti naturali è l’obiettivo principale di ogni trattamento per la piorrea, che deve dunque avere uno scopo conservativo.
L’estrazione dei denti, arma utilizzata solo come extrema ratio, deve essere sempre considerata, per l’appunto, l’ultima opzione possibile, adottata solo quando il danneggiamento dell’ancoraggio radicolare dei denti è impossibile da trattare con le cure attualmente disponibili.
Se presa per tempo con la giusta terapia intensiva e con un buon piano di mantenimento, che comunque non può non prescindere anche da un’impeccabile igiene domiciliare quotidiana, la perdita dei denti dovuta alla parodontite può essere evitata, e il paziente può vivere una vita del tutto normale.
Se sono geneticamente predisposto alla parodontite vuol dire che perderò sicuramente tutti i denti?
No: la predisposizione genetica non significa automaticamente l’insorgenza della piorrea, e non vuole significare categoricamente la perdita degli elementi dentali naturali.
La predisposizione genetica significa che, come è facile da intuire, un determinato paziente è più sensibile all’azione dei batteri parodontopatogeni, ma non vuol dire in sé comparsa della malattia a tutti i costi.
In una bocca sana, con un’ottima cura dell’igiene orale domiciliare, in un paziente che esegue controlli periodici e regolari sedute d’igiene professionale, è molto difficile che la parodontite inizi la sua opera distruttrice dei tessuti parodontali.
Ecco perché è di estrema importanza eseguire sempre i controlli periodici regolari dal Dentista o dall’Igienista Dentale: l’inizio della patologia è spesso molto subdolo, e spesso ignorato dal paziente, ma non dal professionista dentale specializzato nella parodontologia.
Effettuando sempre i controlli regolari e le sedute di igiene professionale in studio, è possibile tenere sotto controllo la carica dei batteri parodontopatogeni, impedendone l’iper-proliferazione e dunque l’inizio del riassorbimento dell’osso alveolare.
La Parodontologia Biologicamente Guidata: il protocollo avanzato d’eccellenza per la cura della piorrea
Siamo lo studio dentistico con la più avanzata tecnologia per la cura della parodontite
Il protocollo PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata, è un protocollo d’eccellenza sviluppato dal Dott. Gianluigi Bittante e dalla Dott.ssa Ilaria Bittante, che consente di stilare un protocollo di cura individuale per la parodontite guidato dai test microbiologici del cavo orale.
Si basa sul controllo genetico della predisposizione del soggetto e l’analisi della percentuale dei batteri parodontopatogeni della bocca del paziente, che ‘guidano’, come il nome lascia intuire, i trattamenti ablativi di igiene orale basati sul laser odontoiatrico ad altra potenza, la levigatura radicolare e l’uso delle nuove nano-polveri a base di eritritolo.
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Il nostro studio si occupa intensivamente della piorrea e della Parodontologia da oltre 20 anni, e il nostro obiettivo è proprio quello di salvare i denti naturali che altri studi avevano già dato per persi e spacciati.
FAQ (domande frequenti)
A livello familiare quindi si tramanda questa sensibilità, che a sua volta è il più pericoloso fattore predisponente la parodontite, che comunque necessita di determinati fattori scatenanti per manifestarsi.
Come tante altre informazioni genetiche presenti nel nostro DNA, il risultato del miscelamento dei cromosomi, durante l'accoppiamento dei gameti, è essenzialmente impronosticabile e di un numero sostanzialmente infinito di variabili genetiche, alcune ereditate anche molte, molte generazioni prima di quella attuale.
Queste proteine sono chiamate interleuchine, e un loro numero anormale nel campione biologico del soggetto indica certamente la predisposizione genetica alla parodontite.
Affinché la piorrea si manifesti è necessaria la concomitanza di un ambiente orale favorevole, in cui la popolazione batterica parodontopatogena possa svilupparsi e iper-proliferare, in assenza però di adeguata risposta immunitaria.
Questo comporta un grande pericolo, poiché impedisce di ricorrere tempestivamente alle cure idonee per sfiammare l'osso alveolare, ed è uno dei motivi per cui la parodontite viene diagnosticata quasi sempre con grande ritardo, spesso quando è divenuta ormai di stadio grave.
Ecco perché il miglior modo per prevenire la piorrea è quello di effettuare sempre i regolari controlli periodici dal Dentista.
Le tasche parodontali, cioè le lesioni causate dal riassorbimento dell'osso alveolare, riempiendosi di batteri scavano sempre più in profondità nei tessuti, fino ad arrivare all'osso stesso, distruggendolo.
La distruzione dell'osso alveolare è la causa della mobilità dentale.
D'altro canto, è anche impossibile eliminare completamente i batteri parodontopatogeni per lunghi periodi dal cavo orale.
Le terapie moderne si concentrano quindi sul ripristino dell'eubiosi (l'equilibrio) del microbiota orale, aiutando il corpo stesso a riprendere il controllo della popolazione batterica e quindi a sfiammare l'osso alveolare, salvando in questo modo i tessuti sani rimasti.
PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.
Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.
Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.
Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.
Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.
I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.
Con il protocollo PBG potrai dunque:
- Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
- Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
- Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
- Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
- Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
- Impedire la caduta dei tuoi denti naturali
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Il test genetico per accertare la predisposizione alla parodontite è facile, veloce, indolore e può essere eseguito in ambulatorio odontoiatrico, con un piccolo prelievo di materiale epiteliale della bocca.
Datosi che il DNA non cambia nel corso della vita, il test deve essere eseguito solo una volta, ed è estremamente affidabile: può dirti con precisione se sei un soggetto predisposto o meno alla parodontite, e questo è di fondamentale importanza per impostare al meglio la tua personale terapia di cura della piorrea.
Non devi aspettare di perdere tutti i denti, dopo anni di lassismo, per non aver saputo che invece eri un soggetto predisposto alla parodontite: devi agire ora!
Nello Studio Dentistico Bittante, grazie al protocollo avanzato della Parodontologia Biologicamente Guidata, potrai eseguire con facilità il test per la predisposizione alla piorrea e, contestualmente, potrà essere eseguito anche il test sulla carica microbica della tua bocca: un altro test avanzato, che è in grado di rivelare l'esatta composizione batterica del tuo cavo orale, individuando la percentuale di batteri parodontopatogeni che sono responsabili della parodontite.
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lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.
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lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.
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Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca e nel trattamento della parodontite.
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Quindi ricorda che...
- La parodontite è un’infezione cronica dell’osso alveolare, causata da un’accentuata predisposizione genetica all’azione di alcuni batteri orali conosciuti come batteri parodontopatogeni;
- I batteri parodontopatogeni sono dei batteri molto coriacei e resistenti, in grado di sopravvivere senza ossigeno, adatti ad infettare i tessuti profondi delle gengive;
- La sola presenza di una iper-proliferazione batterica nociva non basta per scatenare la parodontite: occorre che vi sia anche una decisa sensibilità particolare del soggetto alla loro azione;
- La sensibilità all’azione dei batteri parodontopatogeni è personale, ed è ereditata geneticamente;
- Per accertare o meno l’ereditarietà alla parotite può essere effettuato un rapido ed indolore test genetico, eseguibile comodamente in poltrona odontoiatrica;
- Nel test genetico per la parodontite, attraverso un piccolo prelievo di materiale biologico orale, vengono cercate in laboratorio particolari proteine chiamate interleuchine;
- Il conteggio di queste proteine, che sono la prova dell’azione diretta del sistema immunitario contro i batteri parodontopatogeni, porta alla conferma genetica della predisposizione;
- Datosi che il DNA non cambia per tutta la vita, è sufficiente eseguire il test genetico della parodontite una volta sola;
- La predisposizione genetica non è indice assoluto di insorgenza della piorrea, poiché occorrono anche alcuni fattori scatenanti, affinché inizi l’infiammazione dell’osso alveolare;
- La scarsa igiene orale, il fumo, il consumo smodato di alcol, le sostanze stupefacenti, alcune patologie endocrine come il diabete o condizioni particolari come la gravidanza e la menopausa possono essere fattori scatenanti la parodontite

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Ilaria Bittante il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
La dott.ssa Ilaria Bittante è un'Igienista Dentale perfezionata in Parodontologia, cioè la branca dell'Odontostomatologia che si prende carico di tutte le problematiche del parodonto, la cui patologia principale è la parodontite (la piorrea).
La Dottoressa lavora nello Studio Dentistico Bittante, uno storico studio odontoiatrico di Milano attivo sin dal 1955, che ha dedicato gli ultimi trent'anni d'esercizio proprio al continuo studio e alla ricerca clinica sulla parodontite.
Assieme al padre, il dott. Gianluigi Bittante, ha ideato il procotollo di Parodontologia Biologicamente Guidata: un innovativo compendio di trattamenti odontoiatrici specifici per i pazienti affetti da parodontite, che si basa sul riequilibrio microbiologico del microbiota orale, la cui disbiosi è la vera causa dell'inizio della piorrea.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, una delle eccellenze per la diagnosi e la cura della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi di piorrea grave, che ha già messo in pericolo la permanenza dei denti naturali.
L'obiettivo dello studio e del protocollo di Parodontologia Biologicamente Guidata è proprio quello di salvare gli elementi dentali naturali dalla caduta, riportando il microbiota orale del paziente ad un giusto equilibrio, necessario per garantire l'arresto della parodontite e dunque la salvaguardia dei tessuti parodontali, che a sua volta è indispensabile per permettere ai denti di rimanere saldi nella bocca.
Esegui l'esame del DNA!*
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Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Sempre con loro!"









